Florilegio in onore di San Giuseppe

Ite ad Joseph

Florilegio
in onore di San Giuseppe









1. –
Dal Vangelo.




Giuseppe da Nazareth, figlio di Davide, uomo giusto, marito di Maria, padre di Gesù,
salvatore della vita del Salvatore.



2.
– Dalla liturgia.




Certa speranza della nostra vita, sostegno del mondo, illustre per meriti, ministro
della nostra salute, padre del Verbo, vincitore dell’inferno, servo fedele e prudente,
quasi padre del Re, padrone della sua casa e principe di ogni sua possessione, procuratore
della Chiesa di Dio.



3.
– Da Origene.




Giusto nella legge, nelle parole, nei fatti, nel giudizio della grazia; umilissimo,
stimasi indegno di stare con Maria.



4.
– Da Eusebio di Cesarea.




In lui un esimio pudore, una modestia e una prudenza somma; eccellente nella pietà
verso Dio, splendeva di una meravigliosa bellezza anche nel sembiante.



5.
– Da S. Ilario di Poitiers.




La sua vita è tipica: egli fu come gli Apostoli, alle cui cure fu affidato
Cristo, perché lo portassero traverso il mondo; perciò esemplare e
figura degli uomini apostolici.



6.
– Da S. Efrem siro.




Paradiso di delizie, sollievo della Madre di Dio. Pare di sentirlo: «E donde
a me questo, ch’io sia sposo alla Madre del mio Dio? Donde a me che il Figlio di
Dio sia diventato mio figlio? Ecco che mi è stata resa la corona di Davide,
dal momento che il Signore di Davide è venuto nelle mie mani!»



7. – Da S. Basilio Magno.




Qual Angelo o Santo merito di essere padre del Figlio di Dio ? Solo Giuseppe. Quindi
egli è «Fatto tanto più grande degli Angeli, quanto più
di loro ha ereditato un nome sovraeccellente!» (Cf Ebr 1, 4).



8.
– Da S. Gregorio Nisseno.




I sacerdoti d’Israele furono guidati divinamente nello scegliere Giuseppe a sposo
di Maria.



9. – Da S. Epifanio.




Grande tra gli uomini, fedele nei costumi, pio nello stesso suo sembiante.



10.
– Da S. Giovanni Crisostomo.




Era colmo di straordinaria riverenza per il Bambino Gesù, e, quando Maria
lo poso nella mangiatoia, Giuseppe s’inchino a contemplarlo, il suo cuore fu inondato
di gioia, ma non oso toccarlo. Insigne in tutto, fornito d’ogni sorta di virtù,
sapiente oltre la legge, era sempre intento alla meditazione dei Profeti.



11.
– Da S. Girolamo.




Più custode che marito per Maria, dovette essere vergine per poter essere
chiamato padre del Signore. Intanto fu il Salvatore dell’onore della Madre di Dio.




12.
– Da S. Agostino.




Vero marito di Maria, benché vergine; e vero padre di Gesù, benché
non L’abbia procreato: se, adottando un figlio di una donna qualsiasi, avrebbe avuto
diritto di dirsi suo padre, tanto più allevando come suo il Figlio della sua
consorte! Chi dice non doversi chiamare padre Giuseppe per non avere generato Gesù,
cerca nel procrear figli più la libidine che l’affetto: Giuseppe ottenne colla
carità meglio assai di quel che altri colla carne; e anche quelli che adottano
figli, castamente li procreano coll’affetto meglio che colla carne. Come Cristo morente
non affido che a un vergine la sua Madre Vergine, cos; nemmeno l’avrebbe data in
sposa a Giuseppe, se questi non fosse stato più che vergine! Onore della verginità
e guardiano della castità, adunque!



13.
– Da S. Pier Crisologo.




È detto «giusto» per il pieno e perfetto possesso di tutte le
virtù.



14.
– Da S. Gregorio Magno.




L’unico tra gli uomini trovato degno di essere sposo di Maria!



15.
– Da S. Isidoro di Siviglia.




È la creatura più d’ogni altra amata da Gesù e da Maria.



16.
– Da S. Giovanni Damasceno.





A lui, solo fra tutti gli uomini, fu dato il nome di padre del Figlio di Dio, e fu
dato liberamente, con tutti gli affetti e l’autorità di padre !



