Ci deve spingere alla perfezione l’averla Dio posta in una cosa facile

Combattimento spirituale

Esercizio di perfezione e di cristiane virtù
composto dal padre Alfonso Rodriguez S.J.

TRATTATO II. DELLA PERFEZIONE DELLE OPERAZIONI ORDINARIE

 


 

CAPO II. Che ci deve animar grandemente alla perfezione l’avercela Iddio posta in una cosa molto facile.


1. La perfezione è facile.

2. Prove della Scrittura e dei Santi.
3. Rinnovarci nelle azioni ordinarie ottima fra le preparazioni alle solennità.

1. Il P. Natale, uomo insigne della nostra Compagnia  per la sua grande dottrina e virtù, quando venne a visitare le province di Spagna, tra le altre cose che più raccomandate lasciò, questa fu una, che s’insegnasse spesso questa verità: che ogni nostro profitto e perfezione consisteva nel far bene le cose particolari ordinarie e quotidiane che abbiamo per le mani. Di maniera che il profittare; e il migliorare la vita non sta nel moltiplicare altre opere straordinarie, né in fare altri uffici alti ed eminenti; ma nel fare perfettamente le opere ordinarie della religione e gli uffici nei quali ci metterà l’ubbidienza, ancorché siano i più vili del mondo; perché questo è quello che Dio vuole da noi. Onde in questo abbiamo da metter gli occhi, se vogliamo fargli cosa grata e acquistare la perfezione.
Or qua consideriamo e ponderiamo quanto poco ci abbia a costare l’esser perfetti; poiché colla stessa cosa che facciamo, senza aggiunta d’altre opere, possiamo esser tali. Questa è una cosa di grande consolazione per tutti e che ci deve animare grandemente alla perfezione. Se si ricercassero da te, per esser perfetto, certe cose squisite e straordinarie, certe elevazioni e contemplazioni molto alte; potresti aver qualche scusa e dire che non puoi, o che non ti basta l’animo di salir tant’alto. Se si ricercasse che ti disciplinassi ogni giorno a sangue, o che digiunassi a pane ed acqua, o che andassi scalzo, o che portassi perpetuamente un cilicio, potresti dire che non ti senti forze da far cose simili. Ma non ti si ricercano queste cose né sta in esse la tua perfezione; sta solo in far bene quello che fai. Colle medesime opere che fai, se tu vuoi, puoi esser perfetto: già è fatta la spesa, non hai bisogno d’aggiungere altre opere. Chi sarà che con questo non si faccia animo per procurare di essere perfetto, consistendo la perfezione in cosa tanto alla mano e domestica, facilmente eseguibile?

   2. Diceva Dio al suo popolo, per animarlo al suo servizio e all’osservanza della sua legge: «Questo comandamento, che oggi io ti intimo, non è sopra di te, né lungi da te, né è posto nel cielo, onde tu possa dire: Chi di noi può salire al cielo per recarcelo, affinché lo ascoltiamo e lo mettiamo in opera? né è posto di là dal mare, onde tu trovi pretesto e dica: Chi di noi potrà traversare il mare e portarcelo, onde possiamo udirlo e fare quello che è comandato? Ma questo comandamento è molto vicino a te, è nella tua bocca e nel cuore tuo, affinché tu lo eseguisca» (Deut. 30, 11 segg). Lo stesso possiamo. dire della perfezione, della quale ora trattiamo.
   E così Sant’Antonio (De vitis patr. Vita S. Ant. Abb. c. 15) con questo esortava e animava i suoi discepoli alla perfezione. I Greci, diceva, per far acquisto della filosofia e delle altre scienze, fanno grandi viaggi e lunghe navigazioni, esponendosi a fatiche e pericoli grandi; ma noi altri, per acquistar la virtù e la perfezione, che è la vera sapienza, non abbiamo bisogno di esporci a queste fatiche e pericoli, né meno d’uscire fuori di casa nostra, perché dentro di essa la troveremo, ed anche dentro di noi medesimi. Il regno di Dio è dentro di voi. In codeste cose ordinarie e quotidiane che fate sta la vostra perfezione.


   3. Si suole dimandare molto ordinariamente nelle conferenze spirituali, quando s’avvicina qualche tempo di devozione, come di Quaresima, d’Avvento, di Pentecoste o di l’innovazione dei voti, di che mezzi ci varremo per disporci e prepararci a questa l’innovazione, o per questa Quaresima, e per ricevere lo Spirito Santo, o il Bambino Gesù, nato di fresco. Ti sentirai proporre molti mezzi e molte considerazioni, e tutte buone: ma il mezzo principale, nel quale dobbiamo insistere, è questo del quale andiamo trattando: perfezionarci in quello che ordinariamente facciamo. Va tu levando via i tuoi difetti e le tue imperfezioni circa le cose ordinarie e quotidiane, e procura d’andarle facendo ogni dì meglio e con meno difetti; e questa sarà una buonissima preparazione, o la migliore, per qualsivoglia solennità. Metti in questo principalmente gli occhi, e tutti gli altri mezzi e considerazioni siano indirizzate per aiutarti a far questo.