Trattato della Vera Devozione a Maria: parte III, cap. 2.b (152-168)

Pregate, Pregate, Pregate!

«Trattato della vera devozione a Maria»

di
S. Luigi Maria Grignion de Montfort










PARTE
TERZA – CAPITOLO SECONDO
(seconda
parte)

MOTIVI
PER APPREZZARE LA CONSACRAZIONE


5.
Conduce all’unione con Cristo


 [152] QUINTO
MOTIVO. Questa devozione è una via facile, breve, perfetta e sicura per
giungere all’unione con Nostro Signore nella quale consiste la perfezione del cristiano.


1) È una
via facile, aperta da Gesù Cristo per venire a noi e sulla quale nessun
ostacolo impedisce di giungere a lui. In verità, l’unione con Dio si può
raggiungere anche per altre strade, ma con maggiori croci e morti dolorose, con più
difficoltà ardue a superarsi. Occorre passare per notti oscure, per strane
lotte ed agonie, per erte montagne, fra spine pungentissime e in mezzo a deserti
spaventosi.


Sulla strada di
Maria, invece, si cammina più soavemente e più tranquillamente. Certo,
anche su di essa non mancano aspre lotte da sostenere e grandi difficoltà
da superare. Ma ella, amabile Madre e Sovrana, si fa così vicina e presente
ai suoi fedeli servi per rischiararli nelle loro tenebre, illuminarli nei loro dubbi,
rassicurarli nei loro timori, sostenerli nei loro combattimenti e nelle loro difficoltà,
che davvero questa strada verginale per trovare Gesù Cristo, a paragone di
ogni altra, è una via di rose e miele. Soltanto pochi santi
1, come Efrem, Giovanni Damasceno, Bernardo, Bernardino,
Bonaventura, Francesco di Sales…, hanno seguito questo dolce sentiero per giungere
a Gesù Cristo. Lo Spirito Santo, fedele Sposo di Maria, l’aveva loro indicato
per grazia specialissima. Ma gli altri santi – e sono i più numerosi –
benché tutti devoti alla santissima Vergine, non hanno camminato o ben poco
per questa strada e così sono passati per prove più aspre e pericolose.


[153] Ma come
si spiega allora – mi dirà qualche servo fedele di Maria – che i
servi fedeli di questa Madre buona hanno tante occasioni di patire e più di
coloro che non le sono ugualmente devoti? Infatti, sono contraddetti, perseguitati,
calunniati, mal sopportati, oppure camminano fra le tenebre interiori o per deserti
dove non cade la minima stilla di rugiada celeste. Se questa devozione a Maria rende
più facile la via per trovare Gesù Cristo, come mai sono proprio loro
i più crocifissi?


[154] Rispondo:
certamente i servi più fedeli della Vergine santa, proprio perché più
favoriti, ricevono da lei le più grandi grazie e favori celesti, quali sono
appunto le croci. Ma affermo pure che sono questi stessi servi di Maria a portare
tali croci con maggiore facilità, merito e gloria.


Ciò che
arresterebbe mille volte o farebbe soccombere un altro, non li arresta nemmeno una
volta, ma li fa avanzare. Infatti questa Madre buona, piena di grazia e dell’unzione
dello Spirito Santo, candisce e prepara loro tutte quelle croci nello zucchero della
sua dolcezza materna e nell’unzione del puro amore, tanto che essi le deglutiscono
allegramente come fossero noci candite, sebbene in sé siano amarissime. Sono
convinto che la persona che voglia essere devota e vivere pienamente in Cristo
2 e quindi soffrire persecuzioni
e portare ogni giorno la propria croce, non riuscirà mai a portare grandi
croci, o almeno non le porterà lietamente e nemmeno sino alla fine, senza
una tenera devozione alla Vergine santa, la dolcissima mitigatrice delle croci, come
nessuno potrebbe mangiare, se non con grande sforzo (che non può durare) noci
verdi che non siano state candite con lo zucchero.


