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<title>Flos Carmeli</title>
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<title>Flos Carmeli</title>
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<title>Esame particolare e penitenze</title>
<link>http://www.floscarmeli.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=925</link>
<description><![CDATA[
	Esercizio di perfezione e di cristiane virt&ugrave;
	composto dal padre Alfonso Rodriguez S.J. 

	***

	TRATTATO VII. DELL&#39;ESAME DELLA COSCIENZA

	***

	&nbsp;

	&nbsp;

	CAPO IX. Che aiuta grandemente l&#39;aggiungere all&#39;esame qualche penitenza

	&nbsp;

	&nbsp;

	* * *

	1. Vantaggi di questa pratica. 
	2. Dio si muove a concederci l&#39;emendazione.
	3. Altri vantaggi.

	* * *

	&nbsp;

	1. N&eacute; anche si contentava il nostro S. Padre del dolore, del pentimento e dei proponimenti interiori; ma di pi&ugrave;, acciocch&eacute; la persona potesse riuscir meglio in quello che desidera, come leggiamo nella sua Vita (RIBAD. l. 5, c. 10, Roma 1863, p. 398), consigliava l&#39;aggiungere all&#39;esame particolare qualche penitenza, imponendoci da noi stessi certa pena ed eseguendola in noi tutte le volte che cadremo in quel mancamento, o errore, sul quale facciamo l&#39;esame. Il Padre fra Luigi di Granata apporta esempi di ci&ograve; in alcuni servi di Dio, che egli conobbe: d&#39;uno dei quali dice che, quando nell&#39;esame della sera trovava che avesse ecceduto in qualche parola, si metteva una morsa alla lingua per penitenza di essa; e di un altro, che faceva una disciplina s&igrave; per questo come per qualsiasi altro difetto nel quale fosse caduto (P. LUIGI GRANATA, Memoriale della vita cristiana, p. 1, tratt. 4, reg. 1, Venezia 1730, v. 1, p. 112). Si dice del Santo abate Agatone che per lo spazio di tre anni port&ograve; in bocca un sasso per acquistare la virt&ugrave; del silenzio (De vitis patr. l. 5, lib. 4, n. 7). Come usiamo di portare un cilicio per mortificar la carne, e perch&eacute; ci serva di svegliatoio per conservare la castit&agrave;; cos&igrave; portava quel Santo un sassetto sotto la lingua, acciocch&eacute; fosse il suo cilicio e gli servisse di ricordo e di svegliatoio per non parlar pi&ugrave; di quel che era necessario. E del nostro S. Padre leggiamo che, essendo nel principio della sua conversione molto tentato di riso, vinse quella tentazione a forza di replicate discipline, dandosi ogni notte tante sferzate, quante volte aveva riso il giorno, per leggiero che fosse stato il riso (RIBAD. loc. cit.).

	E suole essere di gran giovamento questo aggiungere qualche penitenza all&#39;esame; perch&eacute; colla penitenza l&#39;anima resta castigata e intimorita di maniera, che non ardisce di commettere un&#39;altra volta quella colpa. Collo sprone la bestia cammina, per pigra e lenta che sia. Giova tanto lo sprone, che solo l&#39;accorgersi essa che vi &egrave;, bench&eacute; non la pungano con esso, la fa camminare. Se ciascuna volta che uno rompe il silenzio avesse da fare una disciplina in pubblico, ovvero avesse per tre giorni da star solamente a pane ed acqua, che era la penitenza che anticamente veniva ingiunta nelle regole a quei che rompevano il silenzio, sicuro che questo ci ritrarrebbe molto dal parlare fuori di tempo.
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<dc:date>2012-04-08T19:31:50+02:00</dc:date>
<dc:creator>Inserito da admin</dc:creator>
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<title>Su cosa insistere nell'esame particolare</title>
<link>http://www.floscarmeli.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=924</link>
<description><![CDATA[
	Esercizio di perfezione e di cristiane virt&ugrave;
	composto dal padre Alfonso Rodriguez S.J. 

