Cap. IV: G. C. volle che la sua Chiesa fosse ad un tempo visibile ed invisibile

La buona battaglia

L’idea cristiana
della Chiesa avverata nel Cattolicesimo


di Giovanni Perrone S.J.
















CAPO IV.

G. C. volle che la sua Chiesa fosse ad un tempo visibile ed invisibile come uomo.


Questa
comunicazione non è che un corollario di quanto venne per noi fin qui discorso
e dimostrato. Perchè se l’unione del divino e dell’ umano nella Chiesa venne
da G. C. diretta alla manifestazione ed al prolungamento della incarnazione, ne conseguita
che debba quella pure avere il suo lato visibile ed il lato invisibile , come l’ebbe
su questa terra il divin Verbo incarnato. Visibile fu in esso l’assunta umanità,
invisibile l’assumente divinità del Verbo. Di qui la distinzione riconosciuta
in ogni tempo dell’ anima e dei corpo della Chiesa; la parte interiore e la parte
esteriore di essa Chiesa. L’interiore in quello che ha di divino, l’esteriore in
quello che ha di umano. L’interiore è quello per cui ha vita, moto, vigore
l’esteriore; qualor quella mancasse , questa non saria più che un freddo cadavere
inerte; come parimenti qualor mancasse l’esteriore, l’interior solo non varrebbe
a far mostra di sè e ad appalesarsi in modo sensibile, come apparve la incarnazione
dei Verbo, come l’anima a far conoscere sensibilmente la sua virtù e le sue
operazioni senza il corpo.

Ma, quale sarà poi la coordinazione di queste due parti della Chiesa? È
ella la parta invisibile che nasce dalla visibile, ovvero la parte visibile che sorge
dalla invisibile; qual n’è l’ordine genetico, qual è la prima ad ingenerarsi?
Par questa a primo aspetto una questione sottile e di niun memento, e pure ella è
della somma importanza , e dallo scioglimento della quale dipende la direzione al
tutto opposta degli eretici, cioè dei protestanti e dei cattolici intorno
alla dottrina della Chiesa. Gli eretici distinguono due Chiese, l’una che appellano
de’ chiamati, l’altra cui dicono degli eletti. La prima si compone
indistintamente di tutti gli uomini che professano la dottrina di G. C., sian buoni
sian cattivi; l’altra si costituisce de’ soli giusti. Chiaman la prima visibile,
la seconda invisibile, e tengono che la visibile nasca dall’invisibile, e però
pria si formi l’invisibile dalla quale, tragga origine sua la visibile, e che per
conseguente G. C. abbia fondata la sua Chiesa invisibile dalla quale poi si è
formata la visibile, e quella sola essere la vera Chiesa. I cattolici per converso
non hanno mai riconosciuto questa doppia Chiesa , ed han sempre creduto che non vi
ha che una sola Chiesa instituita da G. C. e questa visibile dalla quale poi si forma
e rampolla la parte sua invisibile

Noi scioglieremo il problema colla idea fondamentale fin qui svolta della manifestazione
e del prolungamento nella istituzione della Chiesa della divina incarnazione, e dal
modo da G. C. tenuto nel fondarla, e per ultimo dalla natura medesima della cosa.

Allorchè piacque al Divin Verbo far manifestazione di sè sulla terra
prese una forma sensibile unendosi colla nostra umana natura; apparve tra gli uomini
nella forma di servo e con essa e per essa diè principio alla sua missione,
predicò agli uomini le eterne verità, e si rese visibile con ogni fatta,
prodigi coi quali fece certi gli uomini di sua divinità latente, e della sua
consostanzialità col Padre dal quale era stato mandato. – Abbiam veduto, scrive
l’evangelista s. Giovanni , la sua gloria; gloria come nell’ Unigenito del Padre,
pieno di grazia e di verità. – Sì circondò in questa umana forma
di discepoli , i quali furono spettatori de’ suoi miracoli, e ammiratori di sua celeste
dottrina. In essi e per essi diè cominciamento alla meravigliosa sua istituzione
della Chiesa colla quale volle perpetuare fino agli ultimi giorni la terrestre sua
esistenza sulla terra; e di più continua di età in età la esterna
sua manifestazione. Questa Chiesa nascente dopo la salita di G. C. in cielo venne
solennemente inaugurata dalla visibile ed esterna discesa dello Spirito Santo sotto
il simbolo di lingue di fuoco. Tal è stata l’origine, tale la formazione,
tali furono i primordii della Chiesa, cioè visibili e sensibili come sensibile
e visibile fa la comparita dei Verbo fatto Uomo sulla terra.