17.
– Da S. Pier Damiani.





È fede della Chiesa che Dio non si contento di una Madre Vergine, ma vergine
volle anche colui, che doveva figurare suo padre; quindi nutrizio vergine!



18.
– Da Ruperto di Mästricht.




Giuseppe, paradiso di voluttà, in cui c’erano tutte le delizie!



19.
– Da S. Bernardo.




Senza dubbio dovette essere uomo ben buono e fedele questo Giuseppe, a cui fu sposata
la Madre del Salvatore; fedele servo, cui Dio costituì sollievo di sua Madre,
nutrizio della carne di Dio, solo in terra coadiutore fedelissimo del gran consiglio;
figlio di Davide, per santità, fede e devozione; il più fedele cooperatore
dell’Incarnazione, signore e padrone della Sacra Famiglia, consolatore di Maria nelle
sue prove e tribolazioni. Quale felicità per lui nel portare Gesù,
carezzarlo, baciarlo!



20.
– Da S. Alberto Magno.




Modello ai sacerdoti e ai prelati, che governano la Chiesa di Dio!



21.
– Dal Gersone.




Chi non predicherà la più pura e perfetta pudicizia di Giuseppe, che,
vergine, sposo una vergine e la custodi vergine ? Primo tra gli uomini, egli insegno
a praticare nel matrimonio un santo e intero celibato. In lui il fomite del peccato
originale fu estinto o almeno smorzato, perché l’avvenente aspetto della Vergine
non fosse pregiudizievole alla sua virtù. Ci fu chi lo disse santificato nel
seno materno. È la terza persona della trinità terrestre. Quale dignità,
o Giuseppe, che Maria ti chiami suo signore e il Dio fatto Uomo suo padre! O gloriosa
trinità terrena! nulla di più grande, di più buono, di più
eccellente. E anche in cielo, quando il padre prega il Figlio, la preghiera vien
presa come un comando.



22.
– Da S. Bernardino da Siena.




Per operazione di virtù, doveva essere somigliantissimo alla Vergine; perciò
io lo penso mondissimo nella castità, profondissimo nel. l’umiltà,
ardentissimo nella carità, altissimo nella contemplazione, per essere un aiuto
simile alla Vergine: con tutto l’affetto del cuore Maria l’amava sincerissimamente
e dal tesoro del suo cuore davagli quanto egli ne poteva ricevere. A lui poi è
debitrice la Chiesa per avere egli ordinatamente e onestamente introdotto nel mondo
il Divin Redentore; onde, se la Chiesa onora Maria, per averci dato il Cristo, dopo
che a Maria, tanto devesi a Giuseppe. È la chiave del Vecchio Testamento,
in cui la dignità dei Patriarchi e dei Profeti consegue il frutto promesso:
egli solo corporalmente possedette Colui, che ad essi era stato promesso. Non si
può dubitare che Cristo continui in cielo a lui quella famigliarità,
riverenza e sublimissima dignità accordatagli in terra: anzi è da credere
che in cielo compia e perfezioni tutte queste cose.



23.
– Da S. Giovanni d’Avila.





Capo della immensa moltitudine dei tribolati!



24.
– Da S. Teresa di Gesù.




Io non capisco come si possa pensare a Maria tutta occupata nelle sue cure al Bambino
Gesù, senza ringraziare S. Giuseppe per tutti gli aiuti, che presto in quel
tempo alla Madre e al Figlio! S. Giuseppe è maestro d’orazione e di vita interiore:
chi non ha ehi gl’insegni a pregare, prenda per maestro questo glorioso Santo, e
non fallirà la strada. Egli è il mio avvocato e protettore, padre e
signore!



25.
– Da S. Pietro Canisio.




Caro a Dio e agli uomini (Eccles., XLI, I). Poiché rifulse per eminente virtù,
è giusto che a tutti venga proposto in esempio da imitare per vivere bene
e santamente.



26.
– Dal P. Suarez.





Tre privilegi egli ebbe: di essere santificato nell’utero materno, di essere insieme
confermato in grazia, di essere perciò esente dagli stimoli della concupiscenza.
L’opinione che superi tutti i Santi in grazia e in gloria, io non credo che sia avventata
e improbabile, bensì pia e verosimile. Il suo ministero, nella sua qualità,
fu più perfetto di quello dell’apostolato, perché appartiene all’unione
ipostatica.



