Trattato della Vera Devozione a Maria: parte III, cap. 2.c (169-182)

L'eterna Sapienza

«Trattato della vera devozione a Maria»

di
S. Luigi Maria Grignion de Montfort








PARTE
TERZA – CAPITOLO SECONDO
(terza
parte)

MOTIVI
PER APPREZZARE LA CONSACRAZIONE


6.
Fa crescere nella libertà dei figli di Dio


[169] SESTO MOTIVO.
Questa forma di devozione dà alle persone che l’osservano fedelmente, una
grande libertà interiore: la libertà dei figli di Dio
36. Siccome, infatti, con essa ci si fa schiavi di
Gesù Cristo, con una consacrazione completa a lui come tali, questo ottimo
Signore ci ricompensa della schiavitù d’amore che abbiamo scelta, come segue:


1) Egli toglie
dall’anima ogni scrupolo e timore servile capace soltanto di metterla in angustie,
incepparla e confonderla.


2) Dilata il cuore
con una santa fiducia in Dio, facendoglielo considerare come Padre.


3) Ispira un amore
tenero e filiale.


[170] Senza fermarmi
a provare con ragionamenti questa verità, mi limito a riferire un fatto che
ho letto nella vita di Madre Agnese di Gesù, religiosa domenicana del convento
di Langeac in Alvernia, dove morì in fama di santità dell’anno 1634
37. Aveva appena sette anni
e già soffriva grandi pene di spirito. Sentì allora una voce che le
disse: «Se vuoi essere liberata da tutte le pene ed avere protezione contro
tutti i tuoi nemici, fatti al più presto schiava di Gesù e della sua
santa Madre». Appena fu di ritorno a casa, si donò interamente a Gesù
e alla sua santa Madre in qualità di schiava, benché non conoscesse
ancora tale devozione. Trovata poi una catena di ferro, se la strinse ai fianchi
e la portò fino alla morte. Ciò fatto, tutte le pene e gli scrupoli
scomparvero, ed ella si trovò in una tale grande pace e dilatazione di cuore
che prese l’impegno di far conoscere questa devozione a parecchie persone che, a
loro volta, vi fecero grandi progressi, come l’Olier, fondatore del Seminario di
San Sulpizio, ed altri sacerdoti ed ecclesiastici dello stesso seminario… Un giorno,
poi, la santa Vergine le apparve e le cinse al collo una catenina d’oro in segno
di gioia per averla tra gli schiavi suoi e del suo Figlio. Santa Cecilia, che accompagnava
la santa Vergine, le disse: «Beati i fedeli schiavi della Regina del cielo,
perché godranno vera libertà»
38.


7.
Procura grandi vantaggi al prossimo


[171] SETTIMO
MOTIVO. Possono ancora invogliarci ad abbracciare questa forma di devozione i grandi
beni che ne verranno al nostro prossimo. Con essa, infatti, si esercita in modo eminente
la carità verso il prossimo, poiché gli si offre, per le mani di Maria,
quanto si ha di più caro e cioè il valore soddisfattorio e impetratorio
di tutte le proprie buone opere, non eccettuati il minimo buon pensiero e la minima
lieve sofferenza. Si accetta che tutte le soddisfazioni che si sono acquistate e
si acquisteranno fino alla morte, siano utilizzate secondo la volontà della
santa Vergine, o per la conversione dei peccatori, o per la liberazione delle anime
del Purgatorio.


Non è,
questo, amare perfettamente il prossimo? Non è, questo, essere del numero
dei veri discepoli di Gesù Cristo, che si riconoscono dalla carità?
Non è, questo, il mezzo di convertire i peccatori senza pericolo di vanità
e di liberare le anime del purgatorio non compiendo nient’altro che il dovere del
proprio stato?