[155] 2) Questa
devozione alla santissima Vergine è una via breve per trovare Gesù
Cristo, sia perché non ci si smarrisce, sia perché – come ho detto
or ora – si cammina in essa con più gioia e facilità e, quindi,
con maggiore speditezza.


Si avanza più
in poco tempo di sottomissione e di dipendenza da Maria, che in anni interi di volontà
propria e di fiducia in se stessi, perché un uomo obbediente e sottomesso
alla divina Maria canterà vittorie strepitose su tutti i suoi nemici
3. È vero che questi tenteranno
di impedirgli il cammino o di farlo indietreggiare o cadere, ma con il sostegno,
l’aiuto e la guida di Maria, egli avanzerà, senza cadere, indietreggiare e
perfino rallentare, a passi da gigante verso Gesù Cristo sullo stesso cammino
per il quale come è scritto, Gesù Cristo venne verso di noi a passi
da gigante e in breve tempo
4.


[156] Per qual
motivo credi tu che Gesù Cristo sia vissuto così poco tempo sulla terra,
e che dei pochi anni che vi passò, ne abbia trascorsa la maggior parte nella
sottomissione ed obbedienza a sua Madre? È perché, nonostante la brevità
della sua vita, Nostro Signore Gesù Cristo visse molto tempo
5, anzi più di Adamo di cui era venuto a riparare
le dannose conseguenze e che pure era vissuto più di novecento anni. E Gesù
Cristo visse molto tempo perché visse molto sottomesso e molto unito alla
sua santa Madre, in obbedienza a Dio suo Padre. Infatti:


1) Chi onora la
propria madre – dice lo Spirito Santo – può essere paragonato a
colui che tesoreggia. E cioè, colui che onora Maria, la propria madre, fino
a sottomettersi a lei e ubbidirle in ogni cosa, diverrà ben presto ricchissimo,
poiché col segreto di questa pietra filosofale andrà radunando ogni
giorno nuovi tesori: «Chi riverisce la madre, è come chi accumula
tesori
»
6.


2) Secondo un’interpretazione
spirituale di queste parole dello Spirito Santo: «La mia vecchiaia si trova
nella misericordia del grembo
»
7, nel seno di Maria,
che cinse e generò un uomo perfetto
8 e poté contenere
colui che l’universo intero non abbraccia né contiene
9; nel seno di Maria, lo ripeto, i giovani divengono
anziani per discernimento, santità, esperienza e sapienza: in pochi anni si
perviene fino alla pienezza dell’età di Gesù Cristo
10.


[157] 3) Questa
forma di devozione alla santissima Vergine è una via perfetta per incontrarsi
ed unirsi a Gesù Cristo, perché la divina Maria è la più
perfetta e la più santa fra le semplici creature. E Gesù Cristo, venuto
a noi in modo perfetto, non prese altra strada per questo suo grande e meraviglioso
viaggio. L’Altissimo, l’Inafferrabile, l’Inaccessibile, Colui che è, è
voluto venire a noi piccoli vermi della terra, che siamo un nulla. Come è
stato possibile?


L’Altissimo
è disceso fino a noi in maniera perfetta e divina per mezzo dell’umile
Maria, senza nulla perdere della sua divinità e santità. Così,
per mezzo di Maria noi piccolissimi dobbiamo risalire in modo perfetto e divino verso
l’Altissimo, senza nulla temere.


L’Inafferrabile
si
è lasciato prendere e contenere in modo perfetto dalla piccola Maria,
senza nulla perdere della sua immensità. Similmente dalla piccola Maria noi
dobbiamo lasciarci contenere e guidare perfettamente senza riserva.


L’Inaccessibile
si
è accostato, si è unito strettamente, perfettamente, anzi personalmente
alla nostra umanità, per mezzo di Maria, senza nulla perdere della sua Maestà.
Per mezzo di Maria dobbiamo noi pure accostarci a Dio e unirci perfettamente alla
sua Maestà senza timore d’essere respinti.


