L’anima di ogni apostolato (epilogo)

Combattimento spirituale

«L’anima
di ogni apostolato
»

di
Dom Jean-Baptiste Gustave Chautard












Capii
che solo l’amore spinge all’azione le membra della Chiesa e che, spento questo amore,
gli apostoli non avrebbero più annunciato il vangelo, i martiri non avrebbero
più versato il loro sangue

(S.Teresa del Bambino Gesù)






Epilogo*


È ai piedi
del trono di Maria Immacolata che depongo questo modesto lavoro.


Il perfetto modello
dell’apostolato, amiamo meditarlo nel Cuore della Beatissima Vergine, quale ce lo
raffigura il dipinto bizantino del VI secolo riprodotto su questo libro.


La Madonna porta
nel suo petto il Verbo Incarnato, circondato da un alone luminoso. Come l’eterno
Padre, ella conserva sempre in sé quel Verbo che ha donato al mondo. Secondo
l’espressione di Rohault de Fleury, il Salvatore brilla al centro del suo petto
come una Eucaristia dai veli ormai squarciati. Gesù vive in lei; Egli
è il suo cuore, il suo respiro, il suo centro e la sua vita: ecco una immagine
della vita interiore.


Ma il divino Fanciullo
svolge il suo apostolato. Il suo atteggiamento, il rotolo del Vangelo che tiene nella
mano sinistra, il gesto della sua mano destra, il suo sguardo: tutto indica che insegna.
E la Vergine si unisce alla sua parola. L’espressione del viso sembra dire che anch’ella
vuole parlare. I suoi grandi occhi aperti cercano anime alle quali poter comunicare
suo Figlio: ecco una immagine della vita attiva mediante la predicazione e l’insegnamento.


La sue mani tese
come quelle degli oranti nelle catacombe, o del sacerdote che offre la santa Vittima,
ci ricordano che la nostra vita interiore sarà profonda e il nostro apostolato
sarà fecondo soprattutto mediante la preghiera e l’unione al Sacrificio di
Gesù.


Maria vive di
Gesù, mediante Gesù, della sua vita, del suo amore, dell’unione al
suo Sacrificio; e Gesù parla in lei e mediante lei. Gesù è la
sua vita ed ella è il porta-Verbo, il portavoce, l’ostensorio di Gesù.


È in questo
modo che l’anima, votata a quell’opera per eccellenza che è l’apostolato,
deve vivere di Dio allo scopo di poter efficacemente parlare di Lui. La vita attiva,
ripetiamolo un’ultima volta, non dev’essere altro in essa che il traboccamento della
vita interiore.




Appendice
I




Spiegazione
di alcuni termini usati nel libro


(a cura del
traduttore)


Americanismo


Movimento sorto
negli Stati Uniti, alla fine dell’Ottocento, dalle idee del padre Hacker, fondatore
della Società dei Missionari Paolisti. Ispirandosi al pragmatismo americano
e al protestantesimo liberale, esso cercava di adattare la religione cattolica alle
esigenze della civiltà moderna. La morale veniva pertanto mitigata
e il dogma relativizzato. Ricercando una ispirazione diretta dallo Spirito
Santo e anteponendo la natura alla grazia, le virtù passive (obbedienza,
castità…) venivano quindi screditate a vantaggio delle virtù attive
(apostolato, impegno sociale). Il movimento venne condannato espressamente da Papa
Leone XIII nella lettera Testem benevolentiae al card. Gibbons (1899). Le
tendenze americaniste verranno poi rinnovate dalla eresia modernista, condannata
da san Pio X con la enciclica Pascendi (1907) e dal progressismo cattolico,
condannato da Pio XII con l’enciclica Humani generis (1952). (Cfr. mons. O’
Connel, L’américanisme d’aprés le p. Hecker, Paris 1897; mons.
H. Delassus, L’americanisme et la conjuration antichrétienne, Paris
1900).


Causa efficiente


È ciò
in forza del quale un ente esiste o agisce. Quando un ente non ha in sé la
ragione proporzionata del proprio esistere, vuol dire che la riceve da una causa.


Causa esemplare


È il modello
(interiore o esteriore) ad imitazione del quale un agente produce un suo effetto.
(cfr. C. Fabro, Partecipazione e causalità, S.E.I., Torino 1961)


Causa finale


È l’oggetto
al quale un ente tende, desiderandolo come suo bene, al fine di perfezionarsi.


