La Medaglia Miracolosa e noi

Ave Maria!


Il
dono dell’Immacolata:


la
Medaglia Miracolosa

















La
Medaglia Miracolosa e noi



Che cosa dice a
noi la Medaglia miracolosa? Ci mostra solo i grandissimi privilegi di Maria SS.?
O ci indica anche una via di comportamento? Per chi sa capire tutte le lezioni che
la Medaglia miracolosa offre, è chiaro che essa non ci riguarda solo perché
ci presenta i privilegi sublimi della Madonna, ma vuole anche essere un piccolo programma
di vita cristiana ispirato a quelle verità mariane fecondissime di virtù.
È questo un contenuto di valore della Medaglia, che ne rafforza la potenza
giustamente ritenuta Miracolosa. Infatti, la Medaglia miracolosa e stata
nel corso del tempo un mezzo efficacissimo per ravvivare nel popolo la pratica della
perfetta vita cristiana. E ricordiamo a questo proposito l’associazione delle Figlie
di Maria Immacolata
, che ha posto per suo distintivo la Medaglia miracolosa e
che tante giovani ha preservato da pericoli morali e ha avviato alla santità.
Basti pensare, ad esempio, che S. Teresina di Gesù Bambino apparteneva alle
Figlie di Maria.


È
venuta in nostro aiuto


Non dimentichiamo
che la Medaglia è sorta in un secolo movimentatissimo per l’Europa intera
e difficilissimo per la Chiesa. La Rivoluzione francese faceva sentire ovunque le
sue funeste conseguenze. Con essa ogni principio di autorità proveniente dall’alto
era stato scardinato. Tante anime brancolavano di qua e di là, languendo nel
dubbio della fede, causato dal razionalismo settecentesco. L’uomo si era reso schiavo,
tremendamente schiavo di se stesso, proprio nel momento in cui aveva voluto liberarsi
di Dio. Ma noi dobbiamo lamentare ancor più oggi le teorie aberranti dei contestatori
che hanno scardinato ogni autorità, dei dissacratori che gridano dappertutto
l’autonomia del creato, degli adoratori dell’uomo che proclamano fino all’ossessione
il valore assoluto dell’uomo celebrato e idolatrato, come se l’uomo non fosse più
un povero essere squilibrato, impasto di vergogne innominabili, di passioni animalesche
e di perfido egoismo da rinnegare (Lc 9,2 3 ), da odiare
(Gv 1 2,2 5 ). Quale strazio per un cuore di Madre vedere i Suoi figli andare ciecamente
e follemente alla deriva, a sfasciarsi contro gli scogli, come una nave che non conosce
più la sua rotta! Si mosse allora la Madonna per aiutare i suoi figli. E offrì
loro un mezzo potente e prestigioso, ma apparentemente di nessun conto né
pregio una piccola Medaglia .


Davide
contro Golia


Perché
la Madonna scelse proprio una Medaglia, cioè un mezzo così umile? Rispondiamo:


1-Perché
è nello stile dell’onnipotenza di Dio servirsi di cose inconsistenti per abbattere
quelle che si credono imbattibili. Il piccolo e gentile Davide abbatté il
possente Golia. Dio sceglie ciò che nel mondo è debole per
confondere ciò che è forte. Sceglie ciò che per il mondo non
ha valore e nobiltà, ciò che non è, per ridurre a nulla ciò
che è
(1 Cor 1,27-29). Così, per abbattere la tracotante
superbia dell’uomo che si autoidolatra e l’insania del suo miserabile orgoglio, nulla
di più salutare che un pezzetto di metallo di nessun pregio da portare indosso…
questo pezzetto di metallo di nessun pregio è così simile a quella
pietra che Davide mise nella fionda per abbattere il gigante Golia!


2 -Inoltre,
la scelta di un mezzo così umile fa risaltare interamente la potenza di Dio
e di Maria. Qualsiasi mezzo prestigioso o almeno non così insignificante avrebbe
potuto far credere che i miracoli ottenuti fossero in qualche modo da attribuirsi
ad esso. La piccola medaglina, invece, ha tutta l’inconsistenza delle cose da niente.
Tutto il bene che opera non può che discendere dall’alto (Gc 1,17).


3 -Infine,
una medaglina possiamo tutti procurarcela, anche se molto poveri. Non così
qualcosa di più prezioso. Ed era necessario che si trattasse di un mezzo di
grazia che tutti potessero facilmente avere, perché i bisogni, allora come
oggi, riguardavano l’umanità intera. La medaglina ha realizzato tutti questi
vantaggi insieme costa pressoché nulla, si fa accettare facilmente, insegna
verità fondamentali, richiama alle virtù più vitali e preziose.