Dal che si fa chiaro che G. C. ha fondato una Chiesa visibile colle parole di vita,
e colla operazione di sue maraviglie; e i progressi di questa Chiesa corrisposero
ai suoi inzii. Gli apostoli ebbero missione dal divin Salvatore di predicare le verità
che da lui appreso avevano e di aggregare al loro ceto mediante l’acqua lustrale
quanti docili si fossero arresi alla predicazione loro. Di fatto dal prodigio del
Cenacolo e dalla predicazione di Pietro compunti alcune migliaia di spettatori vennero
ammessi a far parte di quel medesimo ceto, ossia della Chiesa col santo lavacro.
Muniti del sovrumano potere di operar prodigi questi stessi apostoli pria nella Giudea
e poscia per tutto le direzioni dell’universo convinti che ebbero i loro uditori
della divina missione della quale erano stati incaricati, ed ottenuta fede , si ammisero
a far parte della Chiesa col sacramento medesimo d’iniziazione e di espiazione. L’
opera si continuò di età in età dai loro successori, con gli
stessi mezzi e con lo stesso successo da quel cominciamento fino a nostri dì,
e così continuerà al modo medesimo fino al termine dell’ umano pellegrinaggio
su questa terra di esilio.

Tal è l’ordine genetico e storico della istituzione della Chiesa di G. C.
Chiunque si accingesse a porlo in dubbio egli dovrebbe rovesciare tutta quant’è
la storia non dirò solo ecclesiastica e profana, ma quel che è più
la divina, giacchè l’origine storica della Chiesa ha un fondamento biblico.
Ma questa Chiesa nella sua origine e ne’ suoi progressi è visibile, dunque
forza è che visibile sia la Chiesa dal Redentore fondata.

Questa visibile origine iniziata dal divin Salvatore conversante tra gli uomini per
prolungare la sua visibile manifestazione in tutti i secoli avvenire corrisponde
a capello con l’insegnamento dell’Apostolo colà ove dice : – La fede è
dall’udito e l’udito poi per la parola di Cristo, ma dico io: forse che non hanno
sentito? Anzi per tutta la terra si è sparso il suono di essi, e le loro parole
fino alle estremità della terra. – La necessità poi della predicazione
per la fede già l’aveva egli dedotta poco innanzi dalla natura medesima della
cosa, con quelle parole, che inchiudono una rigorosa e stringente argomentazione
: – Chiunque invocherà il Signore sarà salvo. Ma come invocheranno,
in cui non hanno creduto? E come crederanno in uno, di cui non hanno inteso parlare?
Come poi udranno parlare senza che predichi? Come poi predicherà se non sono
mandati? Come sta scritto: Quanto son belli i piedi di coloro che evangelizzano novella
della pace, che evangelizzano novella di felicità? – In tutta questa ben connessa
induzione nella quale un anello entra nell’altro si assume come principio che per
ingenerare la fede sia necessaria la missione e la predicazione, e perciò
per mezzo del ministerio esterno e visibile si formino i fedeli de’ quali si compone
la Chiesa.

Tutto adunque ci fa conoscere essere stata da Cristo fondata la Chiesa visibile;
ella è un corpo in cui tutto si rannoda l’origine, la preparazione e dilatamento,
i mezzi di questa propagazione e continuazione. Questo corpo però è
vivente, non avendo per fermo G. C. inteso d’istituire un corpo morto e senza vita.
Ma che ingenererà questa vita, e come si comunicherà? Senza dubbio
per l’anima che lo informa. Ed ecco come oltre il lato visibile ha eziandio il lato
invisibile. L’anima non cade per sè sotto i sensi, ma solo poi suoi effetti
e per le operazioni sue per mezzo del corpo. Quest’anima poi si costituisce da prima,
per la fede principio di vita, fondamento e radice di ogni giustificazione, fede
che di obbiettiva si fa subbiettiva in chi mediante la grazia la riceve; ma la fede
stessa affinchè dia vita, conviene che essa pure sia informata alla sua volta
dalla carità, altrimenti nè vive la fede, nè può produrre
frutti di vita. Di tal guisa animata la fede eccita e muove chi n’è il soggetto
alle più sublimi virtù e ad atti di santità, la quale può
crescere ognor più ed innalzarsi fino all’eroismo, e giungere all’apice di
cui possa essere capace l’elemento umano, che fedelmente corrisponda alle interiori
inspirazioni della grazia.

Ed ecco come dalla Chiesa visibile sorga e naturalmente spunti come da causa sua
l’effetto qual fatto spontaneo ed ultroneo, da quella prima radice il lato invisibile
di questa Chiesa visibile da G. C. istituita.