27.
– Da S. Francesco di Sales.




Non è solo patriarca, ma corifeo dei patriarchi; non è solo confessore,
ma più che confessore, perché nella sua confessione sono racchiuse
la dignità dei vescovi e la generosità dei martiri e di tutti gli altri
Santi. Quale unione tra S. Giuseppe e Maria! Per questa unione Nostro Signore, come
apparteneva a sua Madre, apparteneva anche a S. Giuseppe, non secondo la natura,
ma secondo la grazia; perché questa unione lo faceva partecipe di tutto ciò
che apparteneva alla sua Sposa: Maria, quasi specchio, riceveva nella sua anima i
raggi del Sole eterno di ginstizia, e l’anima di Giuseppe, quasi altro specchio,
anch’essa di faccia a Maria ne raccoglieva perfettamente i raggi riflessi. Più
perfetto degli Angeli nella verginità, eminentissimo in sapienza, compitissimo
in ogni sorta di perfezione, anch’egli morì di amore, non altrimenti della
Vergine sua Sposa, e, com’Essa, fu sollevato in anima e corpo al cielo.



28.
– Da Cornelio a Lapide.





È più un angelo che un uomo in tutta la sua condotta!



29.
– Dal Ven. Olier.




Fu dato alla terra per esprimere visibilmente le adorabili perfezioni di Dio Padre.
Nella sola sua persona egli portava la bellezza, la purità, l’amore, la sapienza
e la prudenza, la misericordia e la compassione di Lui. Un Santo solo è destinato
a rappresentare Dio Padre, mentre che un’infinità di creature, una moltitudine
di Santi sono necessari per rappresentare Gesù Cristo; poiché tutta
la Chiesa non opera se non per manifestare le virtù e le perfezioni del suo
adorabile Capo: il solo S. Giuseppe rappresenta il Padre Eterno! Tutti gli Angeli
insieme sono creati per rappresentare Dio e le sue perfezioni: un uomo solo rappresenta
tutte le grandezze di Lui! Egli è perciò l’essere più grande,
più celebre, più incomprensibile e, in proporzione, come Dio Padre,
nascosto e invisibile nella sua persona, incomprensibile nel suo essere e nelle sue
perfezioni: sotto questo riguardo, è incomparabile e costituisce un ordine
a parte.



30.
– Da Paolo Aresi di Tortona.




Da tutte le Persone della Santissima Trinità ebbe privilegi singolarissimi:
dalla prima, di essere padre del Verbo Incarnato; dalla seconda, di essere giusto
e figlio di Davide; dalla terza, di essere sposo di Maria. Quand’anche non fosse
stato santo, lo sarebbe diventato sposando Maria, secondo la parola dell’Apostolo
(1 Cor 7,14). Dovette essere poi somigliantissimo a Cristo e nella bellezza del volto
e nella gentilezza del tratto; e l’arguisco da questo che, avendo Cristo voluto passare
per suo figlio, la gente doveva riscontrare in Lui le fattezze di Giuseppe per crederlo
suo vero padre, benché non lo fosse.



31.
– Dal P. Paolo Segneri.




Fu niente per sé, ma tutto per Cristo. Fu sposo della Vergine, solo quanto
ciò doveva valere a salvare l’onore di Gesù; del resto, la lascio intatta,
come fa l’olmo, che si sposa alla vite, ma non ha parte alcuna nel suo frutto, che
pure aiuta a portare. Fu padre a Cristo, ma solo di affetto e assistenza per la sollecitudine,
che gli doveva prestare: del resto, non doveva vederne la gloria, e anche delle sue
azioni solo doveva sapersi quanto era necessario a lumeggiare Gesù, e anche
dopo morte per dei secoli rimase incognito e inglorioso.



32.
– Dal Bossuet.




