Trattato della Vera Devozione a Maria: parte I, cap. 1 (16-21)

L'eterna Sapienza

«Trattato della vera devozione a Maria»

di
S. Luigi Maria Grignion de Montfort












PARTE
PRIMA – CAPITOLO PRIMO

MARIA
NEL MISTERO DI CRISTO


1. Nell’incarnazione



[16] Dio Padre ha dato al mondo il suo unico Figlio soltanto per mezzo di Maria.
Per quanti sospiri abbiano elevato i patriarchi, per quante richieste abbiano presentato
i profeti e i santi dell’antica legge, durante quattromila anni, per avere un simile
tesoro, soltanto Maria l’ha meritato ed ha trovato grazia davanti a Dio con la veemenza
delle sue preghiere e con la sublimità delle sue virtù. Il mondo – dice
sant’Agostino – era indegno di ricevere il Figlio di Dio direttamente dalle
mani del Padre. Questi l’ha dato a Maria perché il mondo lo ricevesse per
mezzo di lei 
1.

Il Figlio
di Dio si è fatto uomo per la nostra salvezza, ma in Maria e per mezzo di
Maria.

Dio Spirito Santo ha formato Gesù Cristo in Maria, ma dopo averle chiesto
il consenso per mezzo di uno dei primi ministri della sua corte 
2.



2. Nei misteri della redenzione



[17] Dio Padre ha comunicato a Maria la propria fecondità, per quanto
ne era capace una semplice creatura, per darle il potere di generare il suo Figlio
e tutti i membri del suo corpo mistico.



[18] Dio Figlio è disceso nel grembo della Vergine, come nuovo Adamo nel paradiso
terrestre, per compiacersi in esso ed operarvi in segreto meraviglie di grazia. Questo
Dio-uomo ha trovato la propria libertà nel vedersi racchiuso nel seno di lei.
Ha fatto sfoggio della propria forza nel lasciarsi portare da questa fanciulla. Ha
trovato la propria gloria e quella del Padre nel nascondere i suoi splendori a tutte
le creature di quaggiù, per manifestarli solo a Maria. Ha glorificato la propria
indipendenza e maestà nel dipendere da questa amabile Vergine nella concezione,
nella nascita, nella presentazione al tempio, nei trent’anni di vita nascosta, anzi
nella sua stessa morte, alla quale doveva essere presente, per compiute dall’Incarnata
Sapienza nella sua vita nascosta Gesù Cristo rese maggior gloria a Dio suo
Padre con la sua sottomissione a Maria per trent’anni, che non gliene avrebbe data
convertendo tutta la terra con i più grandi miracoli Oh, come si glorifica
altamente Dio quando, per piacergli, ci sottomettiamo a Maria, sull’esempio di Gesù
Cristo, nostro unico modello.



[19] Se esaminiamo da vicino i rimanenti anni della vita di Gesù Cristo, vedremo
che egli ha voluto cominciare i suoi miracoli per mezzo di Maria. Con la parola di
Maria, infatti, ha santificato san Giovanni ancora nel seno della madre santa Elisabetta 
3: non appena Maria ebbe parlato,
Giovanni fu santificato; e questo è il primo e più grande miracolo
nell’ordine della grazia. All’umile preghiera di Maria, nelle nozze di Cana 
4, egli ha cambiato l’acqua in vino,
ed è il suo primo miracolo nell’ordine della natura. Gesù Cristo ha
cominciato e continuato i suoi miracoli per mezzo di Maria e per mezzo di Maria li
continuerà sino alla fine dei secoli.



[20] Lo Spirito Santo, che è sterile in Dio, cioè non da origine ad
un altra persona divina, è divenuto fecondo per mezzo di Maria da lui sposata.
Con lei, in lei e da lei egli ha realizzato il suo capolavoro, che è un Dio
fatto uomo, e tutti i giorni, sino alla fine del mondo, dà vita ai predestinati
e ai membri del corpo di questo Capo adorabile.

Perciò, quanto più lo Spirito Santo trova Maria, sua cara e indissolubile
Sposa, in un’anima, tanto più diviene operoso e potente per formare Gesù
Cristo in quest’anima e quest’anima in Gesù Cristo 
5



[21] Non
si vuol dire con questo che la Vergine Maria dia allo Spirito Santo la fecondità,
come se non l’avesse. Essendo Dio anch’egli come il Padre e il Figlio, ha la fecondità,
ossia la capacità di generare quantunque non la riduca in atto, dal momento
che non dà origine ad altra persona divina. Si vuole soltanto dire che lo
Spirito Santo, tramite la Vergine Maria, di cui ama servirsi pur senza averne assolutamente
bisogno, traduce in atto la propria fecondità, producendo in lei e per mezzo
di lei Gesù Cristo e le sue membra.

O mistero di grazia sconosciuto anche ai più dotti e spirituali fra i cristiani!


NOTE


1
AGOSTINO (inter opera), PL 38, 1074; PL 40, 1191-1192.

2 Con il suo ripetuto riferimento alla Trinità, il Montfort
vede Maria nella sua intima realtà del tutto dipendente e orientata al Padre
al Figlio e allo Spirito Santo. Questa prospettiva trinitaria è giudicata
intrinseca ed essenziale dalla Marialis cultus di Paolo VI, in piena sintonia
con il Concilio Vaticano II: «È sommamente conveniente, anzitutto, che
gli esercizi di pietà verso la Vergine Maria esprimano chiaramente la nota
trinitaria e cristologica, che in essi è intrinseca ed essenziale» (MC
25).

3 Lc 1, 41-44.

4 Gv 2, 1-12.

5 Talvolta si rimprovera alla pietà mariana cattolica di
attutire il culto dello Spirito Santo o di non far emergere la sua azione che sarebbe
sostituita da Maria. Tale accusa non vale per la Chiesa e in particolare per il Montfort
che unisce indissolubilmente Maria allo Spirito Santo in tutta l’opera della salvezza.
Cf S. DE FIORES, Le Saint-Esprit et Marie chez Grignion de Montfort,
in Cahiers marials 20 (1975), n. 99, pp. 195-216. Il titolo di «Sposa
dello Spirito Santo», che il Montfort attribuisce a Maria, non messo in evidenza
dal Vaticano II, risale, in Occidente, a S. Francesco d’Assisi ed è stato
valorizzato dalla Marialis cultus (n. 26) e dalla Redemptoris Mater (n.
26).











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