L’unico ecumenismo possibile

Miscellanea


L’unico possibile
cammino verso l’unità:

«l’Ecumenismo del ritorno»


di Jean-Marie de la Croix















Qual è il primo doveroso passo verso l’Unità?



Il primo passo verso l’Unità dei cristiani è “la preghiera e la
carità”

Oggi l’ecumenismo della Preghiera è largamente praticato in tutte le
Chiese: ci basti ricordare “l’ottavario e la settimana di preghiere per l’unità
dei Cristiani” ma anche le numerose congregazioni religiose che hanno dedicato
la loro esistenza a pregare per l’Unità.

Negli ultimi decenni ha fatto grandi progressi anche l’ecumenismo della Carità,
come la cancellazione delle reciproche scomuniche del passato; gli incontri sempre
più frequenti tra Responsabili delle varie Chiese; la sensibilizzazione del
popolo cristiano; la richiesta di perdono a Dio (questo, fin’ora, da parte della
sola Chiesa Cattolica) per le mancanze commesse nel passato. ecc. Tutti gesti che
hanno di fatto rimosso tante diffidenze ed incomprensioni.



Perché non ci può essere vero Ecumenismo senza il riconoscimento,
da parte di tutti, dell’unica Verità?



Se la preghiera e la carità fraterna sono “premesse” necessarie
per il raggiungimento dell’Unità, questa però “consiste oggettivamente”
nella condivisione dell’unica Verità cristiana.

L’Unità dei cristiani si fonda sulla condivisione di tutta la Verità
che Cristo ha consegnato alla Chiesa da Lui fondata, e non sulla facile messa in
luce di ciò che già ci unisce.

Ecco un esempio tratto dalla storia della scienza: se la verità è che
la terra gira attorno al sole, io non potrò mai collaborare scientificamente
con chi sostiene che è il sole a girare attorno alla terra: prima devo condurlo
a riconoscere la verità, e solo dopo potrò associarlo a me nella ricerca
scientifica.

Ed ecco un altro esempio tratto dalla storia della Chiesa: Gesù ci ha rivelato
di essere personalmente il Figlio di Dio per natura; invece il prete alessandrino
Ario, nel 313, affermò che Gesù non è Figlio di Dio, ma una
semplice creatura del Padre. In tal modo Ario, rifiutando la Verità, ha rotto
anche l’Unità della Chiesa, unità che non è stato possibile
ricostruire perché Ario non volle ritornare alla Verità.

Ecco perché non può esserci Unità senza Verità; ed ecco
perché l’oggetto e il fine dell’Ecumenismo è la comune condivisione
dell’unica Verità che Cristo ha rivelato alla Chiesa.



Un po’ di storia: a chi Gesù Cristo ha consegnato la sua Verità
divina?



Ora ci chiediamo: dove possiamo trovare integra e intatta la Verità rivelata
da Cristo?

Senza dubbio nella Chiesa primitiva, quella fondata da Gesù e illuminata
dalla effusione dello Spirito Santo alla quale – come riconoscono gli stessi Riformatori
– Gesù ha consegnato la Verità divina dicendo agli Apostoli: «Andate
in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura» (Marco 16,15).

Ebbene, è un fatto storico che la Verità divina consegnata da Gesù
alla sua Chiesa si è conservata intatta nella Chiesa “Cattolica”
per undici secoli, se prescindiamo da alcune eresie condannate dai primi 5 Concilî,
ed oggi assai ridotte di numero.


























































































































































































































































































































































Secolo di origine

Confronta
l’unica Chiesa di Cristo

Cattolica Apostolica Romana

con le altre denominazioni cristiane






 La discesa
dello Spirito Santo, nel giorno di Pentecoste



1


2


3 


4


5


6


7


8


9


10


11


12


13


14


15


16


17


18 


19


20

21

Secolo/Religione

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Cattolici
. . . . . . . . . . Gnostici
. . . . . . . . Manichei
. . . . Ariani
. . . . . . . . . . . Ortodossi
. . . . . . Luterani
. . . . . . Episcopaliani
. . . . . . Calvinisti
. . . . . . Presbiteriani
. . . . . Battisti
. . . . . Quaccheri
. . . . Metodisti
. . . Test.
di Geova



Le grandi
divisioni, che ancor oggi lacerano l’Unità della Chiesa, sono avvenute nell’undicesimo
secolo
con l’uscita dalla Chiesa Cattolica delle Chiese orientali denominatesi
“Ortodosse” e nel sedicesimo secolo con l’uscita delle cosiddette
chiese “Riformate” sia Luterane (Protestanti) che Calviniste ed Anglicane.

Ciò significa che fino all’XI e al XVI secolo le Chiese oggi separate dall’Unica
Chiesa Cattolica fondata da Gesù (ossia le Ortodosse e le Riformate), hanno
condiviso tutta la Verità ad Essa consegnata da Cristo; e significa pure che
le loro nuove dottrine sono oggettive deviazioni dalla Verità divina nella
quale avevano fino ad allora creduto.