	***

	TRATTATO VII. DELL&#39;ESAME DELLA COSCIENZA

	***

	&nbsp;

	CAPO VIII. Che nell&#39;esame abbiamo da insistere e trattenerci principalmente nel dolore e nel proponimento dell&#39;emendazione

	&nbsp;

	* * *

	1. Dolore e proposito vanno di pari passo. 
	2. La mancanza del dolore cagiona le ricadute. 
	3. Pazzia a dire: Pecco, ma mi pentir&ograve;.
	4. Efficacia del dolore e proposito.

	* * *

	&nbsp;

	1. Quel che in particolare si deve grandemente avvertire circa il modo di far l&#39;esame si &egrave;, che dei tre punti che ha, i due ultimi sono i principali; cio&egrave; il dolerci e pentirci delle nostre colpe e negligenze, e il fare fermo proponimento di emendarcene, secondo quello che diceva il Profeta: &laquo;Pentitevi nei vostri letti&raquo; (Ps. 4, 5). In questa compunzione e pentimento e in questo fermo proponimento di non tornare a cadere sta tutta la forza e l&#39;efficacia dell&#39;esame per emendarci: onde in questo si ha da spendere la principale parte del tempo.

	Una delle cagioni principali per cui molti fanno poco frutto e poco si emendano cogli esami &egrave;, perch&eacute; tutto quel tempo se la passano nell&#39;andare cercando quante volte sono caduti nei mancamenti e negli errori, e appella hanno finito questo punto, che finisce ancora il tempo dell&#39;esame, e fanno il resto superficialmente, n&eacute; si trattengono nel dolore e pentimento delle loro colpe, n&eacute; nel confondersi e chiederne perdono a Dio, n&eacute; in fare fermi proponimenti di emendarsi la sera, o il d&igrave; seguente, n&eacute; in domandare a Dio grazia e forze per farlo. Di qua procelle che, quante volte sei tu caduto oggi, tante altre cadi domani; perch&eacute; nell&#39;esame non hai fatto altro che pensare e ridurti a memoria quante volte sei caduto: e questo non &egrave; mezzo per emendarti; ma il primo punto dell&#39;esame e il fondamento sopra del quale hanno da cadere gli altri due punti principali. Il mezzo efficace per emendarti &egrave; il dolerti e pentirti molto davvero delle tue colpe e il proporre fermamente l&#39;emendazione, con chiedere al Signore grazia per farlo; e se non fai questo non ti emenderai. Stanno tanto affratellate fra di s&eacute; queste due cose, dolore del passato ed emendazione nell&#39;avvenire, che al passo che cammina una, cammina anche l&#39;altra: poich&eacute; &egrave; cosa certa che quando aborriamo una cosa davvero, usiamo diligenza per non incontrarci in essa.
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<dc:date>2012-04-01T23:03:52+02:00</dc:date>
<dc:creator>Inserito da admin</dc:creator>
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<item>
<title>Come fare l'esame di coscienza</title>
<link>http://www.floscarmeli.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=923</link>
<description><![CDATA[
	Esercizio di perfezione e di cristiane virt&ugrave;
	composto dal padre Alfonso Rodriguez S.J. 

	***

	TRATTATO VII. DELL&#39;ESAME DELLA COSCIENZA

	***

	&nbsp;

	CAPO VII. Come si ha a fare l&#39;esame particolare.

	&nbsp;

	* * *

	1. Metodo di S. Ignazio. 
	2. Cavato dagli antichi Padri.
	3. Sua soavit&agrave; ed efficacia.
	4. Esempio di fra Ginepro.