Cause seconde


Sono quelle cause
che agiscono solo in dipendenza da una causa prima, cioè superiore.
(Sulla causa in genere, cfr. C. Fabro, voce Causa, in Enciclopedia
Cattolica,
Città del Vaticano 1950, vol. III, coll. 1183-1189)


Concupiscenza


È il desiderio
passionale di possedere e godere i beni terreni, specialmente materiali. Dopo il
peccato originale, esso opera nell’uomo in maniera tendenzialmente disordinata, ossia
contro la ragione. San Giovanni Evangelista (1Gv. 2, 16) insegna che la concupiscenza
disordinata è triplice: concupiscenza degli occhi, concupiscenza della carne
e superbia della vita.


Ex opere
operantis


È l’atto
considerato nel suo agente, ossia nel valore morale conferitogli dalla persona che
lo compie. Ad esempio: la preghiera vale solo relativamente alle disposizioni di
chi la dice.


Ex opere
operato


È l’atto
considerato in sé, indipendentemente dal valore morale che gli può
conferire la situazione di chi lo compie. Ad esempio: nei Sacramenti, il rito viene
considerato nella sua validità oggettiva e nei suoi effetti automatici e necessari
garantiti dalla promessa del Redentore, indipendentemente dal valore morale del celebrante.


Grazia attuale


È l’influsso
soprannaturale operato da Dio nell’anima, ma occasionale e passeggero, per favorire
la santificazione del fedele che lo riceve nella sua situazione concreta. Ad esempio:
illuminazioni, consigli, stimoli, attrazioni. In questo modo Dio muove l’anima a
compiere atti salvifici.


Grazia santificante


È un dono
soprannaturale dato da Dio all’anima, ma abituale e duraturo, per renderla somigliante
a Dio in santità (giustificazione) e per farla diventare amica di Dio, finché
essa non commette un peccato mortale. (Sulla grazia in genere, cfr. J. Daujat, Il
cristiano e la grazia,
Ed. Paoline, Roma 1960; M. Scheeben, Le meraviglie
della grazia divina,
Morcelliana, Brescia 1958)


Naturalismo


Tendenza filosofica
secondo la quale non esisterebbe nulla al di fuori della natura; quindi, Dio viene
negato oppure ammesso solo come origine di una realtà che Egli non potrebbe
modificare né tantomeno elevare. Il N. nega il soprannaturale, includendolo
nel naturale, e quindi nega la fede, includendola nella ragione. In pratica, l’uomo
dovrebbe quindi regolarsi solo in base alla propria ragione, esaudendo solo i bisogni
della natura. Il naturalismo è stato affermato da correnti filosofiche, come
l’Umanesimo, il razionalismo e il positivismo, e politiche come il liberalismo e
il socialismo (cfr. P. Emmanuel, Le naturalisme, D.P.F., Chiré 1998).


Orazione
affettiva


È la preghiera
svolta non con le labbra ma con gli affetti che sgorgano dal cuore, esprimendo il
proprio amore per Dio aldilà di ogni discorso (cfr. S. Francesco di Sales,
Filotea, II, c. 6). In questo modo l’anima penetra amorosamente nei misteri
divini, supplendo alla scarsa conoscenza razionale di Dio. (cfr. H. Pinard de la
Boullaye, L’oraison mentale à la portée de tous les fidèles,
Paris 1949)


Orazione
di semplicità


È la preghiera
in cui gli affetti dell’anima sono ridotti al minimo o concentrati in uno solo, al
fine di poter approfondire una verità divina. È tipica delle anime
progredite nella vita spirituale e consiste più nell’ascoltare Dio che nel
parlargli. (cfr. A. Tanquerey, L’oraison de simplicité dans les rapports
avec la contemplation,
Paris 1921)


Orazione
infusa


È la preghiera
in cui non è più l’uomo a parlare con Dio, ma Dio con l’uomo. In essa
Dio opera nell’anima indipendentemente dagli atti di questa, anzi limitandoli al
massimo per farsi sentire meglio. È il livello più alto di orazione,
quello dei perfetti. (cfr. J. de Guibert, Theologia spiritualis, Roma 1946)