Infine Colui
che È
volle venire in mezzo a ciò che non è, perché
ciò che non è diventi Dio o Colui che È. Questo egli
ha fatto in modo perfetto dandosi e sottomettendosi interamente alla giovane Vergine
Maria, senza cessare di essere nel tempo Colui che È da tutta l’eternità.
Così, pur essendo un nulla, noi possiamo divenire simili a Dio con la grazia
e la gloria, per mezzo di Maria, offrendoci a lei in modo così perfetto e
totale da non essere più niente in noi stessi, ma tutto in lei, senza timore
di ingannarci.


[158] Mi si tracci
pure una via nuova per andare a Gesù Cristo e questa via sia lastricata di
tutti i meriti dei beati, ornata di tutte le loro virtù eroiche, rischiarata
ed abbellita di tutti gli splendori e le bellezze degli angeli. E che tutti gli angeli
e i santi vi si trovino per guidare, difendere e sostenere quelli e quelle che vorranno
camminarvi. In verità, lo dico arditamente e dico il vero, io seguirei, preferendola
a questa via pur tanto perfetta, la via immacolata di Maria: «E ha
reso integro il mio cammino
»
11. È una via
o cammino senza macchie o sozzure, senza peccato né originale né attuale,
senza ombre o tenebre di sorta. E se, come è certo, l’amabile mio Gesù
– ora nella sua gloria ó verrà una seconda volta sulla terra per
regnarvi, non sceglierà altra strada per tale suo viaggio che la divina Maria,
per mezzo della quale è venuto così sicuramente e perfettamente la
prima volta. La differenza che vi sarà tra la prima e l’ultima venuta, consisterà
in questo: la prima fu segreta e nascosta, la seconda sarà gloriosa e risplendente.
Ma tutte e due sono perfette, perché l’una e l’altra avvengono per mezzo di
Maria.


Ahimè!
Ecco un mistero che non si comprende. «Qui ogni lingua deve tacere!»
12.


[159] 4) Questa
devozione alla santissima Vergine è una via sicura per andare a Gesù
Cristo e raggiungere la perfezione nell’unione con lui:


1) Perché
questa pratica che insegno non è nuova.
È anzi, così antica
che, al dire del Boudon
13 – morto da poco in
concetto di santità – in un libro da lui scritto su questa devozione,
non se ne possono indicare esattamente gli inizi. È certo tuttavia che nella
Chiesa se ne hanno tracce da più di settecento anni.


Sant’Odilone,
abate di Cluny, che visse intorno al 1040, fu uno dei primi a praticarla pubblicamente
in Francia. Così si legge nella sua vita
14.


Il cardinale Pier
Damiani riferisce che nel 1076
15 suo fratello, il beato
Marino, si fece schiavo della santissima Vergine, alla presenza del suo direttore
spirituale, in una maniera molto edificante. Messasi una corda al collo, si diede
la disciplina e depose sull’altare una somma di denaro in segno della sua dedizione
e consacrazione alla santa Vergine. Continuò fedelmente così finché
visse, tanto da meritarsi di essere visitato e consolato in punto di morte dalla
sua buona Padrona e di ricevere da lei medesima la promessa del Paradiso, in premio
dei suoi servizi
16.


Cesare Bollando
ricorda un illustre cavaliere, Vautier de Birbak, parente stretto dei duchi di Lovanio,
che intorno al 1300 fece la consacrazione di se stesso alla santa Vergine
17. Questa devozione fu praticata
in privato da parecchie persone fino al secolo decimosettimo, quando divenne pubblica
18.


[160] Il padre
Simone de Rojas
19, dell’Ordine della Trinità
o della Redenzione degli schiavi, predicatore alla corte di Filippo III, mise in
voga questa devozione per tutta la Spagna e la Germania ed ottenne da Gregorio XV,
su istanza dello stesso Filippo III, grandi indulgenze per quelli che l avessero
praticata.


Il reverendo padre
De los Rios
20, dell’Ordine di sant’Agostino,
lavorò con la parola e gli scritti, insieme con il suo intimo amico Padre
de Roias, a diffondere questa devozione in Spagna e Germania. Compose un grosso volume
dal titolo Hierarchia Mariana, nel quale tratta con grande pietà e
pari erudizione dell’antichità, eccellenza e solidità di questa devozione.


