Esame circa: SCORAGGIAMENTO

Pregate, Pregate, Pregate!

PRATICA
DELL’ESAME DI COSCIENZA









S.Teresa di Gesù Bambino


Sono
stata buona, oggi? Il Signore è contento di me?… E gli Angeli, mi voleranno
intorno?

(S.Teresina all’età di quattro anni, tutte le sere rivolgeva alla sorella
Paolina questa domanda)




II. ITINERARI DI ESAME PARTICOLARE SUGLI OSTACOLI DA SUPERARE


6
– SCORAGGIAMENTO


  • È
    uno dei maggiori ostacoli nella via del bene.

  • È
    manifestazione di orgoglio, che, ferito per miserie e insuccessi, ispira di lasciar
    tutto.

  • È
    prova di languidezza del carattere e della virtù.

  • Lo scoraggiamento
    tarpa le ali all’entusiasmo, e costituisce il nemico numero uno di ogni
    progresso spirituale.

  • Bisogna
    guardarsene, e opporgli: virilità, umiltà e costanza, per ricominciare
    ogni volta più risoluti e più fiduciosi in Dio.

  • Il giusto
    cade sette volte, e si rialzerà (1).

  • Non
    vi scoraggiate quando vi accorgerete di esservi sbagliati, o quando siete caduti
    in qualche colpa per sorpresa o sbadataggine. Rialzatevi, e non dimenticate che anche
    gli errori e le debolezze, servono al nostro progresso. S. IGNAZIO DI LOIOLA.

  • Quel
    che c’è di peggio in ogni cosa è lo scoraggiamento; è la morte
    della virilità (2).

  • Non
    è tutto perduto se ti senti spesso tribolato o gravemente tentato. Sei uomo,
    e non Dio; sei carne, e non angelo. come potresti rimanere nello stesso grado di
    virtù, quando questa costanza mancò all’angelo in cielo, e al primo
    uomo nel paradiso terrestre? (3).

I
ESERCIZIO

1. Ho
realmente recitato meglio quelle date preghiere, fatto diligentemente quelle determinate
azioni? (Mancanze).

2. Nei momenti di depressione morale, mi sono umiliato dinanzi a Dio per la mia impotenza,
e ho fatto subito un bell’atto di fiducia in Lui?

3. Ho occupato tutto il tempo in cappella, oggi?

4. Dopo ogni caduta, ho invocato il Sangue preziosissimo di Gesù, per lavare
e fortificare l’anima mia?

II
ESERCIZIO

1. Ho
sanzionato tutte le mancanze, che mi ero proposto di evitare assolutamente?

2. Quante volte ho rinnovato, con decisa volontà, i miei propositi di fervore
e di fedeltà?

3. Ho omessa o accorciata qualcuna delle mie pratiche di pietà?

4. Quante volte ho richiamato, oggi, la presenza di Dio, per stimolare la mia volontà
al bene?

III
ESERCIZIO

1. Quanti
doveri religiosi o professionali ho eseguito senza energia, perché ci provavo
noia?

2. Quanti atti di fiducia nel S. Cuore di Gesù, ho fatto oggi? (Minimo).

3. Nei momenti più penosi mi sono abbattuto, invece di pensare alla gioia
di mostrare a Dio la mia fedeltà, e di guadagnare tanti meriti per il Cielo?

4. Oggi ho fatto il mio dovere con entusiasmo, reagendo contro l’apatia?

IV
ESERCIZIO

1. Quando
più pesante ho sentita la pena, l’ho offerta a Dio, in sconto dei miei peccati?

2. Ho eseguito le risoluzioni prese oggi? Mi sono pentito di averle violate, e promesso
ogni volta di osservarle meglio?

3. Quante volte ho pensato al disgusto e alle pene di Gesù nell’Orto, e a
quelle sostenute dai Santi, al servizio di Dio e delle anime?

4. Quante volte ho pensato al Cielo e alla grande felicità, con cui Dio premierà
la mia fedeltà?

ASPIRAZIONI:

O Amor
qui semper ardes et nunquarn extingueris, Charitas Deus meus, accende me!

(O Amore che sempre ardi e mai ti consumi! Carità del mio Dio, accendi anche
me!) S. A
GOSTINO.

Signore, io vengo a Voi, come infermo al Salvatore desolato, al mio pietoso Consolatore.
II Imit., 1.

O Cuore amorosissimo di Gesù, io pongo tutta la mia fiducia in Voi, perché
temo tutto dalla mia debolezza, ma spero tutto dalla vostra bontà! S. M
ARGHERITA M. ALACOQUE.

Sacro Cuore di Gesù, io confido in Voi!

Vergine Maria, Madre di Gesù, fateci santi! S. G
IUSEPPE COTTOLENGO.

*
* *


N.
B. Nelle aridità e desolazioni spirituali, l’anima può
applicarsi con frutto agli esercizi seguenti:


1 – riconoscere
il proprio nulla e la propria impotenza spirituale;

2 – confessare la giustizia della pena, in castigo delle proprie colpe, anche veniali;
e accettarle come mezzo di espiazione;

3 – sperare contro ogni speranza; e, nonostante le proprie deficienze, abbandonarsi
fiduciosamente nelle braccia paterne di Dio;

4 – conformarsi al beneplacito divino, rinunziando alla propria volontà, per
affidarsi, senza riserve, a quella di Dio, anche nelle minime cose:

5 – chiedere con umiltà, fiducia e perseveranza, l’aiuto di Dio, della Madonna
e dei propri Santi Protettori.


(Cfr.
R. De Maumigni S.J. – Pratica del’Oraz. ment. – Tr. I, p. III, c. 11).



NOTE

(1) Prov
24,16.

(2) P. Lacordaire.

(3) III Imit., 57,3.











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