Matrimonio
spirituale


È il più
alto grado di contemplazione infusa, che realizza l’unione perfetta dell’uomo a Dio,
celebrandola con mistiche nozze che introducono l’anima nella vita intima della Ss.ma
Trinità. Questa unione è detta trasformante, perché
trasforma l’anima a somiglianza di Dio. (cfr. R. Garrigou-Lagrange, Perfection
chrétienne et contemplation,
Paris 1960)


Purificazione
passiva


Mentre la purificazione
attiva è la mortificazione fatta dall’anima su sé stessa – eliminando
gli ostacoli che si oppongono alla perfezione spirituale (peccati, vizi, passioni
disordinate) – la purificazione passiva è l’azione fatta da Dio sull’anima,
manifestandone le imperfezioni e le tendenze naturali, purificandole a fondo e spingendo
l’anima a rinunziare a sé stessa (S. Giovanni della Croce, Notte oscura,
I, 1). Dapprima vengono purificati i sensi, poi gli affetti (cfr. card. Vivès
y Tuto, Tractatus de purgationibus passivis, Ratisbona 1908)


Unione trasformante


Vedi: Matrimonio
spirituale.


Via illuminativa


È la strada
che devono seguire i proficienti nella loro vita spirituale, lasciandosi illuminare
da Dio sullo stato della loro anima, sulla loro missione, sul loro fine ultimo. È
il secondo stadio del progresso spirituale.


Via purgativa


È la strada
che devono seguire i principianti nella loro vita spirituale, purificandosi dai loro
peccati, vizi e passioni disordinate mediante la mortificazione. È il primo
stadio del progresso spirituale. (Sulle tre vie, cfr. R. Garrigou-Lagrange,
Les trois conversions et les trois voies, Paris 1951)






Appendice
II




Autori
poco noti citati nel libro


Abelardo


Filosofo e teologo
bretone (1079-1142). Pur essendo uno dei chierici fondatori della Scolastica medioevale,
la sua superbia e la sua brama di successo lo spinsero a vivere disordinatamente
e ad affermare errori contro la fede, esagerando il ruolo della ragione umana nella
conoscenza dei misteri divini. Per influenza di san Bernardo di Chiaravalle e di
Guglielmo di Saint-Thierry, A. venne condannato dapprima dal Concilio di Soissons
(1121) e poi dal Concilio di Sens (1141). Alla fine della vita si pentì e
si riconciliò con la Chiesa, per opera del venerabile Pietro abate di Cluny.
(Cfr. C. Ottaviano, Abelardo, Bocca, Torino 1940)


Allemand,
Jean-Jacques


Sacerdote francese
(1772-1836). Nato a Marsiglia, nel 1799 vi fondò l’Opera per la Gioventù,
restaurando nella sua patria le opere di assistenza giovanile e ispirando una nuova
spiritualità apostolica in favore degli umili. La sua opera fu proseguita
poi dal padre Timon-David (vedi voce). (Cfr. J.J. Gaduel, Le directeur de la jeunesse:
l’abbé Allemand,
Lecoffre, Paris 1867)


Alvarez
De Paz, Diego


Missionario gesuita
spagnolo (1560-1620). Nato a Toledo, allievo del celebre Vàsquez, fu inviato
in Perù, dove cristianizzò gli indigeni neo-convertiti lottando contro
l’idolatria. Diventato rettore dei collegi di Quito e di Cuzco, e poi di quello di
Lima, fu maestro di vita spirituale e primo teorico dell’orazione affettiva. Fra
le sue opere: De exterminatione mali et promotione boni (1613); De studio
orationis
(1617); De vita spirituali ejusque perfectione (1618).


Bourdaloue,
Jacques


Predicatore belga
(1632-1703). Nato a Bourges, la sua grande pietà ed eloquenza lo fecero diventare
uno dei più ascoltati predicatori dell’epoca, tanto da essere richiesto da
corti e sovrani come Luigi XIV di Francia. I suoi Sermons sono un classico
del genere. (Cfr. R. Daeschler, La spiritualité de Bourdaloue, Louvain
1927)


Caussade,
Jean Pierre de


Gesuita francese
(1675-1751). Fu rettore di istituti gesuiti in Francia (Nancy, Perpignan, Albi).
Si dedicò esclusivamente alla direzione spirituale e alla predicazione degli
esercizi ignaziani. Per le monache visitandine scrisse le Instructions sprittuelles
sur les divers états d’oraison
(1741). Solo nel XIX secolo il suo confratello
p. Ramière scoprì e pubblicò una serie di suoi appunti di direzione
spirituale col titolo L’abbandono alla divina Provvidenza (trad. it. Paoline,
Roma 1990), libro discusso ma di grande successo.


