Il Servo di Dio P. Tomas Tyn O.P.

La buona battaglia

Bologna, 1 gennaio 2020. Don Luca Martini del clero di Ferrara ha tenuto l’esortazione spirituale in occasione del 30° anniversario del transito del giovane domenicano che ha offerto la sua vita per la liberazione della Cecoslovacchia dal comunismo.
Il tema dell’esortazione – «Santo Natale. Un mistero, una rivelazione per gli umili» – ha inteso proporre ai fedeli una delle virtù più eminenti del Servo di Dio.
Al termine don Martini ha offerto il sacrificio eucaristico nella forma straordinaria del rito romano, così come fece per molti anni Padre Tomas.
Di seguito un ricordo della sua figura.

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Tocca a me dire due parole per ricordare Padre Tomas: molti lo han conosciuto, siamo ormai pochi ad averlo frequentato.
Padre Tomas viene descritto in molti modi: grande predicatore, acuto direttore spirituale e confessore, profondo teologo, coltissimo filosofo, religioso dalla perfetta osservanza.

Certo, Padre Tomas fu tutte queste cose. Proviamo però a capire cosa ci ha insegnato basandoci sui fatti più importanti della sua vita:

  • nell’autunno del 1968, a seguito della repressione di una rivolta patriottica anticomunista, la famiglia Tyn fugge in Occidente;
  • con il permesso dei superiori, nel 1972 “fugge” dal noviziato post conciliare tedesco («Ricordandomi del mio catechismo», riporta la dottoressa Schinco), per venire a Bologna dove svolgerà numerose e incessanti attività di apostolato;
  • nel 1975 viene ordinato sacerdote a Roma da Papa Paolo VI; l’allora maestro dei novizi P. Pilastro, riferisce: «Mentre il Papa posa le mani sul suo capo, P. Tomas […] offre al Signore la sua vita per ottenere la libertà della sua Patria»;
  • attorno al 1985, dopo qualche insistenza, il Card. Biffi accoglie la nostra richiesta di tornare a celebrare il sacrificio eucaristico nella forma antica, limitandola purtroppo al sabato mattina;
  • finché, nel 1989 , prosegue P. Pilastro: «Impressionanti certe coincidenze: all’inizio e ai primi accenni della rivolta popolare in Cecoslovacchia (estate 1989) P. Tomas accusa i primi dolori lancinanti del male. Quando la Cecoslovacchia riprende il cammino della libertà e la Chiesa ritrova la via della libertà (inverno 1989), P. Tomas, dopo lunghe sofferenze, conclude la sua immolazione (gennaio 1990)».

E’ evidente che gli aneliti del cuore di Padre Tomas andavano alla sua Patria: e questo è il primo insegnamento che dobbiamo tutti trarre dalla sua vita.

Il secondo si può ricollegare alla “fuga” dal noviziato e alla celebrazione della S. Messa nella forma antica: la difesa della fede.

Il terzo insegnamento sono gli intensissimi anni di apostolato a Bologna, consapevole di partecipare a una guerra plurisecolare: «si è formata ed ha raggiunto molti popoli una setta, agguerrita come un esercito, di uomini che negano l’esistenza di Dio» (alle suore domenicane sul post-concilio, citando Giovanni XXIII).

Ecco perché Padre Tomas era costantemente impegnato: «Il Signore vuole schierare la sua schiera, la schiera di Cristo sotto lo stendardo del Salvatore, vuole schierare questa schiera dei suoi – per la battaglia letale del demonio – attorno a Maria, perché Maria è la condottiera di questa schiera di Cristo» (11 giugno 1988, sul cuore Immacolato).

Dunque: Patria, fede e combattere sotto la guida di Maria.
Cominciamo a farlo anche noi, da questo 1° gennaio 2020.

fr. Luigi M. G. di Montfort TOD

Preghiera

«Padre Santo, ricco di misericordia, che hai mandato il tuo Verbo nel mondo per condurlo dalle tenebre alla luce, Ti ringraziamo per i doni del tuo Spirito che hai elargito al tuo servo fra Tomas Tyn. Degnati di elevarlo agli onori degli altari perché la testimonianza esemplare che ci ha dato come degno figlio del santo padre Domenico e della Beata Vergine Maria sia di sprone a molti nella sequela di Cristo e per sua intercessione donaci la grazia che ti chiediamo. Per Cristo nostro Signore. Amen»
(con approvazione ecclesiastica)