Una pertanto è la Chiesa, la quale è ad un tempo visibile ed invisibile
sotto divergo rispetto, visibile in quanto al corpo e all’invoglia che la ricopre
e per cui si rende accessibile ai sensi, invisibile in quanto all’anima che lo informa
e gli dà vita, moto ed azione. Da questo due parti, come da due elementi si
forma il composto uno ed individuo, che è la Chiesa sempre vivente del Salvatore.
Dal che ognun vede doversi rigettare come alogica ed erronea la doppia Chiesa della
eterodossia dei chiamati (vocatorum) e degli eletti (electorum),
sconosciuta affatto dagli antichi e maggiori nostri, e quindi della Chiesa visibile
ed invisibile affin di sottrarsi alla sempre lor molesta quistione de’cattolici :
Ov’era la Chiesa pria di Lutero? Non essendovi alla costui comparita altra Chiesa
fuori della cattolica, sola Chiesa di G. C., egli adunque coi separarsi da lei, anzi
col ribellarlesi , si separò e si ribellò alla Chiesa per lui fondata.
Colto a questa strettoia fu allora che per la prima volta s’intese parlare della
Chiesa invisibile distinta dalla visibile.



Nè ciò solo, ma pretese per soprassello quell’innovatore, che la Chiesa
visibile nascesse dalla invisibile, per modo che secondo il costui sistema adottato
poscia da’suoi seguaci, per prima l’infedele dalla lettura della Bibbia conoscesse
il Cristo e le verità da lui insegnate, e quindi ammaestrato dallo Spirito
Santo interiormente, prorompesse in atto di fede, e cosi divenuto cristiano e fedele
si unisse come per impulso agli altri fedeli nel modo stesso divenuti tali, a professar
questa fede medesima stringendosi come a tanti centri ai loro ministri per formarsi
un ceto o una Chiesa.

Che un Bauer razionalista di Tubinga adottasse un così fatto cumulo di assurdità
, facilmente si comprendo, ma che sel divorasse buonamente eziandio un Guizot non
certo privo di sagacità e di buon senso, è quello che più sorprende.
E pure dagli squarci da lui di sopra riferiti veggiamo come vi s’incappasse pienamente.

Denominai il sistema di Lutero un cumulo di assurdità, perchè
suppone che l’infedele legga la Bibbia come libro sacro e contenente la rivelazione,
e ciò senza saper nulla di questa Bibbia, che sia, di quali libri composta,
se inspirata, se fedele in sua versione, se incorrotta; ciò che senza un’autorità
che ne lo accerti, é impossibile che egli conosca. Suppone che leggendo la
Bibbia sia da tanto a poterne apprendere il vero senso con cui ritrarne le verità
in essa insegnate, e ciò senza verun apparato di ermeneutica, di esegesi,
di critica, ma sol per l’interior lume che ne dà lo Spirito Santo, il che
è parimenti impossibile ad ammettersi, se non altro, almeno per la discrepanza
sostanziale di dottrine che vige tra quelli che diconsi illustrati dallo Spirito
Santo. Suppone che quanti lessero e leggono la Bibbia come per istinto si aggruppino
ad un centro per formarvi ceto o Chiesa, cioè ad un ministero, che è
ancor da nascere e da formarsi, e pur si sa per esperienza che si fanno tanti ceti
da costoro quanti sono gl’individui che leggono la Bibbia con l’intento di formarsi
da sè la propria credenza. Suppone che la Chiesa primitiva siasi costituita
per tal possesso per forma che di credenti suggettivi sian divenuti come per incanto
a riunirsi fra di sè e formar, ceto, ciò che è, come poco fa
già si disse, al tutto contrario alla storia evangelica ed apostolica. Assurdi
seri questi di tal fatta, che non vi vuol meno che l’accecamento di un settario per
ammetterli, e divorarseli.

Ma quel che merita speciale attenzione si è, che il novatore tenne una via
pienamente opposta al sistema da sè escogitato per formare la Chiesa sua,
se tal può dirsi quello sciame di ribelli, che si trasse seco, per opposizione
alla Chiesa di G.C. Egli incominciò addirittura dal predicare, dal domattizzare,
dal radunar proseliti ed impor loro la propria autorità, in una parola a formare
una Chiesa esterna e visibile, per poi passare alla invisibile, ma di guisa che per
forza dovessero trovar nella Bibbia quei tutti e quei soli articoli che a lui piacque
trovarvi; guai se lo Spirito Santo avesse loro inspirati altri dommi diversi dai
suoi! Chè ben sol sanno gli Anabattisti, i Sacramentarii, gli Osiandristi,
e i cento altri, che lui vivente, al sistema suo teoretico si attennero per allontanarsi
da lui.