	* * *

	&nbsp;

	1. La seconda cosa principale che abbiamo proposto di trattare &egrave;, come si ha da fare quest&#39;esame. Secondo il metodo di S. Ignazio (Exerc. spir. hebd. 1a: Examen particulare) ha l&#39;esame particolare tre tempi, bench&eacute; poi l&#39;esaminarsi s&#39;abbia a fare solo due volte. Il primo tempo &egrave; subito che ciascuno si leva la mattina, e allora ha da proporre di guardarsi con special diligenza da quel vizio, o difetto particolare, del quale si vuol correggere ed emendare. Il secondo tempo &egrave; al mezzo giorno, quando si ha da fare il primo esame, che contiene tre punti. Il primo &egrave;, domandare grazia al Signore di ricordarsi quante volte si &egrave; caduto in quel difetto del quale si fa l&#39;esame particolare. Il secondo &egrave;, dimandare conto all&#39;anima propria di quel difetto, o vizio, pensando da quell&#39;ora in cui ciascuno si lev&ograve; e in cui fece quel particolare proposito, sino all&#39;ora presente, quante volte &egrave; caduto in esso. E si hanno a fare tanti punti in una linea d&#39;un quadernuccio o librettino, che a quest&#39;effetto ognuno ha da avere presso di s&eacute;, quante volte trover&agrave; esservi caduto. Il terzo giorno &egrave;, concepire un gran dolore d&#39;essere caduto e domandarne perdono a Dio, proponendo di non cadervi pi&ugrave;, particolarmente in quel resto del giorno, colla grazia del Signore. Il terzo tempo &egrave; la sera, prima di andare a letto, e allora si ha da fare l&#39;esame la seconda volta, n&eacute; pi&ugrave; n&eacute; meno che al mezzo giorno, tenendo i medesimi punti, e riflettendo come siano andate le cose dall&#39;ultimo esame passato sino a quell&#39;ora e notando in un&#39;altra seconda linea tanti punti, quante volte si trover&agrave; che si &egrave; caduto.

	E per potere &egrave;stirpare pi&ugrave; facilmente e pi&ugrave; presto quel difetto, o vizio, sopra del quale facciamo l&#39;esame particolare, il nostro S. Padre mette quattro avvertimenti, che egli chiama addizioni. La prima, che ciascuna volta che l&#39;uomo cade in quel vizio, o difetto particolare, se ne penta, mettendosi la mano al petto; il che si pu&ograve; fare ancorch&eacute; si stia in presenza d&#39;altri, senza che si accorgano di quello che si fa. La seconda &egrave;, che la sera, dopo fatto l&#39;esame, confronti i punti dell&#39;esame della mattina con quelli dell&#39;altro esame della sera, per vedere se vi &egrave; stata qualche emendazione. La terza e quarta, che confronti anche il giorno d&#39;oggi con quello di ieri, e la settimana, presente colla passata per il medesimo effetto.
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<dc:date>2012-03-25T16:07:05+02:00</dc:date>
<dc:creator>Inserito da admin</dc:creator>
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<item>
<title>Non cambiare facilmente la materia dell'esame particolare</title>
<link>http://www.floscarmeli.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=922</link>
<description><![CDATA[
	Esercizio di perfezione e di cristiane virt&ugrave;
	composto dal padre Alfonso Rodriguez S.J. 

	***

	TRATTATO VII. DELL&#39;ESAME DELLA COSCIENZA

	***

	CAPO VI. Che non si deve mutare facilmente la materia dell&#39;esame particolare; e quanto tempo sar&agrave; bene il farlo sopra una stessa cosa.

	&nbsp;

	* * *

	1. Mutare spesso l&#39;esame particolare &egrave; dannoso. 
	2. Insistere fino a conseguir il fine. 
	3. Senza desistere. 
	4. Quando sar&agrave; conseguito? 
	5. Per mutar la materia consigliarsi col Padre Spirituale.

	* * *

	&nbsp;