Umiltà,
Gratitudine, Penitenza


La Medaglia
miracolosa, presentandoci la Madonna come Immacolata, ci ricorda la verità
fondamentale del peccato originale, verità cui purtroppo, oggi più
che ieri, molti insensati non vogliono credere, pur sperimentandone nelle loro carni
le tremende conseguenze. Altro che nativa bontà dell’uomo
teorizzata nel ‘700 da Gian Giacomo Rousseau! Per riparare quel primo peccato e tutti
i peccati conseguenti, fu necessaria la morte di Gesù, il Verbo Incarnato;
fu necessario il sacrificio di Maria, la Madre di Dio. Povera Madre che dovette dare
la morte a Suo Figlio dopo averGli donato la vita! Questo dobbiamo saper leggere
nella Medaglia miracolosa, in quella Croce, in quei due Cuori sacratissimi, l’uno
circondato di spine, l’altro trafitto da una spada. Da parte nostra, quindi, ci vogliono
umiltà e gratitudine. Umiltà per la nostra cattiveria, per i nostri
peccati che sono la causa di tanto dolore in Gesù e Maria. Gratitudine per
la carità sconfinata che Gesù e la Madonna hanno esercitato verso di
noi, pagando tutto di persona nel tremendo sacrificio del Golgota. Inoltre, dobbiamo
sentirci anche spronati al sacrificio e alla penitenza, per ricambiare, sia pure
in piccola misura, tanta generosità di Gesù e di Maria. La penitenza
è essenziale alla vita cristiana. Se non fate penitenza -disse Gesù-
perirete tutti (Lc 13,5); e ancora Se qualcuno vuol venire dietro
di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua (Mc 8,34).
E quale virtù più necessaria della penitenza potrebbe raccomandarci
la Medaglia miracolosa oggi, in questa società edonista, materialista e carnalista,
tutta protesa solo al benessere e ai piaceri senza limiti?


Amare
e imitare Maria


La Medaglia
miracolosa ci invita ancor di più a riconsiderare i nostri doveri verso Maria
SS., che sono essenzialmente i doveri dei figli verso la loro Madre Celeste. Da quando
Gesù dalla Croce ci affidò alla Madonna nella persona di S. Giovanni
Evangelista (Gv 19,26), Maria non ci ha mai abbandonato. Ha soccorso popoli e nazioni
nei momenti più terribili della loro storia; si è chinata e ha pianto
con ognuno di noi in tante ore difficili che solo noi e Lei conosciamo. Maria è
Madre di tutti e di ognuno in particolare e il Suo amore materno non subisce divisioni
essendo quasi infinito. Ma noi che cosa abbiamo fatto per Lei? Ci siamo veramente
dimostrati Suoi figli affezionati? Questi interrogativi forse ci pesano sulla coscienza
perché scoprono a noi stessi tanta mancanza d’amore verso una Madre così
dolce e sublime. Ebbene, non perdiamo ancora tempo. Ciascuno di noi riprenda o cominci
ad amare Maria. Sentiamola vicina, perché Ella stessa ha voluto sentirci vicini;
sentiamola Mamma, perché Ella ha voluto sentirci figli. Ella è anche
la nostra dolcissima Regina. Ebbene, dobbiamo avere il santo orgoglio di essere Suoi
sudditi, di obbedirLe con gioia in ogni cosa, di combattere generosamente per Lei,
per la Sua gloria, perché Ella possa regnare con Gesù in ogni
cuore che batte sulla terra, come diceva quello splendido cavaliere dell’Immacolata
che fu San Massimiliano Maria Kolbe. In particolare, quando la Madonna si presenta
come Immacolata, vuole da noi soprattutto l’imitazione della Sua purezza verginale.
Oggi Ella vuole che noi, uomini del ventesimo secolo, luridi e sozzi in tanta vita
di lussuria universale, impariamo a guardare di nuovo il cielo, a guardare Lei, la
Sempre Vergine, la Purissima. In ogni sforzo che faremo per amarLa
-ricordiamolo- Ella sarà sempre accanto a noi per aiutarci incessantemente
con tutte le grazie che ci occorrono e di cui Ella è Tesoriera e Dispensatrice.
Quante cose, quindi, la Madonna ci insegna, ci chiede e ci offre con la piccola Medaglia
miracolosa! Portandola addosso bisogna essere consapevoli che, almeno indirettamente
e implicitamente, sia professione di fede in queste verità e ci si impegna
a un comportamento d’amore tutto particolare verso la nostra Celeste Madre e Regina
Immacolata.















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