Fatto custode dei tre più preziosi depositi ñla verginità di Maria,
la Persona di Gesù, il Mistero dell’Incarnazione Divinañ li custodi fedelmente.
Niun dubbio perciò che sia stato fornito delle tre virtù necessarie
a custodire tali depositi: purità, fedeltà, umiltà. Se fu la
verginità di Maria, che trasse dal cielo in terra il Verbo, Giuseppe è
a parte di questo miracolo, perché la purità di Maria è deposito
di Giuseppe, anzi bene suo, pel matrimonio e le cure, con cui la custodi; tanta parte
quindi ha ben anche nel frutto di Lei. Cristo aveva un Padre in cielo, che L’avrebbe
poi abbandonato sulla Croce, e anche da quando venne in terra sembro abbandonarlo,
viceversa L’affidò a Giuseppe, qual padre terreno; e Giuseppe raccolse il
mandato e non visse più che per Gesù, tutto viscere di padre; ciò
che non è per natura, lo è per affetto, poiché Dio gli ha mutato
il cuore, come a Saul (1 Re 10, 9), onde non è meraviglia che comandi e tutto
si sacrifichi per Lui. La sua missione è diversa da quella degli Apostoli:
Gesù è loro rivelato, perché lo predichino; a Giuseppe invece
per celarlo. Quelli sono fiaccole, che Lo mostrano al mondo; questi un velo, che
Lo copre: velo misterioso, che copri la verginità di Maria e gli splendori
del Figlio di Dio. Giuseppe vide Gesù e tacque; Lo godette e non parlò;
adempì la sua vocazione di ministro e compagno della vita nascosta.



33.
– Da S. Leonardo da Porto Maurizio.





Come Maria è Regina degli Angeli e dei Santi, così per legge S. Giuseppe
suo sposo è re degli Angeli e dei Santi: onde, se onorate Maria con questo
titolo, così anche si deve dire a S. Giuseppe: « Re degli Angeli, re
dei Santi, prega per noi!» Dio volle che S. Giuseppe fosse protettore speciale
d’ogni classe di persone e intercessore universale, perché tutti possano sentirsi
protetti da lui.



34.
– Da S. Alfonso M. de’ Liguori.




Non si deve dubitare che Giuseppe, vivendo con Cristo, crebbe tanto in meriti e santità
da sorpassare tutti i Santi. Egli è speciale protettore dei moribondi, perché
la sua intercessione presso Gesù è più potente di quella d’ogni
altro Santo, e perché ha maggior potere contro i demoni, e perché fu
assistito in morte da Gesù e Maria. Da Giuseppe ottiene più grazie
chi più lo prega: la più grande grazia, che fa ai suoi divoti, è
un tenero e ardentissimo amore a Gesù.



35.
– Da Pio IX.




È il Patrono della Chiesa Cattolica. Per la grande dignità e posizione
concessagli da Dio, la Chiesa lo tiene nel più alto onore e massima considerazione,
dopo Maria, e con preferenza a lui rivolge le sue preghiere nelle sue necessità.




36.
– Da Leone XIII.




S’avvicina in grandezza, grazia, santità e gloria a Maria quanto nessun altro
mai, e non meno grandeggia quale custode e padre putativo di Gesù. Modello
ai padri di famiglia, ai coniugi, ai vergini, ai nobili, ai ricchi, ai proletari,
operai o poveri: è cosa conveniente e sommamente degna di lui, che, come già
la Sacra Famiglia, Egli copra e difenda col suo patrocinio la Chiesa di Cristo.




37.
– Da Pio X.




Qual
era la professione di S.Giuseppe?



S. Giuseppe, benché fosse di stirpe reale di David, era povero, e ridotto
a guadaganrsi il vitto colla fatica delle sue mani
.



38.
– Da Benedetto XV




Col
fiorire così della devozione dei fedeli verso S. Giuseppe, aumenterà
insieme, per necessaria conseguenza, il loro culto verso la Sacra Famiglia di Nazareth,
di cui egli fu l’augusto Capo, sgorgando queste due devozioni l’una dall’altra spontaneamente.
poiché per S. Giuseppe noi andiamo direttamente a Maria, e per Maria al fonte
di ogni santità, Gesù Cristo, il quale consacrò le virtù
domestiche colla sua obbedienza verso S. Giuseppe e Maria. A questi meravigliosi
esemplari di virtù Noi quindi desideriamo che le cristiane famiglie si ispirino
e completamente si rinnovellino.




39.
– Da Pio XI.