	1. Bisogna qui avvertire che non abbiamo da mutare facilmente la materia dell&#39;esame, prendendo ora una cosa ed ora un&#39;altra; perch&eacute; questo &egrave; un andare, come si suole dire, l&#39;aggirandosi, e non far viaggio; ma abbiamo da procurare di proseguire una cosa sino al fine, e poi mettersi dietro ad un&#39;altra. Una delle cagioni per cui alcuni cavano poco frutto dall&#39;esame particolare suole essere questa; perch&eacute; non fanno altro, per cos&igrave; dire, che dare certi furiosi assalti, facendo l&#39;esame sopra una cosa per otto o quindici giorni, o per un mese, e subito si stancano e se ne passano ad un&#39;altra, senza aver conseguito quello che intendevano nella prima: e cos&igrave; danno un impetuoso assalto, e poi un altro. Come uno che pigliasse per impresa il tirar su per le coste d&#39;un monte fino alla cima di esso una pietra grossa; e dopo averla tirata su un pezzo si stancasse e libera la lasciasse rotolare fino al basso, e di poi tornasse una e pi&ugrave; altre volte a fare lo stesso; giammai, per molto che si affaticasse, finirebbe di collocare la pietra nel luogo preteso; cos&igrave; avviene a coloro i quali cominciano a far l&#39;esame d&#39;una cosa, e prima di condurla al fine e di conseguire il primo intento, la lasciano e ne pigliano un&#39;altra e poi un&#39;altra. Questo &egrave; stancarsi e non finir mai; &laquo;un imparar sempre, come dice l&#39;Apostolo, senza giungere mai alla cognizione del vero&raquo; (II Tim. 3, 7). Questo negozio della perfezione non si acquista per via di certi impeti furiosi, che presto finiscono; ma bisogna con molta perseveranza insistere e pigliare a petto prima una cosa e poi l&#39;altra, facendo sforzo sino a riuscire con essa, ancorch&eacute; ci costi assai.
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<dc:date>2012-03-18T12:25:50+02:00</dc:date>
<dc:creator>Inserito da admin</dc:creator>
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<item>
<title>L'esame particolare sulle virtù</title>
<link>http://www.floscarmeli.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=921</link>
<description><![CDATA[
	Esercizio di perfezione e di cristiane virt&ugrave;
	composto dal padre Alfonso Rodriguez S.J. 

	***

	TRATTATO VII. DELL&#39;ESAME DELLA COSCIENZA

	&nbsp;

	&nbsp;

	***

	CAPO V. Come si ha a tirare e dividere l&#39;esame particolare nelle parti e nei gradi delle virt&ugrave;.

	&nbsp;

	* * *

	1. Atti e gradi dell&#39;umilt&agrave;. 
	2. Della carit&agrave; fraterna. 
	3. Della mortificazione. 
	4. Della temperanza. 
	5. Della pazienza. 
	6. Dell&#39;obbedienza. 
	7. Della povert&agrave;. 
	8. Della castit&agrave;. 
	9. Vari gradi e pratiche per far bene le cose ordinarie. 
	10. Del far tutte le cose per Dio. 
	11. Per la conformit&agrave; alla volont&agrave; di Dio. 
	12. Avvertenza.

	&nbsp;

	* * *

	1. Dell&#39;umilt&agrave;.

	1. Non dir parole che possano ridondare in mia lode e riputazione.

	2. Non compiacermi quando un altro mi loda e dice bene di me; anzi pigliare da ci&ograve; occasione d&#39;umiliarmi e di confondermi pi&ugrave;, vedendo che non sono tale quale gli altri si pensano, n&eacute; quale dovrei essere. E con questo si potrebbe congiungere il rallegrarmi quando &egrave; lodato un altro e si dice bene di lui. E quando di ci&ograve; avr&ograve; qualche dispiacere, o qualche movimento d&#39;invidia, notarlo per difetto e per errore. E cos&igrave; ancora quando avr&ograve; qualche gusto e compiacenza vana del dirsi bene di me.

	3. Non far cosa alcuna per rispetti umani, n&eacute; per esser veduto e stimato dagli uomini, ma puramente per Dio.

	4. Non scusarmi, e molto meno buttar la colpa addosso ad altri, n&eacute; esteriormente, n&eacute; interiormente.

	5. Troncare e soffocare subito i pensieri vani, altieri e superbi, che mi vengono, di cose concernenti il mio onore e la mia riputazione.

	6. Tener tutti per superiori, non solo speculativamente, ma praticamente, e nell&#39;attuale modo di procedere con essi portandomi verso tutti con quell&#39;umilt&agrave; e rispetto che si deve a superiori.

