Trattato della Vera Devozione a Maria: parte III, cap. 5 (257-265)

L'eterna Sapienza

«Trattato della vera devozione a Maria»

di
S. Luigi Maria Grignion de Montfort








PARTE
TERZA – CAPITOLO QUINTO
(seconda
parte)

ESPRESSIONI
E IMPEGNI DELLA CONSACRAZIONE


B.
ATTEGGIAMENTI INTERIORI


[257] Oltre le
pratiche esterne di questa devozione – che ho riferite e che non bisogna omettere,
né per negligenza né per disprezzo, per quanto lo stato e le condizioni
di ciascuno lo consente -, ecco ora alcune pratiche interiori molto santificanti
per coloro che lo Spirito Santo chiama ad un’alta perfezione. Per dirlo in due parole,
esse consistono nel compiere tutte le proprie azioni per mezzo di Maria, con Maria,
in Maria e per Maria, per compierle più perfettamente per mezzo di Gesù,
con Gesù, in Gesù e per Gesù.


1.
Tutto per mezzo di Maria: agire secondo lo spirito di Maria


[258] Bisogna
compiere le azioni per mezzo di Maria. Bisogna cioè obbedire in ogni
azione e lasciarsi muovere in ogni azione dal suo spirito, che e il santo Spirito
di Dio. «Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli
di Dio
»
38; coloro che sono
guidati dallo spirito di Maria sono figli di Maria e per conseguenza figli di Dio
– come abbiamo mostrato -. Fra i tanti devoti di Maria, solo quelli che si lasciano
guidare dal suo spirito sono veri e fedeli devoti.


Ho detto che lo
spirito di Maria e lo Spirito di Dio. Lei, infatti, non si lascio mai condurre dallo
spirito proprio, ma sempre dallo Spirito di Dio, il quale se ne rese talmente padrone
da diventare lo spirito stesso di Maria. Perciò sant’Ambrogio dice: «L’anima
di Maria sia in ciascuno per glorificare il Signore; lo spirito di Maria sia in ciascuno
per esultare in Dio
»
39.


Come è
felice una persona, quando sull’esempio del buon fratello gesuita Rodriguez
40, morto in odore di santità,
e tutta posseduta e mossa dallo spirito di Maria! Lo spirito di Maria e soave e forte,
zelante e prudente, umile e coraggioso, puro e fecondo.


[259] Perché
l’anima si lasci veramente guidare da questo spirito di Maria, deve compiere quanto
segue.


1) Prima dell’azione
– per esempio prima della meditazione, della celebrazione o ascolto della santa Messa,
prima della comunione… – bisogna rinunciare allo spirito proprio, al proprio modo
di vedere e di volere. Infatti, le tenebre del nostro spirito e la malizia del nostro
volere e operare, per quanto possano apparirci buoni, se assecondati, frappongono
ostacolo al santo spirito di Maria.


2) Bisogna consegnarsi
allo spirito di Maria, per essere mossi e guidati secondo il suo volere. Bisogna
mettersi docilmente fra le sue mani verginali, come uno strumento fra le mani dell’operaio,
come un liuto fra le mani di un abile suonatore. Bisogna perdersi e abbandonarsi
in lei, come una pietra che si getta nel mare. Ciò si fa semplicemente e in
un istante con una sola occhiata dello spirito e un lieve movimento della volontà,
o anche con una breve frase, per esempio: «Rinuncio a me e mi dono a te, mia
cara Madre». Benché non si provi nessuna dolcezza sensibile in tale
atto di unione, esso rimane vero, cosi come rimane vero che apparterrebbe al demonio
uno che dicesse – Dio non voglia! – «mi do al demonio» con la stessa
sincerità, benché non avverta nessun cambiamento sensibile.


3) Di tanto in
tanto, durante e dopo le azioni, bisogna rinnovare il medesimo atto di offerta e
di unione. Tanto più frequentemente ciò avviene e tanto più
presto si giunge alla santità e all’unione con Cristo. Tale unione segue sempre
necessariamente quella con Maria, perché lo spirito di Maria è lo spirito
di Gesù.


