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spernere mundum, spernere seipsum, spernere nullum, spernere sperni (S. Filippo Neri)
Questi
esercizi sono composti secondo quanto proposto dal Servo di Dio P. Giuseppe Ignazio
Franchi d'O., nel suo libro "Dell'amore
al proprio disprezzo". Si tratta di una meditazione composta da un'invocazione
allo Spirito Santo, da una considerazione di che cosa meritiamo o non meritiamo in
quanto veremente degni di disprezzo, da una considerazione sui mezzi per ottenere
l'amore al disprezzo, da una preghiera conclusiva e da un colloquio con il Signore
o la Madonna ("Il colloquio deve essere spontaneo, come quando un amico parla
all'amico, o un servitore parla al suo padrone, ora chiedendo un favore, ora accusandosi
di una colpa, ora manifestando un suo problema e chiedendo consiglio" S.Ignazio,
Esercizi Spirituali n. 54). Se pensi di non meritare il più assoluto
disprezzo, leggi qui.
5°
esercizio sull'amore al proprio disprezzo:
CHI
È DEGNO DI DISPREZZO NON MERITA CHE ALCUNO PRENDA CON LUI LA MINIMA CONFIDENZA
E APERTURA DI CUORE
1 - Ave Maria... e preghiera allo Spirito Santo
O rex Gloriae
Domine virtutum
Ne derelinquas nos orphanos;
Sed mitte promissum Patris
In nos Spiritum veritatis
O Lux beatissima
Reple cordis intima
Tuorum fidelium
2
- Primi punti della meditazione: che cosa io merito e che cosa io non merito
Chi è
degno di disprezzo non merita che alcuno prenda con lui la minima confidenza e apertura
di cuore: e neppure quelli, che dovrebbero per ogni titolo averla o per dipendenza
e congiunzione con lui, o per i molti benefici e riprove di parzialissmo affetto,
con le quali ha inteso obbigarsegli e farsegli suoi. Veda bensì, che quelli
stessi, i quali con esso tengono affetto, chiusa con lui la bocca e il cuore, con
altri poi (sebbene per pubblica fama imprudenti e mal costumati) spandano le loro
viscere, né si sazino di esser loro continuamente intorno per confidarsi.
In modo analogo, neppure merita, che il suo amore trovi riscontro con le persone
amate e quanto più le ama, più le scorge insensibili e disamorate.
O quanto questa sorta di umiliazione è a noi dovuta, poiché appunto
questa è il nostro caso con Dio. Gesù è il nostro amantissimo
padre, che per nostro bene ha fatto e patito tanto: eppure fino al presente non ha
trovato in noi corrispondenza alcuna di fiducia e di amore.
3
- Secondi punti della meditazione: mezzi per ottenere l'amore del proprio disprezzo
Da tal
divino lume rischiarati cominceremo ad umiliarci profondamente ed annichilirci dinanzi
a Dio; e purché non ci disprezzi egli (il che però ci protesteremo
di meritare, ma con una viva speranza che non succeda, per l'infinita bontà
di Dio, per i meriti di Gesù e per l'intercessione della Santissima Vergine
Maria) ci adatteremo a prendere volentieri dalla sua mano le umiliazioni che non
contengono colpa e separazione da lui; sì interne, come insipidezze di spirito,
tenebre, desolazioni, scarsezza di memoria, di comprensione, di abilità; sì
esterne, come la povertà, la bassezza della condizione e dell'impiego, le
poche forze della natura, la poca salute del corpo, e simili altre impotenze e mancanze:
e reputeremo un favore singolare di Dio che egli ci baratti in queste sì piccole
umiliazioni un cumulo incomprensibile di altissimi vilipendi che ci converrebbe:
e soprattutto che egli, con questi tenui abbassamenti, pretenda di liberarci da un
infinito ed eterno disprezzo. Facendo noi buon uso delle umiliazioni, che immediatamente
da Dio ci provengono, ci disporremo grandemente ad amare il disprezzo, che dalle
creature ci avviene.
4
- preghiera conclusiva
Altissime
Deus, qui de excelso abitaculo tuo humilia respicis, et alta a longe cognoscis, in
nomine dilecti Filii Tui Jesu, infunde cordibis nostris spiritum verae umilitatis,
suique contemptus amorem, ut omni prorsus eliminata superbia, ac radicitus evulsa,
eundem Unigenitum tuum, pro nobis usque ad mortem Crucis humiliatum, et opprobrium
hominum factum, imitantes in terris, exaltari cum ipso meremur in coelis in saecula
saeculorum. Amen
O Dio altissmo, che dalla tua sublime dimora poni lo sguardo sugli umili per favorirli
e per innalzarli, nel nome del tuo diletto figlio Gesù, infondi nei nostri
cuori lo spirito della vera umiltà e l'amore al proprio disprezzo; in modo
che, bandita interamente da noi e divelta sin dalle radici tutta la superbia, imitando
in terra lo stesso tuo Unigenito, umiliato per noi sino alla morte infame di croce,
e fatto l'obbrobrio degli uomini, ci rendiamo degni di essere esaltati con lui per
sempre nel cielo. Amen
5
- colloquio
Maria,
Madre dell'umiltà, prega per noi
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esercizio sull'amore al disprezzo
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