Ecco un santo che entra nella vita e si spende interamente nell’adempimento d’una
missione unica da parte di Dio, la missione di custodire la purezza di Maria, di
proteggere nostro Signore e di nascondere, con la sua ammirabile cooperazione, il
segreto della redenzione. Nella grandezza di questa missione ha le sue radici la
santità singolare e incomparabile di san Giuseppe, poiché una tale
missione non fu affidata a nessun altro santo… è evidente che, in virtù
d’una missione così alta, Giuseppe possedeva già il titolo di gloria
che è suo, quello di patrono della Chiesa universale. Tutta la Chiesa, infatti,
è già presente presso di lui allo stato di germe fecondo.



40.
Da Pio XII.




È facile dunque, è dolce rappresentarci questa santa Familgia di Nazareth
all’ora della consueta preghiera. Nell’alba dorata o nel violaceo crepuscolo della
Palestina, sulla piccola terrazza della loro bianca casetta, rivolti verso Gerusalemme,
Gesù, Maria e Giuseppe sono in ginocchio; Giuseppe, come capo della famiglia,
recita la pregheira ma è Gesù che la ispira, e Maria unisce la sua
dolce voce a quella grave del santo Patriarca. Futuri capi di famiglia! Meditate
e imitate questi esempio, che troppo uomini oggi dimenticano.




41.
Da Giovanni XXIII




O
S. Giuseppe,

scelto da Dio per essere su questa terra

custode di Gesù e sposo purissimo di Maria,

tu hai trascorso la vita

nell’adempimento perfetto del dovere,

sostentando col lavoro delle tue mani

la Santa Famiglia di Nazareth,

proteggi propizio noi che, fiduciosi, ci rivolgiamo a te.

Tu conosci le nostre aspirazioni,

le nostre angustie le nostre speranze:

a te ricorriamo,

perché sappiamo di trovare in te chi ci protegge.

Anche tu hai sperimentato la prova,

la fatica, la stanchezza;

ma il tuo animo, ricolmo della più profonda pace,

esulto di gioia per l’intimità

con il figlio di Dio a te affidato,

e con Maria, sua dolcissima Madre.

Aiutaci a comprendere

che non siamo soli nel nostro lavoro,

a saper scoprire Gesù accanto a noi,

ad accoglierlo con la grazia

e custodirlo con la fedeltà

come tu hai fatto.

Ottieni che nella nostra famiglia

tutto sia santificato

nella carità, nella pazienza,

nella giustizia e nella ricerca del bene. Amen.




42.
Da Paolo VI




O
S. Giuseppe, Patrono della Chiesa

Tu che accanto al Verbo incarnato

lavorasti ogni giorno per guadagnare

il pane, traendo da Lui la forza di vivere e faticare;

Tu che hai provato l’ansia del domani,

l’amarezza della povertà, la precarietà del lavoro;

Tu che irradi oggi l’esempio della tua figura,

umile davanti agli uomini,

ma grandissima davanti a Dio;

guarda alla immensa famiglia che Ti è affidata.

Benedici la Chiesa,

sospingendola sempre più sulle vie

della fedeltà evangelica;

proteggi i lavoratori

nella loro dura esistenza quotidiana,

difendendoli dallo scoraggiamento,

dalla rivolta negatrice,

come dalle tentazioni dell’edonismo;

prega per i poveri, che continuano

in terra la povertà di Cristo,

suscitando per essi le continue

provvidenze dei loro fratelli più dotati;

e custodisci la pace nel mondo,

quella pace che sola può garantire

lo sviluppo dei popoli

e il pieno compimento delle umane speranze:

per il bene dell’umanità, per la missione della Chiesa,

per la gloria della Trinità Santissima. Amen.




43.
Da Giovanni Paolo II




Ancora
oggi abbiamo numerosi motivi per pregare nello stesso modo: «Allontana da noi,
o padre amatissimo, questa peste di errori e di vizi…, assistici propizio dal cielo
in questa lotta col potere delle tenebre…; e come un tempo scampasti dalla morte
la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa
di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità» (cfr. «Oratio
ad Sanctum Iosephum», quae proxime sequitur textum ipsius Epist. Enc. «Quamquam
Pluries» die 15 aug. 1889: «Leone XIII P. M. Acta», IX [1890]
183). Ancora oggi abbiamo perduranti motivi per raccomandare a san Giuseppe ogni
uomo.