Come può allora realizzarsi l’Unità delle Chiese Cristiane?



«In materia di fede, il compromesso è in contraddizione con Dio che
è Verità. Nel Corpo di Cristo, il quale è «Via, Verità
e Vita » (Gv 14, 6), chi potrebbe ritenere legittima una riconciliazione attuata
a prezzo della verità?
».

Con queste parole l’Enciclica “Ut unum sint” (n. 18) ci orienta nella scelta
della via da seguire per realizzare l’Unità, che è la via della
Verità
.

Vediamo come.

L’Ecumenismo
del ritorno

Considerando
che il doloroso fenomeno della divisione è stato un allontanamento dalla Verità
che Cristo ha consegnato alla sua Unica Chiesa, la riunione dei Cristiani non potrà
realizzarsi che con un ritorno delle Chiese separate alla Verità divina che
la Chiesa Cattolica ha conservata intatta fin dall’inizio.

Questo ‘Ecumenismo del ritorno” non ha nulla di umiliante per le Chiese che
vogliono ritornare alla Verità della loro stessa origine, né nulla
di triofalistico per la Chiesa Cattolica. In questo “ritorno” è
Cristo, e Lui solo, che trionfa.

E questo è anche il pensiero della Chiesa. Pio XI nella Enciclica “Mortalium
animos” del 6 gennaio 1928, già così si esprimeva:

«L’unico modo possibile di favorire l’unità dei cristiani è di
agevolare il ritorno dei dissidenti all’unica vera Chiesa di Cristo» (n. 10).

E continuava:

«Quanto questo ritorno Ci sta a cuore e quanto desideriamo che lo sappiano
tutti i Nostri figli, non soltanto i cattolici ma anche quelli da Noi separati!»
(n. 11).

L’Ecumenismo
della complementarietà

Un’altra
strada per ristabilire l’unità dei Cristiani nell’unica Verità rivelata
da Gesù Cristo è quella proposta da una forte corrente ecumenica. strada
che possiamo chiamare “Ecumenismo della complementarietà “, ma che
in realtà è un falso ecumenismo, come dimostreremo qui di seguito.

Il più autorevole sostenitore di questo Ecumenismo è il Card. Walter
Kasper, Prefetto del Pontificio Coniglio per la Promozione dell’Unità dei
Cristiani. Ecco come lo stesso Cardinale lo espone in un lungo studio apparso sull’Osservatore
Romano del 20 gennaio 2000, sotto il titolo “La dichiarazione congiunta stilla
dottrina della Giustificazione: un motivo di speranza”.

Il Cardinale comincia col rigettare l’Ecumenismo del ritorno:

«Prima del Concilio Vaticano Il (1962-1965), la Chiesa cattolica intendeva
il ristabilimento dell’unità dei cristiani esclusivamente nei termini di un
“ritorno dei nostri fratelli separati alla vera Chiesa di Cristo… dalla quale
essi si erano una volta malauguratamente separati”. Fu questa l’espressione
usata da Pio XI nella sua Enciclica “Mortalium aninios” del 1928.

Il Concilio Vaticano II doveva porre in essere un radicale cambiamento. Esso riconosceva
una responsabilità della Chiesa cattolica per la divisione dei cristiani e
sottolineava che il ristabilimento dell’unità supponeva una conversione, degli
uni e degli altri, al Signore. Al vecchio concetto dell’ecumenismo del ritorno, è
stato sostituito quello di un itinerario comune, che orienta i cristiani verso il
traguardo della comunione ecclesiale intesa come una unità nella diversità
riconciliata (n° 1)».

È bene qui chiarire che l’espressione “unità nella diversità
riconciliata” è così spiegata dalla Enciclica “Ut unum sint”:
«l’unità è la piena unità nella Fede; mentre le diversità
sono le diverse tradizioni liturgiche, spirituali e disciplinari proprie delle singole
Chiese; diversità legittime, che non si oppongono all’unità [di Fede]
della Chiesa» (Ut unum sint, n° 54).

Più avanti (al n° 3) il Card Kasper ribadisce nuovamente che «una
comprensione cattolica dell’unità definita come “ecumenismo del ritorno”
non è più applicabile alla Chiesa cattolica dopo il Concilio Vaticano
II».

A parte il fatto che, a quanto ci risulta, in nessun documento del Concilio Vaticano
II o ad esso posteriore, viene negata la dottrina “dell’ecumenismo del ritorno”,
ci appare incomprensibile quanto il Cardinale annuncia circa il nuovo Ecumenismo
che dovrebbe portare all’unione:

«L’Ecumenismo è un dialogo nella carità e nella verità.
Penetrando più profondamente nella verità, la propria tradizione è
vista in una nuova luce. Dove abbiamo visto dapprima una contraddizione possiamo
vedere una posizione complementare» (n° 4).