	7. Accettar volentieri tutte le occasioni che mi si porgeranno in materia d&#39;umilt&agrave;; e circa di ci&ograve; andar crescendo e ascendendo per questi tre gradi. 1&deg; Tollerandole con pazienza: 2&deg; con prontezza e facilit&agrave;: 3&deg; con gusto ed allegrezza. E non mi ho da quietare, sinch&egrave; non giunga a provare allegrezza e gusto nell&#39;essere disprezzato e vilipeso, per assomigliare ed imitar Cristo nostro Redentore, il quale volle esser disprezzato e vilipeso per me.

	8. Si pu&ograve; condurre l&#39;esame particolare s&igrave; in questa materia, come in altre simili, facendo alcuni atti ed esercizi d&#39;umilt&agrave; e di qualsisia altra virt&ugrave; sopra della quale si far&agrave; l&#39;esame particolare, s&igrave; interiori, come esteriori, a questo applicandomi tante volte la mattina e tante la sera, cominciando con meno e andando sempre aggiungendo di pi&ugrave;, sinch&egrave; vada acquistando abito e consuetudine in quella virt&ugrave;.
]]></description>
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<dc:date>2012-03-11T13:01:59+02:00</dc:date>
<dc:creator>Inserito da admin</dc:creator>
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<item>
<title>L'esame particolare si deve fare su un solo punto per volta</title>
<link>http://www.floscarmeli.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=920</link>
<description><![CDATA[
	Esercizio di perfezione e di cristiane virt&ugrave;
	composto dal padre Alfonso Rodriguez S.J. 

	***

	TRATTATO VII. DELL&#39;ESAME DELLA COSCIENZA

	&nbsp;

	***

	CAPO IV. Che l&#39;esame particolare si ha da tirare sopra una cosa sola.

	* * *

	1. Utilit&agrave; di questa pratica. 
	2. Risposta ad un&#39;obiezione. 
	3. Dividere in parti un vizio o una virt&ugrave;. 
	4. Modo di fare ci&ograve;.

	* * *

	1. L&#39;esame particolare sempre si ha da tirare sopra una cosa sola, siccome dice il nome stesso. E la ragione per la quale conviene che cos&igrave; si faccia &egrave;, perch&eacute; in questa maniera questo mezzo &egrave; pi&ugrave; efficace e di maggior effetto che se lo tirassimo sopra pi&ugrave; cose insieme. Perch&eacute; &egrave; cosa chiara, e la stessa ragione naturale ce lo insegna, che &egrave; molto pi&ugrave; potente un uomo contro un vizio solo che contro tutti insieme. &laquo;Chi a pi&ugrave; cose &egrave; intento, pu&ograve; meno attendere a ciascuna in particolare&raquo;, dicono i filosofi. Chi molto abbraccia, poco stringe; e presi ad uno ad uno si vincono meglio i nemici. Questo modo di vincere i nostri nemici, cio&egrave; i nostri vizi e le passioni, dice Cassiano (CASS. Coll. 5, c. 14), ce lo insegn&ograve; lo Spirito Santo, dando l&#39;istruzione ai figliuoli d&#39;Israele circa il modo di governarsi con quelle sette genti e nazioni per vincerle e distruggerle. Non le potrete vincere tutte insieme; ma a poco a poco Dio vi dar&agrave; la vittoria di tutte esse (Deut. 7, 28).
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<dc:date>2012-03-03T19:46:14+02:00</dc:date>
<dc:creator>Inserito da admin</dc:creator>
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<item>
<title>Come scegliere la materia dell'esame particolare?</title>
<link>http://www.floscarmeli.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=919</link>
<description><![CDATA[
	Esercizio di perfezione e di cristiane virt&ugrave;
	composto dal padre Alfonso Rodriguez S.J. 

	***

	TRATTATO VII. DELL&#39;ESAME DELLA COSCIENZA

	***

	CAPO III. Di due ricordi e avvertimenti importanti per far buona elezione della cosa sopra della quale si ha da tirare l&#39;esame particolare.

