XI. Lettere a Suor della Concezione

L'eterna Sapienza

EPISTOLARIO

di S. Luigi Maria Grignion de Montfort

edizione bilingue












XI. Lettere a Suor della Concezione

(lettere
27, 28,
31)



LETTERA 27

(frammento)

Fonte: BESNARD, Marie-Luise,
L. 1, p. 68.


Destinatarie: suor Maria-Luisa di Gesù e suor Concezione.

Da La Rochelle, inizio 1715.



È giunto il momento di realizzare i comuni progetti: le Figlie della Sapienza
stanno per avere un’istituzione propria grazie alla bontà del vescovo di La
Rochelle. Si preannuncia un bene maggiore di quanto già non facciano a Poitiers.
Vi saranno difficoltà da superare. In nome del vescovo, il Montfort le invita
a predisporre il viaggio da Poitiers a La Rochelle. Si attende una conferma.








Care figliole in Gesù
Cristo, Maria Trichet e Caterina Brumet [
1],

Viva Gesù, viva la sua croce!

Non avete risposto alla mia ultima: non ne capisco il motivo. Il Vescovo di La Rochelle
[
2] al quale ho spesso parlato di voi e dei nostri
progetti, trova opportuno che veniate qui per dare inizio all’opera tanto desiderata.
A tale scopo egli ha affittato una casa in attesa di comperare e di sistemare completamente
un’altra.

È vero che fate un gran bene nel vostro paese, ma ne farete molto di più
in un paese forestiero; e notiamo che da Abramo a Gesù Cristo, e da Gesù
Cristo fino ai nostri giorni, Dio ha prelevato dai propri paesi i suoi più
grandi servi, perché, come dice lo stesso Signore nostro, nessuno è
profeta in patria sua.

So che avrete delle difficoltà da superare [
3]; ma è necessario che un’impresa
tanto gloriosa per Dio e tanto utile al prossimo sia cosparsa di spine e di croci.
E se non si corre qualche rischio per Dio, non si fa niente di grande per lui.

Vi scrivo da parte del Vescovo. Mantenete il segreto.

Vi manderò il mio fra Giovanni [
4] con una cavalcatura e con un po’
di denaro perché vi accompagni. Prendete qualche mezzo comodo: la diligenza
o un cavallo da nolo. E se voi non potrete, si cercherà di pagare per voi.

Rispondete al più presto perché parto da La Rochelle per una missione.

Tutto vostro in Dio solo.

Dio solo!
Mes chères Filles en
Jésus-Christ, Marie Trichet et Cath. Brunet.

Vive Jésus, vive sa Croix.

Vous n’avez pas répondu à ma dernière; je n’en sais pas la raison.
Monseigneur de La Rochelle, à qui j’ai plusieurs fois parlé de vous
et de nos desseins, trouve à propos que vous veniez ici pour commencer l’ouvrage
tant désiré. Il a fait louer une maison pour cet effet, en attendant
l’achat et l’établissement parfait d’une autre maison. Vous faites, il est
vrai, de grands biens dans votre pays, mais vous en ferez de bien plus grands dans
un pays étranger; et nous remarquons que depuis Abraham jusqu’à Jésus-Christ,
et depuis J.C. jusqu’à nous, Dieu a retiré de leurs pays ses plus grands
serviteurs, parce que, comme dit N. Seigr. même, personne n’est prophète
en son pays. Je sais que vous aurez des difficultés à vaincre; mais
il faut qu’une entreprise aussi glorieuse à Dieu et aussi salutaire au prochain
soit parsemée d’épines et de croix. Et si on ne hasarde quelque chose
pour Dieu, on ne fait rien de grand pour lui. C’est de la part de Monseignr. que
je vous écris. Gardez le secret. Je vous enverrai mon Frère Jean, avec
une monture et quelque argent, pour vous conduire. Prenez quelque commodité,
le coche ou un cheval de louage. Et, si vous n’avez pas, on tâchera de payer
pour vous. Réponse au plus tôt, parce que je pars de La Rochelle pour
une mission.

Tout à vous en Dieu seul.

Dieu seul.

NOTE



[1] D’accordo
con Mons. Stefano De Champflour, vescovo di La Rochelle, il Montfort intendeva aprire
nella città episcopale una scuola gratuita per ragazze. Essa sarebbe stata
affidata alle prime suore della sua Congregazione, Maria-Luisa di Gesù (Luisa
Trichet) e suor Concezione (Caterina Brumet), che allora si trovavano all’Ospedale
di Poitiers. Scrive loro in tal senso.

[2] Mons. De Champflour appoggiò senza esitazioni il Montfort.
Dopo la morte del santo missionario scrisse: «…non bisogna essere sorpresi
di tutti i cattivi discorsi che si potranno tessere su questo povero defunto; egli
ha avuto durante la vita abbastanza traversie e contraddizioni perché dopo
la morte non si continui a calunniarlo; ma io credo sempre ch’egli sia un gran santo
davanti a Dio» (GRANDET, pp. 439-440).

[3] Il santo missionario sapeva bene quanto la signora Trichet fosse
attaccata alla figlia. Prevedeva anche le possibili difficoltà da parte dell’Ufficio
di amministrazione. Suor Maria-Luisa Trichet ebbe infatti mille noie per convincere
quei signori a lasciarla partire. Lo stesso Vescovo, presidente dell’Ufficio di amministrazione,
fece quanto poté per dissuaderla e finì col darle il consenso solo
a condizione ch’ella non dicesse d’averlo ricevuto da lui.

[4] Fratel Jean, cooperatore del Missionario.




