untitled



spernere mundum, spernere seipsum,
spernere nullum, spernere sperni
(S. Filippo Neri)


Questi esercizi sono composti secondo quanto proposto dal Servo di Dio P. Giuseppe Ignazio Franchi d'O., nel suo libro "Dell'amore al proprio disprezzo". Si tratta di una meditazione composta da un'invocazione allo Spirito Santo, da una considerazione di che cosa meritiamo o non meritiamo in quanto veremente degni di disprezzo, da una considerazione sui mezzi per ottenere l'amore al disprezzo, da una preghiera conclusiva e da un colloquio con il Signore o la Madonna ("Il colloquio deve essere spontaneo, come quando un amico parla all'amico, o un servitore parla al suo padrone, ora chiedendo un favore, ora accusandosi di una colpa, ora manifestando un suo problema e chiedendo consiglio" S.Ignazio, Esercizi Spirituali n. 54). Se pensi di non meritare il più assoluto disprezzo, leggi qui.

14° esercizio sull'amore al proprio disprezzo:

CHI È DEGNO DI DISPREZZO NON MERITA DI ESSERE SOVVENUTO NELLE SUE MISERIE, NON CONSOLATO SE È ANGUSTIATO, NON AIUTATO SE È INFERMO, NON DIFESO SE È PERSEGUITATO

1 - Ave Maria... e preghiera allo Spirito Santo


O rex Gloriae
Domine virtutum
Ne derelinquas nos orphanos;
Sed mitte promissum Patris
In nos Spiritum veritatis

O Lux beatissima
Reple cordis intima
Tuorum fidelium

2 - Primi punti della meditazione: che cosa io merito e che cosa io non merito

Chi è degno di disprezzo non merita di essere sovvenuto nelle sue miserie, non consolato se è angustiato, non aiutato se è infermo, non difeso se è perseguitato; onde gli avvenga che nessuno pensi a lui per sollevarlo; e che anzi pensino tutti a lasciarlo in abbandono nei suoi guai, e ad aumentargliene dei maggiori: e gli accada di vedere taluno risoluto di volere piuttosto gettare via il suo, che darlo a lui in tempo pure di sua grave ed estrema necessità. Così conviene a chi ha follemente abusato dell'aiuto e assistenza di. Dio, e ha preteso che l'Altissimo lo serva nei suoi stessi peccati, secondo la terribile espressione dello Spirito Santo: "Mi hai trattato come una schiavo nei tuoi peccati" (Is 43, 24).

3 - Secondi punti della meditazione: mezzi per ottenere l'amore del proprio disprezzo

Bisogna singolarmente guardarci in tempo di disprezzi, dal formare veruna risoluzione sotto qualsivoglia pretesto, se non è evidentemente evangelica e richiesta da Dio, o d'obbedienza, o di precisa necessità, per timore che la passione in tali incontri irritata non ci inganni e rovini. Ugualmente non si deve allora prorompere in querele, doglianze e lamenti, quasi ci sia fatto torto ed ingiuria. Come può esserci vero torto ed ingiuria a chi è disprezzabile, e altro non merita che oltraggi ed affronti? Se volessimo dar luogo ai lamenti, converrebbe querelarci della piccolezza del disprezzo in paragone dei nostri falli, come era solita di praticare nelle sue vessazioni l'innocentissima ed umilissima S. Rosa di Lima; onde poco abbiamo luogo di scontare per i nostri peccati, e molto ci rimarrà da pagare, perché alla fine si ha da fare il paragone tra noi, e la divina giustizia, e peggio a dismisura ci andrà, se troppo s'indugia a farlo. Quindi in simili casi ci asterremo di far ricorso per esagerare le nostre ragioni (se ciò non è assolutamente necessario) a chi supponiamo che se la intenda col nostro amor proprio e superbia; il che anzi dovremo fare con la maggiore schiettezza e umiltà, con chi ci dica liberamente la verità, e ci dia il torto; e se si incontra taluno, che ci compatisca, o parli e si esprima in nostro favore, sarà bene che c'investiamo delle ragioni di chi ha operato contro di noi, e mettendole in buona vista più che si può, sforzandoci prima di creder noi, e poi di far credere agli altri, che i nostri disprezzatori abbiano la ragione, e noi il torto.

4 - preghiera conclusiva

Altissime Deus, qui de excelso abitaculo tuo humilia respicis, et alta a longe cognoscis, in nomine dilecti Filii Tui Jesu, infunde cordibis nostris spiritum verae umilitatis, suique contemptus amorem, ut omni prorsus eliminata superbia, ac radicitus evulsa, eundem Unigenitum tuum, pro nobis usque ad mortem Crucis humiliatum, et opprobrium hominum factum, imitantes in terris, exaltari cum ipso meremur in coelis in saecula saeculorum. Amen

O Dio altissmo, che dalla tua sublime dimora poni lo sguardo sugli umili per favorirli e per innalzarli, nel nome del tuo diletto figlio Gesù, infondi nei nostri cuori lo spirito della vera umiltà e l'amore al proprio disprezzo; in modo che, bandita interamente da noi e divelta sin dalle radici tutta la superbia, imitando in terra lo stesso tuo Unigenito, umiliato per noi sino alla morte infame di croce, e fatto l'obbrobrio degli uomini, ci rendiamo degni di essere esaltati con lui per sempre nel cielo. Amen

5 - colloquio


Maria, Madre dell'umiltà, prega per noi

altro esercizio sull'amore al disprezzo

[ Indietro ]

Ricerca nei siti di TotusTuus.it



Condividi su:

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Google Condividi su del.icio.us Condividi su digg Condividi su Yahoo Condividi su Windows Live Condividi su oknotizie Inserisci sul tuo blog Splinder

Esame Particolare



oggi ci esamineremo circa...

L'amore al proprio disprezzo



diprezzare il mondo
non disprezzare nessuno
disprezzare se stesso
disprezzare di essere disprezzato

(S. Filippo Neri)

***
esercizi per ottenere l'amore al proprio disprezzo

Guardia d'onore al S. Cuore di Gesù

Vis unita fortior

In questo momento ci sono, 29 Visitatori(e) e 0 Utenti(e) nel sito.

Non ci conosciamo ancora? Registrati gratuitamente Qui