	* * *

	1. Prima i difetti esteriori.
	2. Poi gl&#39;interiori.
	3. Spesso tolti gli interni, si dileguano anche gli esterni.

	* * *

	1. Discendendo in questa materia pi&ugrave; al particolare, si hanno qui da avvertire due cose molto principali. La prima, che quando vi sono difetti esteriori che offendono e scandalizzano i nostri fratelli, questi hanno da essere i primi che si ha da procurar di levare coll&#39;esame particolare, ancorch&eacute; vi siano altre cose interne di maggior momento. Come sarebbe se uno non &egrave; corretto nel parlare, o perch&eacute; parla assai, o perch&eacute; parla con impazienza e collera, o perch&eacute; dice parole che possono mortificare il suo fratello, o forse parole di mormorazione e che possono oscurar alquanto un altro, o altre simili. Perch&eacute; la ragione e la carit&agrave; ricercano che prima leviamo via q nei difetti, che sogliono offendere e scandalizzare i nostri fratelli, e che procuriamo di vivere e conversare di tal maniera fra essi, che ninno possa lamentarsi n&eacute; offendersi di noi, come dice il sacro Vangelo del padre e della madre del glorioso Battista; che cio&egrave; erano entrambi giusti dinanzi a Dio e vivevano senza querela dinanzi agli uomini (Luc. 1, 6). Questa &egrave; una gran lode d&#39;un servo di Dio e una delle cose che ha da procurar assai un religioso che vive in comunit&agrave;. Non basta che egli sia giusto dinanzi a Dio; ma ha da procurare che il suo modo di procedere nella religione sia tale, che niuno si possa lamentare di lui; che non si possa di lui dire alcun male. E se vi &egrave; qualche cosa che possa offendere, su questa si deve cominciare a tirare l&#39;esame particolare.

	&nbsp;

	&nbsp;
]]></description>
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<dc:date>2012-02-25T10:10:44+02:00</dc:date>
<dc:creator>Inserito da admin</dc:creator>
</item>

<item>
<title>L'esame di coscienza particolare</title>
<link>http://www.floscarmeli.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=918</link>
<description><![CDATA[
	Esercizio di perfezione e di cristiane virt&ugrave;
	composto dal padre Alfonso Rodriguez S.J. 

	***

	TRATTATO VII. DELL&#39;ESAME DELLA COSCIENZA

	&nbsp;

	&nbsp;

	&nbsp;

	***

	CAPO II. Circa quali cose si ha da fare l&#39;esame particolare.

	* * *

	1. Esame generale e particolare.
	2. Materia dell&#39;esame particolare.
	3. Vantaggi se fatto sopra la passione predominante.
	4. Esempio del re Acabbo.
	5. Consigliarsi col Padre Spirituale

	* * *

	1. Due esami usiamo nella Compagnia, uno particolare e l&#39;altro generale. Il particolare si fa sopra una cosa sola, e perci&ograve; si chiama particolare: il generale si fa sopra tutti i mancamenti ed errori che abbiamo commessi tra giorno, con pensieri parole e opere; e per questo si chiama generale, perch&eacute; abbraccia ogni cosa. Tratteremo in primo luogo dell&#39;esame particolare; e indi diremo poi brevemente del generale quello che vi sar&agrave; da aggiungere, atteso che in molte cose il medesimo si ha da fare nel generale e nel particolare: e cos&igrave; quello che si dir&agrave; del particolare servir&agrave; ancora pel generale.