LETTERA 28

(frammento)

Fonte: BESNARD, Montfort,
L. 7, pp. 196-197.


Destinataria: Maria-Luisa di Gesù, a Poitiers [
5].

Da La Rochelle, marzo 1715 [
6].








Parti, figlia mia, parti al
più presto! Il momento di dover iniziare [
7] la fondazione delle Figlie della
Sapienza è finalmente arrivato! Vorrei vederti già qui a La Rochelle,
dove al presente mi trovo, ma se tarderai non mi ci troverai perché ho premura
di partire per una missione.
Partez, ma chère fille,
partez au plus tôt. Le moment que l’établissement des Filles de la Sagesse
doit commencer est enfin arrivé. Je voudrais déjà vous voir
rendue à La Rochelle où je suis présentement, mais si vous tardez
vous ne m’y trouverez pas, étant pressé de partir pour une mission.

NOTE



[5] Il
16 marzo 1715, Mons. De Champflour scriveva a Maria Luisa ed a suor Concezione:

«Mie care sorelle.
Il signor de Montfort mi ha mostrato la lettera che voi gli avete scritto a proposito
della fondazione che si vorrebbe fare a La Rochelle per maestre di scuola, e dei
buoni sentimenti nei quali siete per cominciare tale fondazione. Siccome gli avete
specificato che quanto vi tratteneva era che il sig. vostro padre e la signora vostra
madre non volevano permettervi di lasciare Poitiers per venire qui senza una assicurazione
da parte mia che avrei provveduto a quanto vi bisognerà per la parte temporale,
posso assicurarvi che non vi lascerò mancare niente; e supponendo che le fondazioni
non riuscissero, troveremo il modo di collocarvi in un’altra comunità di giovani
ragazze dove potrete lavorare ugualmente per la gloria di Dio ed il servizio dei
poveri. Carissime sorelle, con alta stima, sono vostro


+ Stefano,
vescovo di La Rochelle».

(BESNARD), Marie-Louise,
L. 1, pp. 71-72).

La brevità dello scritto del Montfort fa pensare ad un biglietto di accompagnamento
della lettera vescovile.

[6] Maria-Luisa lascia l’Ospedale il 22 marzo. L’indomani parte per
La Rochelle. Il biglietto del Fondatore è, dunque, anteriore a quella data.

[7] BESNARD scrive: «il momento nel quale l’Istituto delle
Figlie della Sapienza deve prender forma». L’espressione prendere
forma
invece di iniziare indicherebbe la preoccupazione
del Montfort di due una fisionomia propria al suo Istituto nascente.




LETTERA 31


Fonte: BESNARD, Marie-Louise,
L. 2, p. 101.


Destinataria: suor Concezione (Caterina Brunet) [
8].

Da Fontenay-le-Comte (o da Vouvant), 24 ottobre 1715 [
9].



Alla suora che di fronte alle difficoltà dell’ambiente incomincia a scoraggiarsi
fino a pensare di togliersi dall’incarico, il missionario parla di obbedienza, ma
gliela chiede in forza di un superiore sentimento che lega il fondatore alla seconda
Figlia della Sapienza.









Viva Gesù, viva la
sua croce!

Cara figliola, in nome di Gesù, sta’ attenta alla tua vocazione e a non lasciare
l’Ospedale sotto la spinta della tentazione! Se lo fai, non ti voglio mai più
vedere. Se non vuoi andare a confessarti dal padre Le Tellier, ti permetto di andare
a confessarti per tre mesi dal sig. Cappellano dell’Ospedale.

Sii fedele alla Regola generale e particolare che Gesù, il tuo diletto sposo,
ti ha dato per mezzo mio. Sta’ attenta, ti ripeto, e non seguire il tuo personale
sentimento. Prego in ginocchio il buon Gesù di sostenerti contro tutto l’inferno
che ha paura della riforma dell’Ospedale.

Carissima figliola, sono tutto tuo finché sarai obbediente [
10].

Il 24 ottobre 1715.
Vive Jésus, vive sa
Croix. Prenez garde, ma chère fille, au nom de Jésus, à votre
vocation et de quitter l’hôpital par l’effort de la tentation. Si vous le faites,
je ne veux jamais vous voir. Si vous ne voulez plus aller à confesse au Rd.
Père Le Tellier, je vous permets, pendant trois mois, d’aller à confesse
à M. l’aumônier de l’hôpital. Soyez fidèle à la
Règle générale et particulière que Jésus, votre
cher époux, vous a donnée par mon organe. Prenez garde à vous,
encore un coup, et ne suivez pas votre sentiment propre. Je prie à genoux
le bon Jésus de vous soutenir contre tout l’enfer, qui craint la réforme
de l’hôpital. Je suis, ma très chère fille, tout à vous
tandis que vous serez obéissante.

Ce 24 octobre 1715.

NOTE



[8] Prima
di partire da La Rochelle per la missione di Fontenay-le-Comte, il Montfort credette
bene di inviare sr. della Concezione all’Ospedale generale di quella città,
come direttrice aggiunta. Si contava sullo zelo della nuova arrivata per l’osservanza
dei nuovi regolamenti. Due mesi dopo, il missionario riceve una lettera della suora
che gli espone tutte le difficoltà sue e chiede il permesso di lasciare l’ufficio.

[9] Terminata la missione di Fontenay, il Montfort si prese qualche
giorno di riposo a Mervent. Dettò poi, sempre a Fontenay, un ritiro nella
cappella delle suore di Notre-Dame. La missione di Vouvant iniziò poco dopo
quel ritiro, per concludersi entro dicembre.

[10] Suor della Concezione rimase coraggiosamente al suo posto sino
al 1° maggio 1717.











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