Nel secolo scorso
i reverendi Padri Teatini diffusero questa devozione in Italia, Sicilia e Savoia
21.


[161] Il reverendo
padre Stanislao Falacio, della Compagnia di Gesù, la promosse mirabilmente
in Polonia
22.


Il Padre de los
Rios riferisce nel libro suddetto i nomi dei principi e delle principesse, dei vescovi
e cardinali di diverse nazioni, che abbracciarono questa devozione.


Il Padre Cornelio
a Lapide
23, così meritevole
per pietà e scienza profonda, ebbe da parecchi vescovi e teologi l’incarico
di esaminarla. Dopo maturo esame, ne fece elogi degni della sua pietà. Parecchi
altri illustri personaggi seguirono il suo esempio.


I reverendi Padri
Gesuiti, sempre zelanti nel servizio della santa Vergine, presentarono a nome dei
Congregazionisti di Colonia un breve trattato su questa devozione al duca Ferdinando
di Baviera – in quel tempo arcivescovo di Colonia -, il quale l’approvò
e ne permise la stampa, esortando tutti i parroci e i religiosi della sua diocesi
a promuovere più che potevano questa solida devozione.


[162] Il cardinale
de Bérulle
24, la cui memoria è
in benedizione per tutta la Francia, fu uno dei più zelanti a propagarla in
quella nazione, nonostante tutte le calunnie e persecuzioni mossegli dai critici
e libertini. Questi lo accusarono di novità e di superstizione, scrissero
e pubblicarono contro di lui un libello diffamatorio, servendosi – o meglio,
il demonio per mezzo di loro si servì – di mille astuzie per impedirgli
di diffondere in Francia questa devozione. Ma questo grande e santo uomo rispose
alle diffamazioni solo con la pazienza. Alle obiezioni contenute nel libello rispose
con un opuscolo confutandole efficacemente, dimostrando che tale devozione è
fondata sull’esempio di Gesù Cristo, sui doveri che abbiamo verso di lui e
sui voti da noi fatti nel santo battesimo. Con quest’ultimo argomento, soprattutto,
riuscì a chiudere la bocca agli avversari, facendo loro vedere che questa
consacrazione alla santissima Vergine ed a Gesù Cristo per le mani di lei,
non è altro che una perfetta rinnovazione dei voti o promesse battesimali.
Altre bellissime cose da lui dette su questa devozione si potranno leggere nelle
sue opere.


[163] Nel libro
del Boudon si possono leggere i nomi dei vari Pontefici che approvarono tale devozione
e dei teologi che l’esaminarono, insieme con le persecuzioni di cui essa fu oggetto
e dalle quali uscì vittoriosa. Vi si trova anche il nome di migliaia di persone
che la praticarono, senza che nessun Papa mai la condannasse
25; ciò che, del resto, non potrebbe avvenire
senza scuotere le basi del cristianesimo.


Rimane dunque
certo che questa devozione non è nuova. Se non è diffusa, vuol dire
che è troppo preziosa per essere gustata e praticata da tutti.


[164] 2) Questa
devozione è un mezzo sicuro per andare a Gesù Cristo.


È, infatti,
compito proprio della santa Vergine condurci sicuramente a Gesù Cristo, cosi
come è compito proprio di Gesù Cristo condurci sicuramente all’eterno
Padre. Non credano falsamente le persone spirituali che Maria sia loro d’impedimento
per giungere all’unione con Dio. È mai possibile che colei, che trovò
grazia davanti a Dio per tutti in generale e per ciascuno in particolare, sia d’impedimento
ad un’anima per trovare la grande grazia dell’unione con lui? È mai possibile
che colei, che fu tutta piena e sovrabbondante di grazie, cosi unita e trasformata
in Dio, quasi da obbligarlo ad incarnarsi in lei
26,
impedisca ad un’anima di essere perfettamente unita a Dio? È ben vero che
la vista delle altre creature, anche sante, potrebbe forse in dati momenti ritardare
l’unione divina. Ma come ho già detto
27
e non mi stancherò mai di ripetere, ciò non può essere vero
di Maria.