Combalot,
Théodore


Predicatore francese
(1797-1873). Dopo un’adesione giovanile al liberalismo cattolico di Lamennais, si
convertì e passò fra gli intransigenti, collaborando con Veuillot.
Vivace polemista e scrittore, fu imprigionato dal governo massonico per il suo libro
Sur la guerre faite à l’Eglise et à la société par
le monopole universitaire.
Al seguito di mons. Gaume, promosse una campagna contro
la propaganda scolastica dei classici pagani contrapposti a quelli cristiani. Nel
1839 fondò l’Istituto dell’Assunzione, dedicato all’educazione delle giovani.
Le sue Oeuvres oratoires sono state pubblicate postume. (cfr, mons. Ricard,
L’abbé Combalot, missionnaire apostolique, Paris 1892)


De Ravignan,
Gustave Xavier


Pradicatore gesuita
francese (1795-1858). Nato a Bayonne da nobile famiglia, da magistrato diventò
sacerdote e nel 1837 successe al p. Lacordaire come predicatore sul prestigioso pulpito
della cattedrale parigina di Notre-Dame. I suoi famosi quaresimali e ritiri pasquali
suscitarono numerose conversioni. Noto anche come apologista, pubblicò tra
l’altro: Entretiens spirituels (1859); Conférences (1860);
La vie chrétienne d’una dame dans le monde
(1861).


De Sonis,
Gaston


Generale francese
(1825-1887). Nato nelle Antille, formatosi al collegio militare di Saint-Cyr, come
ufficiale combatté a Montebello e a Solferino, poi come generale nella guerra
franco-prussiana del 1870. Si dimise dall’incarico di Comandante a Rennes, per non
cooperare all’espulsione dei religiosi ordinata dal governo massonico; diventò
poi ispettore a Parigi. Celebre apostolo presso i militari in Francia e in Marocco,
esponente del cattolicesimo intransigente, è considerato un maestro di vita
spirituale laicale. (Cfr. mons. L. Baunard, Le général De Sonis
d’après ses papiers,
Paris 1903).


Desurmont,
Achille


Sacerdote redentorista
francese (1828-1898). Nato a Turcoing, docente di teologia pastorale, fu celebre
educatore della gioventù studentesca, diffondendovi la dottrina morale di
sant’Alfonso de’ Liguori. A lui si deve la proclamazione di sant’Alfonso come Dottore
della Chiesa. Fra le sue opere: Le retour continuel à Dieu; La charité
sacerdotale,
Paris 1899.


Donoso Cortés,
Juan


Uomo politico
e studioso spagnolo, marchese di Valdegamas (1809-1853). Dopo una gioventù
passata in simpatia con il liberalismo cattolico, si convertì diventando esponente
del pensiero contro-rivoluzionario, amico di Veuillot. Pur avendo fatto una precoce
e rapida carriera politica, si inimicò gli ambienti governativi europei pubblicando
il celebre Saggio sul Cattolicesimo, il Liberalismo e il socialismo (Madrid,
1850, trad. ital. Rusconi, Milano 1979), in cui denunciava l’opera anticristiana
svolta dal liberalismo e ne preannunciava il compimento nel socialismo. Con la sua
densa Lettera al cardinal Fornari (1852), D. C. preparò la stesura
di quello che poi sarà il Sillabo di Pio IX.


Dupanloup,
Félix Antoine


Vescovo e scrittore
francese (1802-1878). Nato in Savoia, educatore della gioventù, docente di
eloquenza sacra all’Università della Sorbona, accademico di Francia, promosse
le celebri Conferenze parigine di Notre-Dame. Nel 1849 divenne vescovo di Orléans,
distinguendosi nella difesa dell’insegnamento cattolico. Nel 1862 però aderì
al programma cattolico-liberale di Montalembert, attirandosi le critiche del cattolicesimo
intransigente e di Papa Pio IX, e nel Concilio Vaticano I ostacolò la proclamazione
dell’infallibilità pontificia. Fra le sue numerose opere: La pacification
religieuse
(1845); De la haute éducation intellectuelle (1857);
De l’éducation en général (1862).