Ciò che non ha guari con Molto spirito rilevò una persona che dal protestantesimo
fe’ ritorno alla Chiesa cattolica : – Lutero, scrive ella, e con lui tutto lo sciamo
dei riformatori, richiamava per ogni individuo il diritto di estrarre dalla Bibbia
la religione rivelata coll’aiuto dello Spirito Santo. Accecato dall’orgoglio e dalla
passione, egli non comprese, che non faceva che mettere le chimere dell’uomo in luogo
della rivelazione divina. Egli voleva anzitutto distendere la sua rivolta il più
lontano che fosse possibile, e sapeva che sarebbe mirabilmente assecondato in quest’empia
impresa dei diritto che attribuiva ad ogni uomo d’appellarsi definitivamente al suo
giudizio privato in materia di fede. La data sentenza non era nientemeno che l’oracolo
dello Spirito Santo, perchè lo Spirito Santo dava ad ogni lettera della Bibbia
l’intelligenza della parola divina. Ora chi non resterebbe rapito dal sapersi inspirato
dallo Spirito Santo? Noi ci porremmo allora fieri al di sotto di Dio, ma allo stesso
livello di lui – E voi diverrete simili a Dio, disse il serpente ad Eva. Ma Lutero
non aveva preveduto che se questi illuminati usurpavano il diritto d’insorgere contro
la Chiesa, poteva ben lor venir talento di sollevarsi contro la sua stessa dottrina.
Il suo sdegno contro i Sacramentarii e gli Anabattisti, contro di Gaspare Sekwenkedfeld
e tutti gli altri fanatici, non è meno ridicolo che affliggente, poichè
essi non facevano che seguire l’esempio che egli aveva lor dato. Ciò che rispettava
in sè stesso come un’ inspirazione divina, lo trovava presso gli altri temerario
e colpevole. Io non mi meraviglio punto di questa differente valutazione dello stesso
atto da parte di un solo medesimo uomo; cadiamo tutti in simili contraddizioni. Ma
ciò che mi sorprende si è che l’orgoglio possa accecare e restringere
lo spirito a tal punto da protendere di fondare una nuova Chiesa, prendendo per base
una contraddizione così evidente.

Lutero adunque, e quanti han battuta la via da lui tracciata di far sortire la Chiesa
visibile dalla invisibile hanno smossa la Chiesa dalla rocca su cui era fondata dal
divin Salvatore per farla poggiare sulla mobile arena delle umane specolazioni, e
diciam meglio, delle illusioni, dei sogni e chimere dello spirito privato. Se la
Chiesa doveva formarsi e costituirsi dalla interiore ispirazione soggettiva di ciascun
individuo; so dovea essere l’effetto di un istinto segreto che portava i fedeli a
stringersi con un pastore come ad un centro, per poi dalla collezione di questi centri
formare un corpo comune, universale, visibile, la Chiesa esterna, in una parola,
qual dev’essere, allora qual bisogno v’ era che il divin Verbo vestisse una forma
esteriore sensibile e visibile colla sua incarnazione? Qual bisogno vi era che egli
fatt’uomo ammaestrasse gli uomini, e con ogni fatta argomenti provasse la sua divina
autorità, la sua divina missione e questa comunicasse ai suoi discepoli, con
dir loro: – Come il Padre ha mandato ma, cosi io mando voi… Andate e insegnato
a tutte le genti tutte quella cose che io ho a voi comandate; ed ecco che io son
con voi in tutti i giorni fino alla fine de’ secoli! – Imperocchè bastava
quella interna luce e inspirazione che Dio dà alla mente e al cuore di ciascheduno
; ed ecco come per il sistema de’ novatori vien tolta di mezzo la necessità
della divina incarnazione, non che la continuazione di lei per tutti i secoli nella
Chiesa sua.

Ma di più la stessa Bibbia dovrebbe in tal sistema mettersi in disparte, non
essendovi più veruna necessità della medesima. Infatti forse che non
basta questa interiore operazione individuale dello Spirito Santo ad ammaestrare
le anime nella pura verità senza costringerla a dipendere da una lettera morta,
da un libro muto, che non può render testimonianza di sè, che non può
guarentire le interpretazioni divergenti, e proferir sentenza tra la vera e falsa
interpretazione, sul genuino loro senso ? Meglio ora di assai nella costoro ipotesi
che non esistesse verun divin codice scritto, anzi che il gettare un pomo di discordie
irreconciliabili, profondo tra que’ settarii pretendenti di aver per sè soli
esclusivamente la vera interpretazione, ed il genuino senso de’ libri sacri. Chi
ha lo spirito vivificante in sè, lo spirito che li rende altrettanti profeti,
a condizione soltanto che rigettino l’autorità della Chiesa visibile, per
quanto siano assurde, immorali e abominevoli le interpretazioni loro. Meglio era
d’assai il non dare agli uomini questo libro, che il darlo loro di guisa che dalla
interiore loro testimonianza ne dipenda il valore, la verità della divina
ispirazione, e il senso degli oracoli in esso contenuti.

