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diprezzare se stesso, disprezzare il mondo, non disprezzare nessuno,
disprezzare di essere disprezzato (S. Filippo Neri)


Questi esercizi sono composti secondo quanto proposto dal Servo di Dio P. Giuseppe Ignazio Franchi d'O., nel suo libro "Dell'amore al proprio disprezzo". Si tratta di una meditazione composta da un'invocazione allo Spirito Santo, da una considerazione di che cosa meritiamo o non meritiamo in quanto veremente degni di disprezzo, da una considerazione sui mezzi per ottenere l'amore al disprezzo, da una preghiera conclusiva e da un colloquio con il Signore o la Madonna ("Il colloquio deve essere spontaneo, come quando un amico parla all'amico, o un servitore parla al suo padrone, ora chiedendo un favore, ora accusandosi di una colpa, ora manifestando un suo problema e chiedendo consiglio" S.Ignazio, Esercizi Spirituali n. 54). Se pensi di non meritare il più assoluto disprezzo, leggi qui.

37° esercizio sull'amore al proprio disprezzo:

CHI È DEGNO DI DISPREZZO MERITA DI VEDERE, CHE LE SUE OPERE ANCHE INTRAPRESE CON OTTIMO FINE E RETTA INTENZIONE, NON ABBIANO FELICE RIUSCITA

1 - Ave Maria... e preghiera allo Spirito Santo


O rex Gloriae
Domine virtutum
Ne derelinquas nos orphanos;
Sed mitte promissum Patris
In nos Spiritum veritatis

O Lux beatissima
Reple cordis intima
Tuorum fidelium

2 - Primi punti della meditazione: che cosa io merito e che cosa io non merito

Chi è degno di disprezzo merita di vedere, che le sue opere anche intraprese con ottimo fine e retta intenzione, non abbiano felice riuscita, mentre le opere altrui sortiscono effetto felice; dal che risulti, che quelli siano applauditi, onorati e premiati, ed egli non curato, abbassato e posto in una confusione ben grande.

3 - Secondi punti della meditazione: mezzi per ottenere l'amore del proprio disprezzo

Similmente, sarà di aiuto il ricordarsi sovente, che tra breve tempo saremo chiamati ad un rigorosissimo rendimento di conti di tutta a nostra vita. E chi sarà il nostro giudice, da cui dipenderà l'esito della nostra sorte, o eternamente felice in cielo, o eternamente misera nell'inferno? Dio medesimo che, assunta l'umana carne, fu in terra l'uomo più disprezzato del mondo, e propriamente il bersaglio ed il centro, ove andarono a colare tutte le ignominie e i disprezzi. Or con qual fronte potremo noi comparire dinanzi a questo gran giudice, se saremo vissuti delicati in materia di proprio onore, puntigliosi, permalosi, risentiti e, anziché amanti, giurati nemici del proprio disprezzo? Ad un giudice, il quale senza alcun proprio merito e colpa, anzi con un'infinita santità, amò e si espose a tutti i disprezzi, unicamente per nostro amore e per nostra istruzione, che potremo risponder noi, che degnissimi d'ogni vilipendio per i nostri peccati, ricusammo di soffrire il disprezzo per suo amore ed imitazione? Oh Dio, qual confusione allora, qual crepacuore! Dall'altra parte, qual fiducia e qual consolazione sarà per chi dovrà comparire dinnanzi a Cristo giudice, dopo avere in sua vita mortale amato il disprezzo! Si presenterà egli a Gesù in qualità di simile con simile: simile già al suo Signore disprezzato, per dover essere eternamente simile a Gesù glorificato. Risuoneranno, si può ben credere, alle sue orecchie quelle dolci parole proferite dal Redentore: voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha preparato per me (Lc 22, 28-29). Beato chi si internerà in questi e simili pensieri, e saprà servirsene.

4 - preghiera conclusiva

Altissime Deus, qui de excelso abitaculo tuo humilia respicis, et alta a longe cognoscis, in nomine dilecti Filii Tui Jesu, infunde cordibis nostris spiritum verae umilitatis, suique contemptus amorem, ut omni prorsus eliminata superbia, ac radicitus evulsa, eundem Unigenitum tuum, pro nobis usque ad mortem Crucis humiliatum, et opprobrium hominum factum, imitantes in terris, exaltari cum ipso meremur in coelis in saecula saeculorum. Amen

O Dio altissmo, che dalla tua sublime dimora poni lo sguardo sugli umili per favorirli e per innalzarli, nel nome del tuo diletto figlio Gesù, infondi nei nostri cuori lo spirito della vera umiltà e líamore al proprio disprezzo; in modo che, bandita interamente da noi e divelta sin dalle radici tutta la superbia, imitando in terra lo stesso tuo Unigenito, umiliato per noi sino alla morte infame di croce, e fatto líobbrobrio degli uomini, ci rendiamo degni di essere esaltati con lui per sempre nel cielo. Amen

5 - colloquio


Maria, Madre dell'umiltà, prega per noi

altro esercizio sull'amore al disprezzo

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oggi ci esamineremo circa...

L'amore al proprio disprezzo



diprezzare il mondo
non disprezzare nessuno
disprezzare se stesso
disprezzare di essere disprezzato

(S. Filippo Neri)

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esercizi per ottenere l'amore al proprio disprezzo

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