Du Perron,
Jacques David


Cardinale francese
(1556-1618). Nato in Normandia da famiglia calvinista, studiando i Padri della Chiesa
si convertì al Cattolicesimo, diventò sacerdote e poi vescovo di Evreux
nel 1563. Fu promotore della conversione di Enrico di Navarra dal calvinismo al cattolicesimo;
diventato Enrico IV Re di Francia, questi nel 1595 lo nominò Consigliere di
Stato; nel 1606 il Papa lo elesse a cardinale ed arcivescovo di Sens. Grande erudito
e vivace polemista, difese il Papato dal calvinismo e dal gallicanesimo, come nella
sua celebre controversia pubblica con il calvinista Duplessis-Mornay, a Parigi, che
gli meritò il titolo di Agostino di Francia. (Cfr. P. Feret, Le
cardinal Du Perron
, Paris 1877)


Faber, Frederick
William


Scrittore e predicatore
inglese (1814-1863). Pastore anglicano, nel 1845 si convertì al Cattolicesimo
e diventò uno dei promotori del Movimento di Oxford, che avvicinava
alla vera Chiesa i ceti britannici più elevati. Ordinato sacerdote nel 1847
dal suo amico cardinale Wiseman, instaurò nella sua patria la congregazione
dell’Oratorio, del quale diventò superiore. Considerato un maestro di vita
spirituale, i  suoi sermoni e i suoi scritti, dotati di un singolare senso soprannaturale,
convertirono molti anglicani, specie nel ceto intellettuale e nobiliare. Le sue opere
sono state tradotte in italiano dall’editore Marietti (Torino 1861, 8 vv.).


Giraud,
Sylvain


Missionario francese
della Comunità di La Salette (1830-1888). Apostolo della devozione mariana,
fu predicatore e promotore di ritiri spirituali. Ha scritto numerose opere, tra le
quali: Pratique de la dévotion à Notre Dame (1863); De la
vraie union avec Marie
(1864); De l’union à Jésus Christ dans
sa vie de victime
(1870).


Guéranger,
Prosper


Abate benedettino
francese (1805-1875). Nominato da Gregorio XVI abate di Solesmes nel 1837, restaurò
in Francia l’ordine benedettino, la spiritualità liturgica e soprattutto la
liturgia romana, della quale era grande studioso. Amico e collaboratore del Papa
Pio IX, fu promotore del dogma dell’infallibilità pontificia al Concilio Vaticano
I, esponente del cattolicesimo intransigente e nemico del liberalismo cattolico.
Fra le sue opere ricordiamo: Institutions liturgiques (1851); L’année
liturgique
(1866); L’Eglise ou la société de la louange divine
(1875); Le sens chrétien de l’histoire (postuma). (Cfr. Paul Delatte,
Dom Guéranger abbé de Solesmes, D.P.F., Chiré 1998)


Lacordaire,
Henri Dominique


Predicatore e
scrittore domenicano francese (1802-1827). Dopo una passione giovanile per il cattolicesimo
liberale, con la condanna di Lamennais passò su posizioni più moderate.
Diventato domenicano nel 1839, venne eletto priore provinciale e come tale restaurò
il suo Ordine in Francia. Promosse le conferenze dal pulpito della basilica parigina
di Notre Dame, che tenne per primo con grande successo. Fra le sue opere di scrittore,
ricordiamo: Vie de saint Dominique (1841); Lettres à un jeunehomme
sur la vie chrétienne
(1858); Sermons et allocutions (1884). (Cfr.
H. Noble, Le père Lacordaire apÙtre et directeur, Paris 1908).


Lallemant,
Louis


Gesuita francese
(1588-1635). Direttore spirituale ed educatore della gioventù, preparò
generazioni di gesuiti alle missioni per l’America ed ebbe grande influenza sulla
spiritualità dell’epoca della Controriforma. Rettore del Collegio di Rouen
durante il difficile periodo della guerra del 30 anni, scrisse solo la celebre Vie
et doctrine spitiruelle
(1694, trad. ital. Ed. Paoline, Roma 1980).