Facciam ora un passo di più, e diciamo che con cosi fatto sistema non solo
si rende inutile la divina incarnazione, si rende inutile non che nociva la sacra
Bibbia, ma che di più diviene inutile quella medesima Chiesa visibile, che
dalla invisibile trae la origine sua. La cosa parla da sè, poiché non
ha più luogo la Chiesa visibile quando la Chiesa invisibile delle anime si
è già costituita colla interiore ispirazione dello Spirito Santo, nè
più si ricerca centro esterno quando ogni anima è, centro a se stessa,
addottrinata nelle verità necessarie a credersi per la salute dal maestro
infallibile di ogni verità, non vi è più d’uopo di alcun pastore
che le diriga, che le ammaestri, che le tenga unite, come quelle che son guidate
e dirette dallo stesso intorno maestro; non occorre cercare veruna esteriore dimostrazione
di sè, perché un impulso comune, tutte certe infallibilmente di essere
informate dallo spirito medesimo, unisconsi e si confondono assieme.

Tali sono le conseguenze logiche di questo assurdo sistema nato da una divergenza
a prima vista quasi impercettibile, qual è quella che corre tra la dottrina
cattolica la quale insegna che dalla Chiesa visibile nasce la invisibile, ed il sistema
dei protestanti i quali contendono la Chiesa visibile nascere dalla invisibile. Divergenza
però che forma un perfetto antagonismo, e mette un abisso di separazione tra
l’una e l’altra dottrina.

Ritornando pertanto al nostro proposito, come il divin Verbo ha voluto degnarsi di
pigliar forma visibile, ed in essa e per essa radunare ed istituire la Chiesa sua
per continuare e protrarre la sua incarnazione fino alla fine de’ tempi sulla terra,
diede ai suoi apostoli quella missione medesima, e comu-nicò loro quell’autorità
che egli aveva ricevuta dal Padre, affinchè essi nella stessa maniera la trasmettino
ai legittimi loro successori. Essi colla predicazione e coi battesimo aggregarono
a sè nuovi fedeli i quali credettero alla divina missione loro mediante i
prodigi che videro da loro operarsi.

Così stabilita e propagata la Chiesa visibile, gli apostoli col rito della
imposizione delle mani crearono vescovi, preti e diaconi, affinchè fossero
i successori tanto nell’autorità della divina missione, quanto nell’esercizio
del ministero, con l’ordine di fare essi medesimi in avvenire altrettanto per così
perennare l’una e l’altra, onde in tal guisa rinovellandosi di età in età,
di generazione in generazione col succedersi gli uni agli altri i sacri ministri
perpetua rendessero la Chiesa visibile sulla terra.

Per mezzo dei sacramenti e della predicazione, della grazia e della parola in questo
modo si è poi dei pari formata l’anima della Chiesa , ossia la parte invisibile
della medesima, mediante la fede ed ogni altra virtù sovrannaturale, e le
opere sante, cioè fatto nella giustizia e nella santità.

Qui pure, verificandosi quanto scrisse l’Apostolo: – Non è prima lo spirituale,
ma sì l’animale e poi lo spirituale -, cioè non prima l’invisibile
e poi il visibile, ma pria la parte visibile, e poi la invisibile, che per quella
si forma e si perfeziona penetrando l’elemento divino nell’umano col renderlo fecondo
in ogni santità, o come parla lo stesso Apostolo : – Onde frutti portiamo
per Iddio -, ed abbondiamo in ogni opera buona.