2.
Tutto con Maria: agire imitando Maria


[260] Bisogna
compiere le proprie azioni con Maria. Bisogna cioè agire guardando
a Maria come al modello perfetto di ogni virtù e santità
41, plasmato dallo Spirito Santo42 in una semplice creatura, perché lo imitassimo
secondo le nostre povere capacità
43. In ogni azione, dunque,
dobbiamo chiederci come l’ha compiuta o la compirebbe Maria se fosse al nostro posto.
A tale scopo dobbiamo studiare e meditare tutte le grandi virtù da lei esercitate
nel corso della sua vita. In modo particolare:


1. La fede
viva
con la quale credette senza esitare alla parola dell’angelo. E credette
fedelmente e con costanza fino ai piedi della croce sul Calvario.


2. L’umiltà
profonda
per cui preferì sempre il nascondimento, il silenzio, l’obbedienza
in tutto e l’ultimo posto.


3. La purezza
del tutto divina,
che non ebbe e non avrà mai l’uguale sulla terra.


Lo ripeto ancora.
Si ricordi che Maria e il grande ed unico stampo di Dio, atto a modellare immagini
viventi di Dio, con poca spesa e poco tempo. Chi trova questo stampo e vi si getta
dentro, viene presto trasformato in Gesù Cristo, che questo stampo rappresenta
al naturale.


3.
Tutto in Maria: agire intimamente uniti a Maria


[261] Bisogna
compiere le proprie azioni in Maria.


Per capire bene
questo esercizio interiore occorre ricordare:


1) La Vergine
santissima e il vero paradiso terrestre del nuovo Adamo. L’antico paradiso terrestre
era semplicemente una sua figura. In questo paradiso terrestre si trovano ricchezze,
bellezze, rarità e dolcezze inesplicabili, lasciate in esso dal nuovo Adamo,
Gesù Cristo. In questo paradiso egli prese le sue compiacenze per nove mesi,
opero le sue meraviglie e dispiego le sue ricchezze con la magnificenza di un Dio.


Questo luogo santissimo
si compone tutto di terra vergine e immacolata.


Con essa fu plasmato
puro e senza macchia, e in essa attinse nutrimento il nuovo Adamo, per opera dello
Spirito Santo che vi abita.


In questo paradiso
terrestre si trovano realmente l’albero di vita che porto Gesù Cristo, il
frutto di vita e l’albero della conoscenza del bene e del male, che diede la luce
al mondo.


In questo luogo
divino si trovano alberi piantati dalla mano di Dio e irrorati dalla sua rugiada,
che hanno prodotto e producono ogni giorno frutti di sapore divino. Vi sono aiuole
smaltate di splendidi e svariati fiori di virtù, che emanano un profumo tale
da inebriare perfino gli angeli. Vi sono verdi prati di speranza, torri inespugnabili
di fortezza, case incantevoli di fiducia… Solo lo Spirito Santo può far
conoscere la verità nascosta sotto queste figure di cose materiali. In questo
luogo si trovano l’aria non inquinata della purezza, il bel giorno senza notte dell’umanità
santa, il bel sole senza ombre della divinità, la fornace sempre viva della
carità dove il ferro s’infoca e si trasforma in oro, il fiume dell’umiltà
che, nascendo da terra, si divide in quattro rami – le quattro virtù cardinali
– ed irriga tutto questo luogo d’incanto
44.


[262] 2) Per bocca
dei santi Padri, lo Spirito Santo chiama, inoltre, Maria:


1 – la porta orientale,
da cui il sommo sacerdote Gesù Cristo entra ed esce nel mondo. Per mezzo di
lei vi entro la prima volta, per mezzo di lei vi tornerà la seconda.


2 – il santuario
della Divinità, il riposo della Santissima Trinità, il trono di Dio,
la città di Dio, l’altare di Dio, il tempio di Dio, il mondo di Dio. Tutti
titoli ed elogi verissimi, rispetto alle varie meraviglie e grazie operate dall’Altissimo
in Maria.

Quali ricchezze e quale gloria! Quale piacere e quale felicita poter entrare e rimanere
in Maria, dove l’Altissimo ha posto il trono della sua gloria suprema!