Lavigerie,
Charles


Missionario e
cardinale francese (1825-1892). Docente di storia ecclesiastica alla Sorbona, promosse
le missioni nelle colonie francesi, diventando nel 1857 direttore delle Opere per
l’Oriente. Nominato nel 1867 vescovo-cardinale di Algeri e delegato apostolico per
l’Africa Occidentale, promosse l’abolizione della schiavitù. All’epoca di
Leone XIII, fu criticato per i suoi tentativi di riconciliare la Santa Sede col governo
massonico francese.


Lehodey,
Vital


Sacerdote e scrittore
cistercense francese (1857-1948). Entrato nel 1890 fra i trappisti, ne divenne abate
nel 1895; promosse la fondazione di monasteri in Giappone. Maestro di vita interiore,
sviluppò la spiritualità dei doni dello Spirito Santo e dell’abbandono
alla divina Provvidenza. Fu grande amico di dom Chautard. Fra le sue opere: Les
voies de l’oraison mentale
(Paris 1908, trad. it. Le vie dell’orazione mentale,
Marietti, Torino 1932); Le saint abandon (Paris 1919; trad ital. Il santo
abbandono
Ed. Paoline, Roma 1998); Directoire spirituel des cisterciens réformés
(1910).


Lhoumeau,
André Antonin


Sacerdote francese
(1852-1920). Entrato nell’ordine monfortano, nel 1903 ne diventò superiore
generale e ne promosse l’instaurazione in Inghilterra. Apostolo della devozione mariana,
nel 1900 fondò la rivista Revue des Prêtres de Marie.
Fu anche noto musicologo. Fra le sue opere: La vie spirituelle à l’ecole
de saint Louis Grignion de Montfort
(Paris 1902); Les actes de l’oraison selon
saint Thomas
(1913); La Vierge Marie et les apotres des derniers temps
(Tours 1919). (Cfr. F. Fradet, Le père Lhoumeau, Lille 1912).


Mermillod,
Gaspard


Cardinale svizzero
(1824-1982). Celebre predicatore, diventò vescovo di Losanna-Ginevra nel 1873.
Per l’opposizione dei calvinisti, fu costretto all’esilio. Rifugiatosi a Roma, diventò
cardinale e consultore della Congregazione per gli Affari Ecclesiastici, per conto
della quale compì numerose missioni diplomatiche. Esponente del cattolicesimo
intransigente, lottò contro il protestantesimo e il liberalismo. I suoi celebri
sermoni sui doveri sociali del cristiano, tenuti a Parigi tra il 1867 e il 1872,
furono una preparazione prossima dell’Enciclica Rerum novarum di Leone XIII.
Nel 1884 fondò a Friburgo la celebre Unione Internazionale di Studi Sociali,
prestigiosa scuola di dottrina sociale della Chiesa. Fu anche promotore della proclamazione
di san Francesco di Sales come Dottore della Chiesa. Fra le sue opere: De la perpetuelle
virginité de la Mère du Sauveur
(1854); De pauperum operariorumque
sublevanda miseria
(1869); De l’intelligence et du gouvernement de la vie
(1870).


Monsabré,
Jacques Louis


Predicatore domenicano
francese (1927-1907). Esponente del cattolicesimo intransigente, fu grande studioso
e conferenziere. Nel 1857 successe al padre de Ravignan sul pulpito della basilica
parigina di Notre Dame, dove espose e commentò l’intera dottrina cattolica
in una serie di memorabili sermoni; fu anche apprezzato quaresimalista. Dal 1881
fu priore del convento domenicano di Le Havre. Fra le sue opere, tutte tratte dai
suoi discorsi, ricordiamo: Exposition du dogme catholique (trad. ital. Marietti,
Torino 1919, 12 vv.); Discours et panegyriques (Paris 1900); Retraites
pascales
(1907, 9 vv.); Méditations sur le Rosaire (1878); Or
et alliage dans la vie dévote
(1869); La prière (1906);
La Vierge Marie (postuma).


Perboyre,
beato Jean Gabriel


Missionario congregazionista
francese (1802-1840). Dapprima dirtettore del noviziato congregazionista a Parigi,
nel 1835 venne inviato in missione in Cina. Coinvolto nelle persecuzioni scatenatesi
nell’Honan contro il Cattolicesimo, venne catturato nel 1839 e poi condannato a morte
dal viceré per strangolamento. Nel 1889 fu proclamato beato da Leone XIII
per la sua professione della fede; la sua festa cade il 7 novembre.