	2. Due cose spiegheremo circa questo esame particolare. La prima, sopra quali cose si ha da fare; la seconda, come si ha da fare. Quanto alla prima, acciocch&eacute; sappiamo sopra quali cose abbiamo principalmente da tirar questo esame, si ha da notare bene una regola o avvertenza, che il nostro S. Padre mette nel libro degli Esercizi spirituali (Exerc. spirit. Reg. 14 ad motus nunt discern.) ed &egrave; altres&igrave; di S. Bonaventura (S. BONAV. Brevit. p. 3, c. 2). Dice che il demonio fa con noi come un capitano che vuol battere e prendere una citt&agrave;, o fortezza, il quale procura di riconoscere prima con ogni diligenza la parte pi&ugrave; debole della muraglia, e verso quella drizza tutta l&#39;artiglieria, ed ivi impiega tutti i suoi soldati, ancorch&eacute; vi sia pericolo della vita per molti di essi; perch&eacute; gettata a terra quella parte, entrer&agrave; e prender&agrave; la citt&agrave;. Cos&igrave; procura il demonio di riconoscere in noi altri la parte pi&ugrave; debole dell&#39;anima nostra, affine di batterci e vincerci per quella. Or questo ci deve servire d&#39;avviso, per premunirci e prepararci contro il nostro nemico, che abbiamo a considerare e riconoscere con attenzione la parte pi&ugrave; debole dell&#39;anima nostra e pi&ugrave; manchevole di virt&ugrave;; che &egrave; quella cosa alla quale pi&ugrave; ci tira l&#39;inclinazione naturale, o la passione, o la cattiva consuetudine, o il mal abito; e in questa parte abbiamo da invigilare con maggiore attenzione e a provvederci di maggior riparo. Questa tal cosa, dicono i Santi e i maestri della vita spirituale (S. DOROTH. Doctr.12, n. 5; S. BERN. Medit. c. 5), questa &egrave; quella che principalmente e con maggiore diligenza e sollecitudine dobbiamo procurare di sradicare da noi; perch&eacute; di questo abbiamo maggiore necessit&agrave;; e cos&igrave; a questo principalmente si deve applicare l&#39;esame particolare.
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<dc:creator>Inserito da admin</dc:creator>
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<title>L'esame di coscienza</title>
<link>http://www.floscarmeli.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=917</link>
<description><![CDATA[
	Esercizio di perfezione e di cristiane virt&ugrave;
	composto dal padre Alfonso Rodriguez S.J. 

	***

	TRATTATO VII. DELL&#39;ESAME DELLA COSCIENZA

	&nbsp;

	***

	CAPO I. Quanto sia importante l&#39;esame della coscienza

	&nbsp;

	* * *

	1. E raccomandato dai Santi.
	2. Danni del trascurarlo.
	3. Anche i filosofi ne conobbero l&#39;efficacia.
	4. Molto inculcato da S. Ignazio.
	5. Stima che dobbiamo farne

	* * *

	1. Uno dei principali e pi&ugrave; efficaci mezzi che abbiamo pel nostro profitto &egrave; l&#39;esame della coscienza: e come tale ce lo raccomandano i Santi. S. Basilio, il quale &egrave; stato dei pi&ugrave; antichi che abbiano dato regole ai monaci, comanda che ogni sera facciano questo esame (S. BASIL. Serm. ascet. et serm. de ascet. discipl. n. 10). S. Agostino nella sua regola comanda il medesimo (S. AUG. Serm. 338. c. 1). S. Antonio abate insegnava e ingiungeva assai questo esame ai suoi religiosi (S. ATHAN. Vita S. Ant. abb.)3. S. Bernardo (S. BERN. De inter. dom. c. 36), S. Bonaventura (S. BONAV. De exter. etc. l. 1. c. 41), Cassiano (CASSIAN. coll. 5, c. 14) e tutti comunemente convengono in caldamente raccomandarlo.

	S. Giovanni Crisostomo (S. Io. CHRYS. Hom. Non esse ad orat. concion. n. 4) tra gli altri, sopra quelle parole del reale profeta David, &laquo;pentitevi nei vostri letti&raquo; (Ps. 4, 5), trattando di questo esame e consigliando che si faccia ogni sera prima d&#39;andar a dormire, ne adduce due buone ragioni. La prima, acciocch&eacute; nel giorno seguente ci troviamo pi&ugrave; disposti e preparati a guardarci dai peccati e dal cadere nelle colpe nelle quali siamo caduti oggi; perch&eacute; essendoci noi oggi esaminati e pentiti di esse, e avendo fatto proponimento di emendarci, chiara cosa &egrave; che questo ci servir&agrave; di qualche freno per non tornar a commetterle domani. La seconda, che ancora per questo medesimo giorno d&#39;oggi ci sar&agrave; di qualche freno l&#39;averci ad esaminare la sera; perch&eacute; il sapere che in questo medesimo giorno abbiamo da render conto, ci far&agrave; stare sopra di noi e vivere pi&ugrave; circospettamente. Come un padrone, dice il Santo, non comporta che il suo spenditore lasci di dar ogni giorno i suoi conti, acciocch&eacute; questo non dia occasione di procedere con trascuraggine e di dimenticarsi, onde poi il conto non si possa veder netto; cos&igrave; anche sar&agrave; ragionevole che noi altri rivediamo ogni giorno i conti a noi stessi, acciocch&eacute; la trascuraggine e la dimenticanza non vengano ad imbrogliarli.