Questa ultima frase è importantissima e definisce ciò che possiamo
chiamare “Ecumenismo della complementarietà”.

Secondo questa “via”, l’unione nella Verità (perché questa
è l’unione cui deve tendere il vero Ecumenismo!) sarà raggiunta se
da una parte i Cattolici e dall’altra – poniamo – i Luterani, si sforzeranno di penetrare
profondamente nelle loro Verità fino a vedere la propria Tradizione in uno
nuova luce.

Allora, dove prima avevano visto una contraddizione (tra le due Tradizioni ossia
tra le due Verità) potranno vedere una posizione complementare.

Ora non si comprende come “penetrando profondamente” in due “verità
tra loro contraddittorie”, sia possibile giungere a vederle “in una nuova
luce”, vale a dire come verità “complementari ” l’una all’altra.



Facciamo un esempio di tale impossibilità:



1) la Chiesa Cattolica afferma che il Battesimo toglie il peccato e dona la Grazia
Santificante
.

2) il Luteranesimo invece afferma che il Battesimo non toglie il peccato e non
dona la Grazia santificante
.



Ci si deve allora chiedere: è possibile, “penetrando profondamente ”
in queste due diverse “verità” giungere a una sintesi che le renda
complementari l’una all’altra?

L’Ecumenismo della complementarietà dice di sì; ma il buon senso e
la logica dicono di no, perché le due “verità” non sono solo
“contrarie” tra loro, ma “contraddittorie”.

Spieghiamoci meglio ricorrendo al noto “quadrato semiotico”:





“Vita” e “morte” sono due concetti contrari: tra di essi è
possibile una situazione mediana, come “più morto che vivo”.

Ma “vita” e “non vita” oppure “morte” e “non morte”
sono concetti contraddittori, tra i quali non c’é via di mezzo perché
l’uno è la negazione logica dell’altro e pertanto non è possibile tra
essi una mediazione, una complementarietà.

Ora la stessa cosa avviene tra le dottrine cattolica e luterana sopra ricordate:



“Grazia”
e “peccato” sono concetti contrari, tra i quali è possibile una
via di mezzo, come uno che è più o meno peccatore.

Ma tra “Grazia” e “non Grazia” oppure tra “peccato”
e “non peccato” non c’è via di mezzo perché sono concetti
contraddittori tra loro.

Ne deriva che tra la dottrina cattolica sul Battesimo (che dà la Grazia e
toglie il peccato) e quella luterana (che lascia il peccato e non dà la Grazia),
essendo “contraddittorie” non sarà mai possibile una “complementarietà”!

Parlando più in generale si deve dire che la verità non può
mai essere “complementare” alla non-verità: se il Purgatorio esiste,
non può non esistere: e se Cristo è presente nell’Eucaristia (anche
dopo la manducazione) non può essere non-presente.

A questo proposito vogliamo riportare la testimonianza che il Card. Karl Lehman,
Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, ci offre nel suo recentisimo libro:
“Il tempo di pensare a Dio” (Brescia, 2001) a pag. 128:

«Non di rado ho visto in chiese evangeliche rimettere tra il pane ‘normale’
resti consacrati del Corpo di Cristo e gettare semplicemente via il Sangue consacrato
del Signore. Prima, quando insegnavo teologia, ho anche seguito alcune conversioni
di pastori evangelici. Essi si sono convertiti in parte proprio perché si
vedevano costretti ad agire così».

Questo ci dice che l’Ecumenismo “della complementarietà” è
una pura illusione. Una illusione della quale, purtroppo, si nutre oggi gran parte
dell’ecumenismo anche cattolico e che è la vera ragione degli insuccessi fin
qui registrati.

Anzi, tale “ecumenismo”, tendendo alla ‘fusione” di Verità
contraddittorio, è anche teoricamente impossibile.

A meno che si sia disposti a manipolare la Verità Cattolica falsandola allo
scopo di farla coincidere con la non-verità dei Fratelli Separati. Ma questo
sarebbe puro anti-ecumenismo: sarebbe tradimento della Verità e quindi tradimento
dell’Unità.

Noi speriamo, con questo piccolo libro, di aver convinto il Lettore che il vero Ecumenismo,
il solo voluto da Cristo – ed anche per questo il solo realisticamente possibile
– è quello che la Chiesa ha chiamato “del ritorno”, la cui espressione,
se pensiamo possa urtare la sensibilità dei nostri Fratelli Separati, potremmo
(senza però mutarne il contenuto) ingentilire in quest’altra: “della
riunione”: della “riunione” loro con la Chiesa Madre dalla quale ricevettero,
fin dall’inizio, e condivisero per secoli, la Verità e la Vita di Cristo.





testo riadattato
tratto da: Jean-Marie de la Croix, Elogio dell’Ecumenismo del Ritorno, Pessano:
Mimep-Docete, 2001, pp. 80-91