Una delle ragioni
per cui cosi poche anime giungono alla pienezza dell’età di Gesù Cristo
28 è che Maria, ora
più che mai Madre di Gesù Cristo e Sposa feconda dello Spirito Santo,
non è abbastanza formata nei loro cuori. Chi vuole avere il frutto ben maturo
e formato, deve avere l’albero che lo produce. Chi vuol avere il frutto di vita,
deve avere l’albero di vita, che è Maria. Chi vuol avere in sé l’operazione
dello Spirito Santo, deve avere la sua Sposa fedele e indissolubile, la divina Maria,
che lo rende fertile e fecondo, come già dicemmo
29.


 


[165] Convinciti
dunque che quanto più guarderai Maria nelle tue preghiere, contemplazioni,
azioni e sofferenze – se non con uno sguardo distinto e attento, almeno con
uno generale e impercettibile, – tanto più perfettamente troverai Gesù
Cristo. Egli, infatti, è sempre con Maria, grande, potente, operante e incomprensibile,
più ancora che nel cielo e in qualsiasi altra creatura dell’universo
30. La divina Maria, completamente
immersa in Dio, è ben lontana pertanto dal divenire un ostacolo ai perfetti
nella via dell’unione con Dio. Anzi, non c’è mai stata finora né ci
sarà mai alcuna creatura che aiuti più efficacemente in questa grande
opera, sia comunicando le grazie utili a questo fine – «nessuno è
ricolmo del pensiero di Dio, se non per mezzo di lei
», dice un santo
31 ó sia assicurandovi
contro le illusioni e inganni dello spirito maligno.


[166] Dove Maria
è presente non c’è lo spirito maligno. E un segno infallibile che si
è condotti dallo spirito buono è l’essere molto devoti a Maria, il
pensare spesso a lei e il parlarne di frequente. È questo il pensiero di un
santo
32, il quale aggiunge che,
come la respirazione è sicuro indizio che il corpo non è morto, così
il frequente ricordo e l’invocazione affettuosa di Maria sono un segno sicuro che
l’anima non è morta per il peccato.


[167] Come dicono
la Chiesa e lo Spirito Santo sua guida, soltanto Maria ha distrutto tutte le eresie
33. Perciò non avverrà
mai – anche se i critici borbottano – che un fedele devoto di Maria cada
nell’eresia o nella illusione almeno formale. Potrà certo, benché più
difficilmente di altri, commettere un errore materiale, confondere la menzogna con
la verità e lo spirito maligno con quello buono; ma presto o tardi conoscerà
la sua colpa e il suo errore materiale e, quando li avrà conosciuti, non si
ostinerà a credere e sostenere ciò che aveva creduto.


[168] Chi dunque
vuole progredire nella via della perfezione ed incontrare sicuramente e perfettamente
Gesù Cristo – senza il pericolo di cadere nell’illusione che è
ordinaria nelle persone di preghiera – abbracci «con cuore generoso
e animo pronto
»
34 questa devozione alla
santissima Vergine, che forse prima non conosceva. Entri in questo eccellente cammino
a lui sconosciuto e che io gli sto indicando: «Io vi mostro una via migliore
di
tutte»
35.


È una via
tracciata da Gesù Cristo, Sapienza incarnata, nostro unico Capo. Percorrendola,
il membro di questo Capo non può sbagliarsi.


E una via facile,
per la pienezza della grazia e dell’unzione dello Spirito Santo di cui è
ricolma. Camminandovi, non ci si stanca né s’indietreggia.


È una via
breve: in poco tempo ci conduce a Gesù Cristo. È una via perfetta:
sul suo percorso non c’è fango, né polvere, né la minima
sozzura di peccato. Infine, è una via sicura, per la quale si giunge
a Gesù Cristo e alla vita eterna in modo diritto e sicuro, senza deflettere
né a destra né a sinistra. Prendiamo dunque questa strada e in essa
camminiamo giorno e notte, sino alla pienezza dell’età di Gesù Cristo.