	Il novello dottore della Chiesa S. Efrem (S. EPHR. SYR. Serm. ascet. Roma, v. 1, p. 54-55) e S. Giovanni Climaco (S. IO. CLIM. Scala parad. grad. 20) vi aggiungono una terza ragione, e dicono che, come i mercanti diligenti ogni giorno bilanciano e fanno conto delle perdite e dei guadagni di quel giorno, e se trovano d&#39;aver fatta qualche perdita, procurano di rimediare ad essa e di ripararla con molta diligenza; cos&igrave; noi altri dobbiamo ogni giorno esaminarci e vedere i conti delle nostre perdite e dei nostri guadagni; acciocch&eacute; la perdita non vada avanti n&eacute; si dia fondo al capitale, ma lo rimettiamo e vi rimediamo subito. S. Doroteo (S. DOROTH. Doctr. 11, n. 5) vi aggiunge un&#39;altra utilit&agrave; grande, la qual &egrave; che, esaminandoci noi e pentendoci ogni giorno dei nostri errori e mancamenti, non si radicher&agrave; in noi il vizio e la passione, n&eacute; verr&agrave; a crescere l&#39;abito cattivo e la cattiva consuetudine.
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<dc:creator>Inserito da admin</dc:creator>
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<title>Differenze e vantaggi nell'esercizio della presenza di Dio</title>
<link>http://www.floscarmeli.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=916</link>
<description><![CDATA[
	Esercizio di perfezione e di cristiane virt&ugrave;
	composto dal padre Alfonso Rodriguez S.J. 

	***

	TRATTATO VI. DELLA PRESENZA DI DIO

	***

	CAPO V. Di alcune differenze e vantaggi che sono nel fine qui proposto esercizio della presenza di Dio, relativamente ad altri che si sogliono proporre

	* * *

	1. Consiste negli atti della volont&agrave;, i quali sono pi&ugrave; meritori. 
	2. Si rende pi&ugrave; facile e soave. 
	3. Aiuta a far meglio le nostre azioni

	* * *

	1. Affinch&eacute; si passa veder meglio la perfezione e l&#39;utilit&agrave; grande di questo esercizio e modo di camminare e di stare alla presenza di Dio, del quale abbiamo ragionato, e resti con ci&ograve; la cosa meglio dichiarata; noteremo ora alcune differenze a vantaggi che trovansi in questo esercizio, rispettivamente ad alcuni altri.

	Primieramente, in altri esercizi, che alcuni sogliono proporre di camminare e stare alla presenza di Dio, ogni cosa pare che sia atto d&#39;intelletto e ogni cosa pare che finisca in immaginarsi Dio presente; ma questo nostro presuppone quest&#39;atto d&#39;intelletto e di fede, che Dio sia presente, e passa avanti a fare atti d&#39;amor di Dio, e in questo consiste principalmente: e questa seconda cosa senza dubbio &egrave; migliore e pi&ugrave; utile che la prima. Come nell&#39;orazione diciamo che non ci dobbiamo fermare nell&#39;atto dell&#39;intelletto, che &egrave; la meditazione e considerazione delle cose, ma passare agli atti della volont&agrave;, cio&egrave; negli affetti e desideri della virt&ugrave; e dell&#39;imitazione di Cristo, e che questa ha da essere il frutto dell&#39;orazione; cos&igrave; qui la parte principale, migliore e pi&ugrave; utile di quest&#39;esercizio sta negli atti della volont&agrave;: onde questa &egrave; la cosa nella quale abbiamo da insistere.
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<dc:date>2012-02-05T09:58:05+02:00</dc:date>
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