[172] Per capire
tutta l’eccellenza di questo motivo bisognerebbe comprendere il grande valore della
conversione di un peccatore o della liberazione di un’anima del Purgatorio. È
un bene infinito – che oltrepassa la creazione del cielo e della terra –
perché conferisce ad un’anima il possesso di Dio. Anche se con tale devozione
si liberasse in tutta la vita un’anima sola dal Purgatorio o si convertisse un solo
peccatore, non basterebbe forse questo per spingere ogni persona veramente caritatevole,
ad abbracciarla? Bisogna inoltre notare che le nostre buone opere, passando per le
mani di Maria, ricevono un aumento di purezza e quindi di merito e di valore soddisfattorio
e impetratorio. Per questo diventano molto più capaci di sollevare le anime
purganti e di convertire i peccatori, che se non passassero per le mani verginali
e generose di lei. Il poco che si dà per mezzo della Vergine santa, senza
volontà propria e con una carità disinteressata, diventa in verità
molto efficace per addolcire la collera di Dio e per attirare la sua misericordia.
Può accadere che una persona molto fedele a questa devozione trovi in punto
di morte di aver così liberato molte anime dal Purgatorio e convertito molti
peccatori, pur avendo compiuto soltanto i semplici doveri del proprio stato.


Quale gioia al
momento del suo giudizio! Quale gloria nell’eternità!


8.
È un mezzo meraviglioso di perseveranza


[173] OTTAVO MOTIVO.
Infine, ci invita più efficacemente, in un certo senso, a questa devozione
alla santissima Vergine il fatto che essa è un mezzo meraviglioso per perseverare
nella virtù e nella fedeltà.


Come mai, infatti,
il più delle volte non è durevole la conversione dei peccatori? Come
mai si ricade tanto facilmente nel peccato? Come mai la maggior parte dei giusti,
anziché progredire di virtù in virtù e acquistare nuove grazie,
perde spesso anche quel poco di virtù e di grazie che aveva? Questa disgrazia
deriva, come ho dimostrato sopra
39, dal fatto che l’uomo,
pur essendo così corrotto, debole e incostante, si fida di se stesso, si appoggia
alle proprie forze e si crede capace di custodire il tesoro delle sue grazie, virtù
e meriti.


Con questa devozione
si affida tutto quanto si ha alla Vergine santa che è fedele, costituendola
depositaria universale di tutti i propri beni di natura e di grazia. Alla sua fedeltà
ci affidiamo, sulla sua potenza ci appoggiamo, sopra la sua misericordia e carità
ci fondiamo, perché ella conservi ed aumenti le nostre virtù e i nostri
meriti, nonostante gli sforzi del demonio, del mondo e della carne per toglierceli.


Le diciamo, come
un figlio buono alla madre e un servo fedele alla sua padrona:


«Custodisci
il deposito»
40;


mia buona Madre
e Padrona, riconosco che per tua intercessione ho finora ricevuto da Dio più
grazie che non meritassi, e so per mia funesta esperienza che porto questo tesoro
in un vaso fragilissimo, e che sono troppo debole e misero per conservarlo in me:
«Io sono piccolo e disprezzato»
41.
Ti prego, ricevi in deposito tutto ciò che possiedo, e conservamelo con
la tua fedeltà e potenza. Se mi custodisci non perderò nulla, se mi
sostieni non cadrò, se mi proteggi sono al sicuro dai miei nemici.


[174] È
quanto san Bernardo dice in termini espliciti, per ispirarci questa forma di devozione:
«Appoggiato a lei non scivolerai, sotto la sua protezione non avrai paura
di niente, con la sua guida non ti stancherai, con il suo favore giungerai al porto
della salvezza
»
42.


San Bonaventura
sembra affermare la stessa cosa in termini più precisi. Scrive: «La
Vergine santa non solo dimora nella pienezza dei santi, ma trattiene ella stessa
i santi nella pienezza perché questa non venga a diminuire. Trattiene le loro
virtù perché non sfuggano, i loro meriti perché non periscano,
le loro grazie perché non si disperdano. Trattiene i demoni perché
non nuocciano e, infine, trattiene Nostro Signore perché non castighi i peccatori
quando peccano»
43.


