Riparazione al sacro Cuor di Maria

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Riparazione al sacro
Cuor di Maria

per le ingiurie, che la SS. Vergine ha ricevuto

da parte degli eretici

del P. Joseph de Gallifet S.J. (1663-1749)











O Maria degnissima Madre
del Creatore e mio Salvatore, che siete stata scelta innanzi a tutti i secoli per
ischiacciar la testa del serpente, e da cui la Chiesa riconosce ch’ è debitrice
della vittoria, che ha riportato sopra tutte l’eresie ; voi siete divenuta per questa
ragione la nemica capitale del demonio, l’ oggetto del suo odio e del suo furore
non meno che degli eretici suoi figli, i quali invasi dallo spirito dei loro padre,
non hanno cessato di farvi la guerra, e di perseguitarvi fin dal principio della
Chiesa: nulla hanno essi tralasciato per distruggere la vostra gloria; hanno combattuto
i vostri privilegi, la vostra purità, la vostra divina maternità; hanno
impugnato il vostro potere, la vostra bontà, il vostro credito presso Dio,
la vostra misericordia per i peccatori; vi hanno negato i titoli più gloriosi
che vi dà la Chiesa, hanno disprezzato la vostra protezione, hanno voluto
abolire il vostro culto, hanno proibito d’ invocarvi, hanno fatto mille oltraggi
alle vostre Immagini i, ed al vostro Nome. O divina Sovrana, la più perfetta
e la più amabile fra le creature! e come mai ha potuto l’Inferno venire a
capo d’ispirare ai Cristiani sentimenti così ingiuriosi contro di voi? come
si sono potuti trovar cuori ingrati e snaturati a segno di prendersela con voi, di
disprezzarvi, e di odiar voi che siete sì degna della venerazione la più
profonda, e dell’amore il più tenero degli Angeli e degli uomini? O mia augusta
Signora! prostrato ai vostri sacri piedi io desidero di contestarvi il mio giusto
dolore per tanti oltraggi, e di farvene tutta la riparazione ch’è possibile
alla mia debolezza; e siccome il vostro divino Figlio ha voluto che al suo Cuore,
come a sede del suo amore, si facesse la riparazione degli oltraggi ch’egli ha sofferto
dalla empietà e dalla ingratitudine degli uomini, io credo di uniformarmi
ai suoi, ed ai vostri desideri, dirigendo al vostro cuore materno la riparazione
che vi offerisco per le ingiurie che avete sofferto voi medesima dalla malizia e
dalla ingratitudine di questi medesimi uomini. Ricevete dunque, o sacro Cuore, questo
atto di riparazione, che io faccio; io m’ investo riguardo a voi, di tutti i sentimenti
di rispetto, di amore, e di gratitudine a voi dovuti: Vi offerisco i miei omaggi
, le mie lodi, i miei servigi, il mio dolore, il mio dispiacimento, e perchè
non sono io suddito degno abbastanza per riparar con questi deboli sentimenti, il
disprezzi, l’odio, e le bestemmie degli eretici? Animato da un nuovo zelo, per la
vostra gloria, o Madre del mio Dio, alla rimembranza di queste ingiurie, e per farne
al vostro cuore il risarcimento il più convenevole, io faccio altamente professione
di credere tutto ciò che questi empi hanno negato, e di attribuirvi tutto
ciò che hanno voluto togliervi: credo la vostra divina Maternità, la
vostra perpetua verginità, la vostra purità senza Macchia, la vostra
gloria superiore a quella di tutte le pure creature. Io credo, che la vostra potenza,
la vostra bontà, la vostra misericordia, tutte le vostre perfezioni sono proporzionate
alla vostra dignità incomprensibile di Madre di Dio, e alla qualità
che avete, di Regina dell’ Universo. Vi riguardo con piacere, secondo canta la Chiesa,
come la Madre della misericordia, la Madre della grazia, il rifugio de’ peccatori,
la loro avvocata, e la loro speranza presso Gesù Cristo. Riguardo la vostra
protezione , ed il vostro favore come il mezzo ineffabile di ottenere davla misericordia
dei vostro Figlio tutti i beni che ne spero e per questa, e per l’altra vita; e come
gli eretici si sono adoperati per abolire il vostro culto, io riporrò la mia
gloria per tutto il tempo della mia vita nel difenderlo, e nel sostenerlo , nell’onorarvi
, e nell’ invocarvi, nell’esser del numero de’ vostri servi , nel difendere i vostri
interessi, nel procurar cori tutte le mie forze, che siate onorata, amata , e servita
in ogni luogo per quanto lo permetterà la mia debolezza. Degnatevi dì
gradire, o Madre divina, questi santi desideri, che io formo ai vostri piedi, degnatevi
di aprirmi il vostro Cuore, e di far, che vi abbia un luogo insieme coi vostri servì
fedeli; fatemi gustar la dolcezza di questo sacro Cuore sorgente di pace, di amore
, e di misericordia ; affinchè colla imitazione delle sue virtù io
possa continuar a lodarvi nella eternità, ed a benedire la potenza infinita
di Dio, che vi ha fatta sì grande, sì santa, sì amabile, sì
ammirabile. Così sia.





testo tratto da:
Giuseppe de Gallifet S.J., L’eccellenza e la pratica della divozione alla SS.ma
Vergine
, Foligno 1794, pp. 225-229.