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spernere mundum, spernere seipsum,
spernere nullum, spernere sperni
(S. Filippo Neri)


Questi esercizi sono composti secondo quanto proposto dal Servo di Dio P. Giuseppe Ignazio Franchi d'O., nel suo libro "Dell'amore al proprio disprezzo". Si tratta di una meditazione composta da un'invocazione allo Spirito Santo, da una considerazione di che cosa meritiamo o non meritiamo in quanto veremente degni di disprezzo, da una considerazione sui mezzi per ottenere l'amore al disprezzo, da una preghiera conclusiva e da un colloquio con il Signore o la Madonna ("Il colloquio deve essere spontaneo, come quando un amico parla all'amico, o un servitore parla al suo padrone, ora chiedendo un favore, ora accusandosi di una colpa, ora manifestando un suo problema e chiedendo consiglio" S.Ignazio, Esercizi Spirituali n. 54). Se pensi di non meritare il più assoluto disprezzo, leggi qui.

33° esercizio sull'amore al proprio disprezzo:

CHI È DEGNO DI DISPREZZO MERITA CHE FURTIVAMENTE DA PIÙ PERSONE RENDA UN'ESATTA E RIGOROSA OSSERVAZIONE DI LUI

1 - Ave Maria... e preghiera allo Spirito Santo


O rex Gloriae
Domine virtutum
Ne derelinquas nos orphanos;
Sed mitte promissum Patris
In nos Spiritum veritatis

O Lux beatissima
Reple cordis intima
Tuorum fidelium

2 - Primi punti della meditazione: che cosa io merito e che cosa io non merito

Chi è degno di disprezzo merita che furtivamente da più persone renda un'esatta e rigorosa osservazione di lui, per intendere come parla, come opera, con chi tratta, quali affari abbia alle mani, ove si porta, ove si trattiene, e che per minuto si osservino perfino i passi, i movimenti, le occhiate, i sospiri; tutto ciò in somma che è in riguardo a lui sia spiato da tutti con occhio ben attento ed anche di nascosto, e questo al fine di censurarlo e screditarlo e riferirlo a chi meno vorrebbe, con suo gravissimo dispiacere; onde ne succeda di far esso una miserabile figura in faccia a chi più egli conta, e al pubblico ancora; e che ciò gli si usi non solo dai maggiori e da chi ha sopra di lui qualche autorità, ma bene spesso ancora dagli uguali, dai minori e da quelli stessi che cento e mille volte hanno sperimentato la schiettezza del suo procedere; e che quei medesimi si infurierebbero se il potessero sospettare che egli in tal guisa si ponesse in osservazione dei fatti loro.

3 - Secondi punti della meditazione: mezzi per ottenere l'amore del proprio disprezzo

Consideri questo tale non di passaggio, né alla sfuggita, ma di proposito, ma profondamente, che chi ha perduto, peccando, il rispetto a Dio (il che senza dubbio è successo a tutti in rapporto alla colpa d'origine) ha in conseguenza perduto sostanzialmente e per sempre il diritto al proprio onore, ed ha meritato un sempiterno obbrobrio ed ignominia, avendo Dio medesimo pronunziato: chi mi disprezzerà sarà oggetto di disprezzo (1 Sam 2,30). E nonostante l'uomo speri d'aver delle sue colpe, dalla divina misericordia, ottenuto il perdono, mediante la sincera sua penitenza, deve però sempre tenere davanti agli occhi, finché vive in terra, l'abominevole suo demerito; e perché se egli è certo di esser rimasto, peccando, disonorato ed infame, non è ugualmente certo, senza una speciale divina rivelazione, che gli siano state cancellate le colpe, e abolita la sua ignominia; e perché i peccati ed il merito del disprezzo risultante da essi, è veramente nostro e tutto nostro, ma il perdono, ma la giustificazione, ma il recupero della divina figliolanza ed amicizia di Dio, è procedente da un dono gratuito e liberale della sua infinita misericordia, e da noi non meritato. Dal che ne segue che i santi, benché talvolta sicuri della remissione dei loro peccati, si sono sempre stimati immeritevoli degli onori e degni solo di obbrobri. Diceva s. Paolo: io infatti sono l'infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio però sono quello che sono (1 Cor 15, 9-10). Or ciascuno deve giudicare di sè per quel che ha di proprio, non per l'altrui. Pianga dunque, e sempre pianga, e si umili fino al profondo e ami il disprezzo a se sì giustamente dovuto, chiunque è consapevole a sé medesimo di aver gravemente peccato; e si ricreda e si riprenda severamente, se gravi gli sono sembrati fin qui i leggerissimi e momentanei vilipendi della vita presente, datigli dalla divina bontà in contraccambio delle ignominiose pene eterne infernali. Chi poi non conosce di aver giammai offeso Dio gravemente, pianga e si umili per le innumerabili sue colpe veniali, e ingratitudini verso Dio, per le quali quanto a sé ha meritato la sottrazione della grazia preservante dalle colpe mortali, che producono la dannazione sempiterna. E se Dio non ha permesso questo per sua infinita misericordia, piuttosto che lagnarsi dei vilipendi presenti a lui pur dovuti, si lamenti sovente della sua mostruosa ingratitudine e irriconoscenza al suo divino liberatore, e non cessi di benedirlo quando ancor lo batte e l'umilia.

4 - preghiera conclusiva

Altissime Deus, qui de excelso abitaculo tuo humilia respicis, et alta a longe cognoscis, in nomine dilecti Filii Tui Jesu, infunde cordibis nostris spiritum verae umilitatis, suique contemptus amorem, ut omni prorsus eliminata superbia, ac radicitus evulsa, eundem Unigenitum tuum, pro nobis usque ad mortem Crucis humiliatum, et opprobrium hominum factum, imitantes in terris, exaltari cum ipso meremur in coelis in saecula saeculorum. Amen

O Dio altissmo, che dalla tua sublime dimora poni lo sguardo sugli umili per favorirli e per innalzarli, nel nome del tuo diletto figlio Gesù, infondi nei nostri cuori lo spirito della vera umiltà e l'amore al proprio disprezzo; in modo che, bandita interamente da noi e divelta sin dalle radici tutta la superbia, imitando in terra lo stesso tuo Unigenito, umiliato per noi sino alla morte infame di croce, e fatto l'obbrobrio degli uomini, ci rendiamo degni di essere esaltati con lui per sempre nel cielo. Amen

5 - colloquio


Maria, Madre dell'umiltà, prega per noi

altro esercizio sull'amore al disprezzo

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Esame Particolare



oggi ci esamineremo circa...

L'amore al proprio disprezzo



diprezzare il mondo
non disprezzare nessuno
disprezzare se stesso
disprezzare di essere disprezzato

(S. Filippo Neri)

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esercizi per ottenere l'amore al proprio disprezzo

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