[175] Maria è
la Vergine fedele, che con la fedeltà a Dio, ripara le perdite fatte da Eva
l’infedele con l’infedeltà, e ottiene la fedeltà a Dio e la perseveranza
per quelli e quelle che si affidano a lei. Perciò un santo la paragona ad
un’àncora salda che li trattiene e impedisce loro di fare naufragio nel mare
agitato di questo mondo, dove tanti periscono perché non sono agganciati a
quest’àncora salda: «Noi annodiamo le anime a te, nostra speranza,
come a sicura àncora di salvezza»
44.
A lei maggiormente si legarono i santi che si sono salvati e a lei si agganciarono
altri, perché perseverassero nella virtù. Beati dunque, e davvero beati,
i cristiani che ora si aggrappano interamente e fedelmente a lei come ad àncora
sicura! Gli uragani impetuosi di questo mondo non potranno sommergerli, né
disperdere i loro tesori celesti. Beati quelli e quelle che entrano in lei come nell’arca
di Noè! Le acque del diluvio di peccati, che fanno annegare molti, non nuoceranno
loro, perché – come essa ripete con la divina Sapienza – «chi
compie le mie opere non peccherà
»
45,
cioè non «cadranno in peccato coloro che lavorano in me alla propria
salvezza». Beati i figli infedeli della sventurata Eva, che si aggrappano alla
Madre e Vergine fedele! Ella infatti rimane sempre fedele e non si smentisce mai
46 e ricambia sempre l’amore
di quelli che l’amano: «Io amo coloro che mi amano»
47. E lei ama d’un amore non soltanto
affettivo, ma effettivo ed efficace, che impedisce loro, con una grande abbondanza
di grazie, di indietreggiare nella virtù o di cadere lungo la strada, perdendo
l’amicizia del suo Figlio.


[176] Questa Madre
buona accetta sempre, per pura carità, tutto ciò che le si affida in
deposito. Quando poi l’ha ricevuto come depositaria è obbligata per giustizia,
in virtù del contratto di deposito, a custodircelo. Proprio come una persona
alla quale io avessi affidato in deposito mille scudi sarebbe tenuta a custodirmeli,
di modo che se per sua negligenza i miei mille scudi andassero perduti, lei ne sarebbe
responsabile a rigore di giustizia. Ma che dico? Mai la fedele Maria lascerà
perdere per negligenza ciò che le abbiamo affidato. Cielo e terra passeranno
prima ch’ella sia negligente e infedele verso coloro che si fidano di lei.


[177] Poveri figli
di Maria! La vostra debolezza è estrema, la vostra incostanza è grande,
il vostro intimo è molto viziato. Lo confesso: voi siete tratti dalla stessa
massa corrotta dei figli di Adamo ed Eva. Non per questo dovete perdervi d’animo,
ma consolatevi e rallegratevi! Ecco il segreto che vi svelo: segreto sconosciuto
a quasi tutti i cristiani, compresi i più devoti.


Non lasciate il
vostro oro e argento nei vostri forzieri, che furono già scassinati e depredati
dallo spirito maligno e che sono troppo piccoli, deboli e vecchi per contenere un
tesoro così grande e prezioso. Non mettete l’acqua pura e limpida della fontana
nei vostri vasi infetti ed inquinati dal peccato. Anche se non c’è più
il peccato, ne rimane tuttavia il cattivo odore e l’acqua si corromperà. Non
mettete i vostri vini squisiti nelle vostre vecchie botti già piene di vino
inacidito: ne sarebbero alterati e rischierebbero anche di fuoriuscire.


[178] So che voi,
anime predestinate, mi capite. Parlerò comunque più chiaro. Non affidate
l’oro della vostra carità, l’argento della vostra purezza, le acque delle
grazie celesti, il vino dei vostri meriti e virtù a un sacco forato, a un
forziere vecchio e rotto, a un vaso infetto e inquinato, quali voi siete. Altrimenti
sarete derubati dai ladri, cioè dai demoni che cercano e spiano notte e giorno
il momento propizio. E voi stessi guasterete, con il vostro amor proprio, con la
fiducia in voi medesimi e con la vostra volontà, ciò che Dio vi dà
di più puro.


Mettete, versate
nel grembo e nel cuore di Maria tutti i vostri tesori, tutte le vostre grazie e virtù:
ella è un vaso spirituale, un vaso d’onore, un vaso insigne di devozione.


Dopo che Dio stesso
in persona vi si racchiuse con tutte le sue perfezioni, questo vaso divenne tutto
spirituale e dimora spirituale delle anime più spirituali. Divenne degno di
onore e trono d’onore dei più grandi principi dell’eternità; divenne
insigne in devozione e il soggiorno di quanti eccellono in dolcezze, grazie e virtù;
infine, divenne ricco come una casa d’oro, forte come una torre di Davide, puro come
una torre d’avorio
48.