Continuando in tal modo la Chiesa visibile colla sua gerarchia nel triplice suo ordine
senza interruzione veruna dalla fonte da cui scaturì ed ebbe origine, che
è il Dio-Uomo, che in essa s’ incarnò, che in essa continuò
e continua a far mostra di sè, è quel fiume che dal terren paradiso
si sparte per le quattro parti del mondo per inaffiarlo mai sempre e fecondarlo.
È la sorgente di vita per tutte le età, e per tutti i luoghi. Colla
stessa autorità sempre ammaestra le genti delle quali è la nutrice
e tutrice nata, partorisce sempre nuovi figli a G. C. suo sposo, li alimenta nella
stessa guisa porgendo loro il nutrimento che lor conserva la vita o lor la ripara
tanto con insegnamento che coi sacramenti cui non cessa giammai di loro amministrare.
Il suo apostolato è perpetuo ed universale che comprende tutto il tempo e
tutto lo spazio. La sola sua materiale esistenza, dirò così, porta
con sé la prova di sua divina Origine e tutti i titoli di sua grandezza, delle
suo prerogative, delle suo doti imperscrutabili. Questa sola esistenza sua è
la solenne condanna di quanti ardiscono nella lor tracotanza ed orgoglio smisurato
di ergersi ostili contro di lei per contrastarle i suoi titoli e il suo possesso.
Già son giudicati e condannati questi stolti giganti, riottosi superbi prima
ancor che si proferisca contro di loro la formale sentenza. Chi non crede, disse
G. C., già è giudicato cioè, come commenta questo detto del
Salvatore s. Agostino, non ancora apparve il giudizio, ed il giudizio già
è fatto, ossia già data la sentenza di condanna, tutto che non sia
stata ancor fora intimata , ed eseguita.



La, Chiesa adunque nella sua parte visibile come manifestazione perpetua della incarnazione
dei Verbo fatto Uomo, e come continuazione incessante della medesima, si rivela nella
dottrina, nel culto e nella gerarchia; nella dottrina col suo apostolato, nel culto
con la sua liturgia e coi sacramenti, nella gerarchia col ministero de’ suoi pastori,
con l’autorità, con le sue leggi disciplinari e col reggimento di tutti i
fedeli Tutti i fedeli si annodano intorno ai loro legittimi pastori, che rappresentano
il divin Maestro ed il supremo medico delle,anime; raccolgono dalle loro labbra le
lezioni della sapienza eterna, e ricevono dalla loro mano la sentenza dei perdono,
l’acqua della rigenerazione, la cresima di salute, il pane vivo disceso dal cielo.

Conserva questo corpo di pastori rispetto ai fedeli per esso accolti nell’ovile di
G. C. tutti gl’inalienabili suoi diritti, i suoi privilegi ricevuti dalla bocca dei
Salvatore immediatamente. Di qui quella piena fiducia, quel, sincero amore, quel
vero trasporto che tutti i sinceri cristiani portano a questa lor madre, la quale
veglia sempre con tutta la tenerezza e sollecitudine sul loro vero bene, e li formenta
nel suo seno.

Or questa madre è piena di vigore e di vita; ma di qual vita? Della vita soprannaturale,
della vita dell’anima, la quale sebbene in sé invisibile, si palesa al di
fuori in mille modi. Si palesa coi suoi atti, che dei continuo emette; si palesa
colla professione della fede interiore, la quale opera per mezzo della carità,
si palesa colle opere di beneficenza; si palesa colla pietà, si palesa perfino
in non pochi col più sublime eroismo della santità, che si piglierebbe
piuttosto per un ideale, qualora nella realtà non se ne vedessero i fatti.

Due pertanto sono i legami coi quali sono stretti ed avvinti i fedeli sia coi loro,
pastori, sia fra di sè. Coi pastori per la loro adesione, dipendenza, sommissione
ed ubbidienza ; fra di sè colla partecipazione ai medesimi mezzi di saluto
e principalmente dei sacramenti, della preghiera, dei pubblico culto. Sono stretti
ed avvinti tutti assieme pastori e gregge coi legame interiore della fede medesima,
della carità e di tutte le grazie. Santificati come sono con tanti aiuti spirituali,
fecondati con tante grazie, recano come l’albero piantato in un fertile terreno lungo
la corrente delle acque i frutti i più santi, e si uniscono intimamente nel
seno della lor madre divina. Gittando quest’albero vieppiù profondo le suo
radici nel cure lo rende eziandio più rigoglioso e abbondante di preziosi
frutti. Cosi viene stabilita la relazione e il commercio delle anime fra di loro,
perchè tutte vivono della stessa vita soprannaturale, informato dal medesimo
spirito.

Dal che si raccoglie come la Chiesa sia ad un tempo visibile ed invisibile, visibile
nel corpo, invisibile nell’anima, visibile per un de’ lati sotto un rispetto invisibile
, per l’altro sotto un altro rispetto. Così l’uomo fisico vivente ha il suo
lato visibile in quanto al corpo, ed ha il suo lato invisibile in quanto all’anima.
Come pure il divin Verbo incarnato ha il lato suo invisibile rispetto alla divinità
ed il suo lato visibile rispetto alla umanità.