NOTE


1
Il Montfort dà una lista indicativa, ma non esaustiva.


2
«Tutti quelli che vogliono vivere pienamente in Cristo Gesù saranno
perseguitati
» (2 Tm 3,12).


3
Cf Pr 21,28, secondo il testo della Volgata.


4
Cf Sal 19,6.


5
Cf Sap 4,13.


6
Sir 3,5. Per l’allusione alla pietra filosofale cf AES 86-87.


7
Cf Sal 92,11, secondo la Volgata.


8
Cf Ger 31,22.


9
Dalla liturgia romana.


10
Cf Ef 4,13; VD 33.


11
Cf Sal 17,33 (ed. Volgata: «Posuit immaculatam viam meam»).

12 Cf VD 12.


13
ENRICO-MARlA BOUDON (1624-1702), arcidiacono di Evreux. Scrisse Dieu seul ou Le
saint esclavage de l’admirable Mère de Dieu,
pubblicato a Parigi nel 1667.
Il Montfort lo ricorda due volte: VD 159, 162. Il termine doulos (schiavo)
ricorre in molti sigilli dei primi secoli dell’impero d’Oriente (395-1453) assieme
al nome della Madre di Dio (G. SCHLUMBERGER, Sigillographie de l’Empire byzantin,
Paris 1884, p. 31) come anche sull’ambone di papa Giovanni VII (703-707) nella
Chiesa di S. Maria Antiqua al Palatino (Roma) e in una lastra di marmo (ora nelle
Grotte Vaticane) proveniente dall’oratorio fatto erigere dallo stesso papa Giovanni
VII nell’antica basilica di S. Pietro.


14
S. ODILONE (962-1048), abate di Cluny dal 994.


15
Questa data è da correggere, perché san P. Damiani visse dal 1007 al
1072.


16
Cf PL 145, 565-567.


17
Anche questa data è errata perché CESARE D’EISTERBACH, nato prima del
1128, morì verso il 1210.


18
Cf H. BREMOND, Histoire littéraire du sentiment religieux en France, Paris
1923, vol. 6, p. 266.


19
Simón de Roias (1552-1624), che Lope de Vega paragona a san Bernardo per il
suo ardente amore alla Madre di Dio, è stato canonizzato da Giovanni Paolo
II il 3 luglio 1988. Fondò la «Congregazione degli schiavi del dolcissimo
nome di Maria».


20
BARTOLOMEO DE LOS RIOS (1580-1652).


21
Cf SILOS, Historiarum Clericorum Regularium, Romae 1665, pars altera, pp.
119-121, 444.


22
FRANCISCI STANISLAI PHOENICII, S.J., Mariae Mancipium, Lublino 1663 (nella
collezione Sacrum Poloniae Millennium, Tom. X).


23
CORNELIUS VAN DEN STEIN (1567-1637).


24
PIERRE DE BÉRULLE (1575-1629), fondatore dell’ Oratorio di Francia.


25
A suo tempo, l’inquisizione romana condannò abusi e indiscrezioni di devoti.


26
Cf S. TOMMASO, Summa theol. III, q. 2, a. 11, ad 3.


27
Cf VD 75; SM 21.


28
Cf VD 33.


29
Cf VD 20-21, 34-36.


30
«La Chiesa pensando a Lei (Maria) con pietà filiale e contemplandola
alla luce del Verbo fatto uomo, con venerazione penetra più profondamente
nell’altissimo mistero dell’incarnazione e si va ognor più conformando col
suo Sposo» (LG 65).


31
S. GERMANO di Costantinopoli, Sermo 2 in Dormit. Deip., PG 98, 350.


32
S. GERMANO di Costantinopoli, Orat. in sanctae Deiparae Zonam, PG 98, 378-379.


33
Dall’Officio della Madonna.


34
2 Mac 1,3. 57.


35
1 Cor 12,31.











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