[263] Purtroppo,
quanto e difficile a peccatori come noi avere il permesso, la capacita e la luce
per entrare in un luogo così alto e santo, custodito non già da un
cherubino, come l’antico paradiso terrestre, ma dallo stesso Spirito Santo, che ne
e diventato il padrone assoluto. Di Maria egli dice: «Giardino chiuso tu
sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata
»
45. Maria e un giardino chiuso! Maria e fontana
sigillata! I miseri figli di Adamo ed Eva, cacciati dal paradiso terrestre, possono
entrare in quest’altro soltanto per una grazia speciale dello Spirito Santo che devono
meritare.


[264] Dopo aver
ottenuto con la propria fedeltà questa grazia eccezionale, bisogna abitare
nel bell’interno di Maria con compiacenza, in esso riposarsi in pace, appoggiarsi
con fiducia, nascondersi con sicurezza e perdersi senza riserva. Così, in
questo seno verginale, l’anima:


1) sarà
nutrita con il latte della sua grazia e della sua materna misericordia;


2) troverà
liberazione da turbamenti, timori e scrupoli;


3) rimarrà
al sicuro da ogni nemico: dal demonio, dal mondo e dal peccato, ai quali non è
mai stato consentito di entrarvi. Per questo ella dice: «Chi compie le mie
opere non peccherà
»
46. Ciò significa
che non commetterà peccato considerevole chi rimane spiritualmente nella santa
Vergine.


4) sarà
formata in Gesù Cristo e Gesù Cristo sarà formato in lei, perché
il seno di Maria – avvertono i Padri – è la sala dei misteri divini, in cui
sono stati formati il Cristo e tutti gli eletti: «L’uno e l’altro è
nato in essa
»
47.


4.
Tutto per Maria: agire al servizio di Maria
 


[265] Infine,
bisogna compiere tutte le proprie azioni per Maria.


Infatti, chi si
è dedicato completamente al suo servizio, è giusto che compia tutto
per lei come farebbe un domestico, un servo ed uno schiavo.


Questo non vuol
dire che Maria viene considerata come l’ultimo fine del nostro servizio. Questo fine
ultimo è solo Gesù Cristo. Si prende invece Maria come fine prossimo,
ambiente misterioso e mezzo facile per incontrarlo.


Da buon servo
e schiavo, non bisogna starsene in ozio. Si deve, al contrario, – con la sua protezione
– intraprendere e realizzare cose grandi per questa augusta sovrana. Bisogna sostenere
i suoi privilegi quando sono contestati, difendere la sua gloria quando viene denigrata,
attirare tutti – in quanto è possibile – al suo servizio e a questa vera e
solida devozione. Bisogna parlare e gridare contro coloro che abusano della sua devozione
per oltraggiarle il Figlio e nello stesso tempo, bisogna stabilire questa vera devozione.
In ricompensa di tali piccoli servizi non si deve pretendere altro che l’onore di
appartenere ad una principessa così amabile e la felicita di essere da lei
uniti a Gesù, suo Figlio, con un vincolo indissolubile nel tempo e nell’eternità!
Gloria a Gesù in Maria! Gloria a Maria in Gesù! Gloria a Dio solo!


NOTE


38
Rm 8,14.


39
S. AMBROGIO, PL 15, 1642. Cf VD 217.


40
S. ALFONSO RODRIGUEZ (1531-1617), fratello coadiutore della Compagnia di Gesù,
canonizzato il 15.1.1888 da Leone XIII.


41
«Maria… rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità
degli eletti» (LG 65).


42
Maria «dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura» (LG
56).


43
«Ma tale è la nostra debolezza, che la grandezza di simile esempio (il
Cristo) facilmente ci scoraggia: perciò Dio ha voluto provvedere, proponendone
un altro, che pur essendo il più vicino a Cristo, per quanto è consentito
all’umana natura, è tuttavia più conforme alla nostra debolezza. Questo
esemplare è la Madre di Dio» (Pio X, Enc. Ad diem illum, 2-2-1904).


44
Questa pagina è tutta un commento spirituale a Gen 2,8-10 (Cf VD 6).


45
Ct 4,12.


46
Sir 24,30 (Cf VD 175).










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