Niuna maraviglia pertanto se i cattolici definiscono la Chiesa pel lato che rannoda
esteriormente le sue membra qual società che professa la stessa fede, che
partecipa ai medesimi sacramenti, ed ubbidisce ai suoi pastori. Ma come la spoglia
corporea non costituisce tutto l’uomo, essendo indispensabilmente necessario perchè
sia tale che sia informata dall’anima, così pure è indispensabile che
la parte esteriore della Chiesa, cioè il corpo, sia informata dall’anima,
e la Chiesa interiore sussiste poi doni interni di grazia, per la santità
dei suoi membri. Non basta adunque per essere vivente nel seno di lei il professare
colla bocca le suo credenze, di assistere coi corpo al suo, culto e di onorare esteriormente
i suoi pastori; ma gli è necessario di più di aver la fede viva, la
pietà sincera e la sommissione figliale, convien praticare la giustizia, la
beneficenza, la carità , in una parola le virtù tutto che distinguono
i veri figli di Dio, e sien scevri di mortal colpa. Quindi il «falso cristiano
può ben appartenere al corpo della Chiesa, ma non appartiene all’anima della
società divina, n’è un membro sotto questo rispetto separato dal suo
invisibil capo, un ramo o ceppo morto, il sugo che feconda la vigna dei Signore,
la vita che reca la sanità nell’ovile di Cristo, non perviene fin ad esso,
né è capace a dar frutti di vita.

Allorché i cattolici adunque definiscono la Chiesa di G. C. dal lato esteriore
e in quanto è visibile, non solo non escludono, come il pretendono gli eterodossi
il lato intorno ed invisibile, ma anzi lo inchiudono di necessità come quella
che dalla visibile rampolla e dimana come da una condizione, principio e sorgente.
Cosi vuole l’ordine logico, l’ordine genetico e l’ordine storico e cronologico. Non
vi potendo essere secondo l’istituzione di Cristo e il disegno di lui dei perpetuar
sè stesso la Chiesa invisibile senza la visibile, ovvero parlando con maggiore
accuratezza il lato invisibile senza il visibile, come nell’uomo vivente l’anima
senza il corpo.

Che se è così, quando Lutero insorse ad oppugnar la Chiesa cattolica,
per sostituirvi sè stesso e la sua fazione, oppugnò la Chiesa visibile
ed invisibile di G. C. Oppugnò l’opera della divina incarnata sapienza, distrusse
quanto era in sè la incarnazione e nella sua continuazione e nella dimostrazione
sua, si fe’ ribelle e colpevole dei maggior dei delitti di cui possa rendersi colpevole
un mortale. Eresse altare contro altare, vi offerse un incenso profano, oppose al
tempio del vero Dio il delubro di Baal, e quanti dopo lui entrarono ed entrano in
tal delubro trovansi in aperta opposizione al santuario immortale dato a ricovero
di saluto all’umana famiglia dall’uomo-Dio per eternar sè medesimo visibilmente
tra gli uomini.

Che se vago fosso taluno d’intendere come e da chi nel sistema luterano potesse costituirsi
quella sognata Chiesa invisibile, avrebbe non poco di che meravigliarsi. Imperocchè
nel costui dommatismo il figlio di Adamo privo di ogni facoltà per la cose
divine, non può nè conoscere la verità nè volere il bene,
lo spirito creatore gli dà la fede instrumentale, egli è vero, per
condurlo alla grazia; ma egli rimane dopo la sua giustificazione corrotto, cancrenato,
colpito da morte nella sua parte spirituale; niun buon pensiero, niuna pia afezione
giammai vi si sveglia nell’anima sua; in vece di fare opere pie, grate agli occhi
del Signore, egli pecca mortalmente in tutte le sue azioni. Il protestante rigenerato
adunque si unisce alla società dei figli di Dio per la fede morta da prima,
poscia per l’incredulità, per l’empietà, la bestemmia, l’ingiustizia,
il furto, l’adulterio, l’omicidio, il delitto e tutto le scelleratezze. Chè
tale è formalmente, la dottrina dommatica di Lutero e consorti, senza nulla
potersene detrarre senza rovesciare da capo a fondo tutta l’opera della riforma.