Ratisbonne,
Théodore


Sacerdote francese
(1802-1884). Nato a Strasburgo da famiglia ebraica, si convertì al cattolicesimo
nel 1827, precedendo in questo il suo fratello Alphonse, al quale apparve la Madonna
a Roma nel 1830. I due fratelli fondarono a Parigi, nel 1843, la Congregazione Nostra
Signora di Sion, dedicata alla conversione degli ebrei. A differenza del fratello,
Théodore operò soprattutto in Francia, dove promosse anche la Confraternita
delle Madri Cristiane. Fra le sue opere di studioso, ricordiamo: Histoire de saint
Bernard et de son siècle
(Paris 1840, 2 vv.); Manuel de la mère
chrétienne
(Paris 1859); La question juive (Paris 1868); Le
Pape
(Paris 1870).


Rohault
de Fleury, Claude


Sacerdote e scrittore
cistercense (1640-1723). Nato a Parigi da nobile famiglia, fu dapprima celebre giurista,
poi diventò sacerdote e monaco cistercense per influenza dell’amico Bossuet.
Abate di Loc-Dieu prima e di Notre Dame d’Argenteuil poi, ebbe grande successo come
educatore e direttore spirituale della gioventù, diventando confessore del
futuro Re Luigi XV. Eletto all’Accademia di Francia nel 1696, scrisse numerose opere
di erudizione giuridica, storica e soprattutto morale. Ricordiamo: Catéchisme
historique
(1683); Le soldat chrétien (1686); Discours sur la
prédication
(1688); Les moeurs des chrétiens (1690); Les
devoirs des maitres et des domestiques
(1691); varie vite di santi.


Rousseau,
Jean Jacques


Filosofo e scrittore
svizzero (1712- 1778). Nato a Ginevra da famiglia calvinista, per amore di una sua
protettrice si convertì al Cattolicesimo, ma anni dopo per convenienza ritornò
al calvinismo. Diventato esponente dell’illuminismo francese e collaboratore dell’Encyclopédie,
fece fortuna come abile scrittore di opuscoli e romanzi sentimentali che inneggiavano
alla natura e rifiutavano la civiltà. La sua opera di pedagogo contrastò
con la scelta di abbandonare all’orfanatrofio i suoi 5 figli illegittimi. Il suo
Contratto sociale fu il libro ispiratore del giacobinismo e del Terrore. La
sua celebre Professione di fede diventò poi la radice del romanticismo
religioso e del modernismo. Tendenzialmente anarchico, fece vita da vagabondo e da
mantenuto, finendo i suoi giorni oppresso da manìe di persecuzione e quasi
pazzo. Contro di lui scrissero valorosi apologisti cattolici, come Valsecchi, Muzzarelli,
Bergier e il cardinale Gerdil. (Cfr. B. Groethuysen, Jean-Jacques Rousseau,
Paris 1949; J. Maritain, Tre riformatori, cap. III: Rousseau o il santo
della Natura,
Morcelliana, Brescia 1980)


Suarez,
Francisco


Teologo e scrittore
gesuita spagnolo (1548- 1617). Nato a Granada da nobile famiglia, fu docente a Salamanca
e Segovia, poi al Collegium Romanum di Roma, infine a Coimbra in Portogallo. Si distinse
nelle maggiori controversie dell’epoca, da quella sulla grazia a quella sull’autorità
politica e religiosa. Scrisse di teologia, filosofia e mistica, ma fu anche maestro
del pensiero giuridico e uno dei fondatori del diritto internazionale. Difese la
posizione cattolica dalle pretese assolutistiche di Giacomo I d’Inghilterra (1613).
Fu definito dottore esimio da Papa Paolo V. Fra le sue numerose opere
ricordiamo: De mysteriis vitae Christi (1592); De Sacramentis (1595);
De virtute et statu religionis (1609); De gratia Dei (1617); De
legibus
(1617); Difesa della fede cattolica dagli errori della setta anglicana
(1613). (Cfr. F. Klimke, Historia de la filosofìa, Labor, Barcelona
1947, pp. 325-338; F. Copleston, Storia della filosofia, Paideia, Brescia
1980, vol. III, ultimo capitolo).