[179] Oh! Quanto
è felice chi ha dato tutto a Maria, e a Maria si affida e si abbandona in
tutto e per tutto! Egli è tutto di Maria e Maria è tutta sua. E può
dire arditamente con Davide: «Maria è fatta per me»
49, o con il discepolo prediletto: «L’ho
presa per ogni mio bene
»
50, oppure con Gesù
Cristo: «Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie»
51


[180] Se, leggendo
queste cose, qualche critico pensasse che qui parlo per esagerazione e per devozione
spinta, ohimè! egli non mi capisce sia perché è un uomo carnale
che non gusta le cose dello spirito, sia perché è del mondo – di
quel mondo che non può ricevere lo Spirito Santo
52 – sia perché è un critico orgoglioso
che condanna o disprezza tutto quanto non capisce. Invece coloro che non sono nati
da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio e
da Maria, mi capiscono e mi gustano. Ed anche per essi scrivo queste cose.


[181] Riprendendo
il discorso interrotto, dico agli uni e agli altri che la divina Maria – la
più fedele e generosa di tutte le pure creature – non si lascia mai vincere
in amore e in generosità. «Per un uovo dà un bove», dice
un sant’uomo; e cioè, in contraccambio del poco che le si dà, essa
dà molto di ciò che ha ricevuto da Dio. Pertanto, se un’anima si dà
a lei senza riserva, anche lei si dà senza riserva a quest’anima, purché
riponga in lei ogni fiducia, senza presunzione e da parte sua si impegni ad acquistare
le virtù e domare le passioni.


[182] I servi
fedeli della Vergine santa ripetano dunque arditamente con san Giovanni Damasceno:


«O Madre
di Dio, se ho fiducia in te sarò salvato, sotto la tua protezione non temerò
di nulla, con il tuo soccorso combatterò e metterò in fuga i miei nemici.
Infatti, la tua devozione è un’arma di salvezza che Dio dà a coloro
che vuole salvare
»
53.



NOTE


36
Cf Gal 5,1-13; 2 Cor 3,17.


37
AGNESE DE LANGEAC (1602-1634).


38
Cf LANTAGES, La vie de Mère Agnès de Langeac, 2. Ed.
Le PUY 1675, p. 581: «Tibi servire libertas».


39
Cf VD 87-89.


40
1 Tm 6,20. Cf SM 40.


41
Sal 119, 141.


42
Testo latino: «Ipsa tenente, non corruis; ipsa protegente, non metuis; ipsa
duce, non fatigaris ipsa propitia, pervenis»
(Hom. super Missus est,
n. 17, PL 183, 71 A).


43
Testo latino: «Virgo non solum in plenitudine sanctorum detinetur, sed etiam
in plenitudine sanctos detinet, ne plenitudo minuatur; detinet virtutes ne fugiant;
detinet merita ne pereant; detinet gratias ne effluant; detinet daemones ne noceant;
detinet Filium ne peccatores percutiat
» (inter opera. Oggi attribuito
a CORRADO DI SASSONIA, Speculum B. V.M lect. 7, par. 6).


44
Hom. in Dorm. B.V.M., n. 14, PG 96, 719.


45
Sir 24,30. Cf VD 264.


46
2 Tm 2,13: «Se noi manchiamo di fede, (Gesù) però
rimane fedele perché non può rinnegare se stesso».
Testo
che il Montfort applica alla ss. Vergine.


47
Pr 8,17.


48
Dalle litanie laureatane: vas spirituale, vas honorabile, vas insigne
devotionis
, domus aurea, turris davidica, turris eburnea.


49
Secondo la Volgata, Sal 119,56: haec facta est mihi.


50
Accomodazione in prima persona di Gv 19,27. Uguale interpretazione in SM 66;
VD 216, 266.


51
Gv 17,10.


52
Gv 14,17.



53
Testo latino: «Spem tuam habens, o Deipara, servabor; defensionem tuam possidens,
non timebo; persequar inimicos meos et in fugam vertam, habens protectionem tuam
et auxilium tuum; nam tibi devotum esse est arma quaedam salutis quam Deus his dat
quos vult salvos fieri
» (attribuito a S. Giovanni Damasceno). Cf
VD 41.











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