Dopo tutto questo, non é egli un rendersi ridicolo, ed un voler pigliarsi
gabbo de’semplici quel pretendere che fanno gi’innovatori, che la Chiesa invisibile
siasi per opera di Lutero sceverata dalla Chiesa visibile corrotta nel cattolicismo?
Con qual fronte il razionalista Bauer ha osato scrivere: – I protestanti veggono
nella Chiesa un ovile invisibile, l’alleanza delle anime sante riunite nello spirito
di Dio; i cattolici vi ravvisano per contrario un ovile visibile, il corpo de’ cristiani
riunito sotto la condotta dei pastori legittimi. Or se la Chiesa è una alleanza
interiore, la società delle anime sante, si fa chiaro che ella è cinta
di legami spirituali, e che l’uomo vi si attacca pei buoni pensieri della mente e
per le pie affezioni dei cuore: così i discepoli della riforma esigono nei
loro membri tutto le virtù religiose e morali. Ma se voi insegnate che la
Chiesa è un greggia visibile, un ovile esteriore, una semplice associazione
corporale, da quel punto niuna santa relazione tra le anime, verun nodo spirituale
vi avrà che le unisca per le virtù divine, ed ecco il perchè
gli addetti dei papismo dicono, che per appartenere alla società cristiana
convien professare la sua dottrina, partecipare al suo culto, e venerare i suoi pastori,
ma che non è necessario di aver la vera fede, la pietà sincera, e la
sommissione figliale. Questa dottrina, per istrana che sia non sorprenderà
veruno: poichè se i cattolici insegnassero che la Chiesa concatena i fedeli
per la virtù, la collocherebbero nei cuori; e posciachè essi sostengono
per un’altra parte che ella si produce alla luce del giorno, ne ammetterebbero tutt’assieme
la visibilità e la inviolabilità?

Quanto a quest’ ultima osservazione del Baver diciamo essere appunto quello che affermano
i cattolici, cioè che la Chiesa é ad un tempo visibile ed invisibile,
ma sotto diverso rispetto in quanto all’anima e in quanto al corpo, corno di sopra
si è esposto.

Ella è poi singolare, quell’alleanza delle anime formata dal medesimo spirito
tra i protestanti, secondo la cui dottrina queste anime son prive di libertà,
peccano necessariamente, son dominate dalla concupiscenza, portate dallo stesso spirito
dì Dio a tanto contrarietá di dottrine in materia di fede quanti sono
i membri dei protestantesimo, che non si reggono per autorità; animate dallo
stesso spirito fino a rigettare ogni ispirazione della Bibbia, fino a rigettare ogni
valore de’sacramenti, fino a rigettare tutte le verità soprannaturali, fino
a rigettare l’intiera rivelazione, come vedesi nel protestantesimo in concreto, il
quale racchiude e insacca in sè tutte le sette od eresie presenti, passate
e future possibili, la cui essezaa tutta e sola consiste nella piena negazione. Sì,
torno a ripetere, ella è questa un’ alleanza di anime veramente singolare,
è una unione di Santi di nuovo conio che rovesciano ogni morale, e ne’quali
come vi ha libertà di credere, così vi ha piena libertà di operare,
senza che niuno giammai abbia il diritto di chieder lor conto né intorno alla
fede, nè intorno alla morale, perchè soggettive, e se loro si crede,
all’impulso ed animazione dello Spirito Santo! Tali sono i buoni pensieri della mente,
e le pie affezioni del cuore, che legano fra di sè i protestanti , tali le
virtù religiose e morali, che esigono i discepoli della riforma nei loro membri.
No, sia pur detto con pace loro, essi non hanno alleanza né visibile né
invisibile, tranne quella fattizia che in questi ultimi tempi venne facendo collo
sterminio dell’unica vera Chiesa di G. C.

Che poi non per la sola esterior parte, o materiale, che vogliasi dire , ma eziandio
per la interiore, cioè per l’esercizio di tutte le virtù si costituisca
la visibilità e la invisibilità della Chiesa de’ Cattolici è
manifesto da quanto abbiam fin’ora discorso. – Essi statuiscono appunto la visibilità
della Chiesa qual mezzo indispensabile per ottenere la parte invisibile, qual parte
naturale di quella; l’affermare il contrario è una mera calunnia perchè
pienamente a ritroso dei pubblico cattolico insegnamento.


NOTE


1
Jo 1, 14.

2 Rom. X, 17, 18.

3 Ib. 15, 16.

4 Ved. i FF. de Walenburch. Tractatus speciales de controversis
Fidei
, tom. II, tract. III. De Ecclesia. controv. I. An Ecelesia sit sempre
visibilis
, et Ubi Ecelesia Christi fuerit ante Lutherum.

5 Hehn-Hahn, Storia e motivi della conversione dal protestantismo
al cattolicismo
, trad. dal tedesco. Venezia, 1858, pag. 22, seg.

6
Jo. XX, 21. – Matth. XXVIII, 19, 20.

7 I. Cor XV, 46.

8 Rom. VII, 4.

9 Jo. III, 18.

10 Ved. Moehler, Symb , tom. III, p. 451, segg.

11 Ved. MoehIer, op. et l. c., p. 434.

12 Baur, p. 540, presso Moehl., l.c., p. 458.






Testo tratto
da: Giovanni Perrone S.J., L’idea cristiana della Chiesa avverata nel Cattolicesimo,
Genova 1862, pp. 87-108.