Saint-Jure,
Jean Baptiste de


Sacerdote gesuita
alsaziano (1588- 1657). Nato a Metz, allievo del p. Lallemant, fu rettore dei collegi
di AlenÁon, Amiens e Parigi. Fondò l’associazione Amici di Gesù
Cristo. Si distinse come maestro dei novizi ma soprattutto come scrittore ed
erudito della spiritualità, studiando le vie ordinarie di santificazione.
Fra le sue numerose opere, segnaliamo: De la connaissance et de l’amour du Fils
de Dieu
(1635); Méditations sur les plus grands mystères de
la Foi (1637); L’homme spirituel
(1646); Directoires sur les principales actions
de la vie chrétienne
(1652); L’union avec N.S. Jésus Christ
(1655); L’homme religieux (1658)


Taigi, beata
Anna Maria


Laica trinitaria,
nata a Siena (1769-1837). Visse a Roma, da semplice madre di famiglia e come domestica
della famiglia Chigi. Terziaria dell’Ordine della Ss.ma Trinità, fece vita
umile e di austera penitenza. Ricevette da Dio singolari doni soprannaturali di sapienza,
discernimento spirituale e di profezia, soprattutto sui gravi problemi religiosi
e politici del tempo. A lei ricorsero vescovi, cardinali, Papi e uomini di Stato
per ricevere consigli. Fu proclamata beata nel 1920 da Benedetto XV; la festa si
celebra il 9 giugno. (Cfr. card. C. Salotti, La beata A.M. Taigi secondo la storia
e la critica,
Roma 1922).


Timon-David,
Joseph Marie


Sacerdote congregazionista
francese (1823-1891). Nacque, visse e morì a Marsiglia, dove proseguì
l’opera del padre Allemand, sviluppandone notevolmente l’apostolato fra i giovani
e gli studenti. Abile educatore, confessore e direttore spirituale, nel 1846, anticipando
i tempi, aveva pronunciato un voto di servitù alla classe operaia,
bisognosa di assistenza spirituale e materiale. Fu fra i promotori delle scuole
popolari. Nel 1876 Pio IX approvò la sua comunità dei Religiosi
del Sacro Cuore. Esponente del cattolicesimo intransigente, fu finanziato dal
conte di Chambord, protetto dal cardinale Mazenod ed amico di dom Guéranger
e del padre Chautard. È in corso il suo processo di beatificazione. Scrisse
poche ma importanti opere, come Méthode de direction des Oeuvres de la
Jeunesse
(1859) e Traité de la confession des enfants (1865). (Cfr.
R. Sauvagnac, La pédagogie spirituelle du pére Timon-David,
Heintz, Orem 1953; J. Chelini, Timon-David au coeur des jeunes, Paris 1988).


Wiseman,
Nicolas


Cardinale e scrittore
inglese (1802-1865). Nato in Spagna da famiglia irlandese, assieme a Newman, Manning
e Faber fu uno dei promotori del Movimento di Oxford, che avvicinò
alla vera Chiesa gli ambienti colti e aristocratici della società anglicana,
favorendo molte conversioni. Divenne celebre come predicatore, conferenziere e scrittore
di opere sulla storia della Chiesa, soprattutto per il suo romanzo storico Fabiola
(Londra 1855). Diventato arcivescovo-cardinale di Westminster, operò la restaurazione
della gerarchia cattolica in Inghilterra.


Wyart, Téophile
Sébastien

Abate cistercense
francese (1839-1904). Dapprima maggiore delle esercito zuavo pontificio, poi eroe
nella guerra franco-prussiana del 1870, diventò infine trappista nel 1877
e fu eletto abate generale cistercense nel 1902. Grande organizzatore, riuscì
a federare le varie comunità riformate in un unico Ordine. Amico di Pio IX
e poi di Leone XIII, assolse vari incarichi per conto della Santa Sede. Fu amico
di dom Chautard. (Cfr. L.A. Fichaux, Dom Sébastien Wyart, Lille 1910).










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*Titolo
originale dell’opera: L’âme de tout Apostolat. Prima traduzione sul
testo critico completo del 1947, a cura di Guido Vignelli.© 2000
Luci sull’Est, Via Castellini, 13/7 – 00197 Roma.
Edizione fuori commercio. Distribuzione gratuita.