Avvengono ancora i miracoli a Lourdes?

La buona battaglia

«I miracoli
di lourdes, confronto fra scienza e fede»

di Franco Balzaretti
*



















Avvengono ancora
i miracoli a Lourdes? È la domanda che molti si pongono, seppur con atteggiamenti,
motivazioni e attese diverse.

Ma è una domanda che ci poniamo anche noi medici, nel nostro accostarci quotidiano
con il mondo della sofferenza, nel contesto di una sanità sempre più
sofisticata e, al tempo stesso, inaridita e svuotata dei tanti valori umani (e cristiani!),
che l’hanno permeata e sostenuta per tanti secoli.



Il cammino compiuto dalla scienza, negli ultimi decenni, ha raggiunto traguardi
inimmaginabili, che continuano a stupirci, proiettandoci verso mete ancor più
lontane.

Ha ancora senso parlare oggi, all’inizio del terzo millennio, di guarigioni miracolose
osservate in un Santuario religioso, quando nei nostri Ospedali, nelle nostre Università
e negli Istituti di Ricerca i colleghi Medici, Chirurghi e Ricercatori compiono,
ogni giorno, veri e propri prodigi, che possono essere quasi considerati dei miracoli?
Oltretutto si ha l’impressione, che le guarigioni di Lourdes siano diventate più
rare e più difficili da dimostrare; questo anche per il crescente, seppur
comprensibile, scetticismo degli uomini di scienza, come pure per l’estrema prudenza
della Chiesa. Tuttavia, se siamo attenti alle recenti tendenze letterarie, culturali,
religiose e soprattutto ai mezzi di informazione, non possiamo fare a meno di registrare
un crescente dilagare di trasmissioni, libri e riviste che si occupano di miracoli!
E questo proprio perché la guarigione fisica è un obiettivo primario
per tutta l’umanità e desta, quindi, sempre un grandissimo interesse nell’opinione
pubblica: fa audience! La salute rimane e rimarrà il bene più prezioso
dell’essere umano, ed il fatto di ricuperare la salute, in molti casi, rappresenta
ancora un mistero.



Che cosa è un miracolo? In base ai dati più aggiornati del Bureau
Médical di Lourdes sono 66 i casi dichiarati miracolosi dal 1858 ad oggi:
dal primo avvenuto pochi giorni dopo la prima apparizione a Massabielle, all’ultimo
caso, quello del sig.Jean-Pierre Bély, riconosciuto nel 1999; e questo a fronte
di oltre 7000 dichiarazioni di guarigioni. Infatti, se è vero che non c’è
miracolo senza prodigio, ogni prodigio non ha necessariamente un significato nel
contesto della fede; in questo caso si parla semplicemente di mirabilia o evento
che va oltre l’ordine naturale.



E comunque, prima di gridare al miracolo, è indispensabile attendere il parere
della Chiesa; solo l’autorità ecclesiastica può dichiarare il miracolo
o miracula e, prima di esprimersi favorevolmente, deve avere l’assoluta certezza
che solo Dio può essere stato la causa di quel segno. Per i Medici di Lourdes,
si tratta di guarigioni fisiche, nel contesto del soma e inspiegabili, per le conoscenze
medico-scientifiche del momento. Questo ha permesso, fin dall’inizio, di circoscrivere
molte discussioni bizantine. Fin dal tempo delle apparizioni, la medicina ha sempre
giocato un ruolo fondamentale. In primo luogo nei riguardi di Bernadette, quando
il dr.Dozous, medico di Lourdes, ne constatò l’integrità fisica e mentale,
così come, in seguito, nei riguardi delle prime persone che avevano beneficiato
della grazia della guarigione.



Ma il numero di persone guarite continuava a crescere incredibilmente ed era, pertanto,
necessario considerare, in ognuno di questi avvenimenti, il soggettivo e l’oggettivo.
Il dr.Dozous aveva registrato più di un centinaio di casi nel solo 1858, ed
il canonico Bertrin oltre 4000 dichiarazioni di guarigione fra il 1858 ed il 1914.
Fin dal 1859 il prof Vergez, aggregato della Facoltà di Medicina di Montpellier,
era stato preposto ad uno scrupoloso controllo scientifico delle guarigioni. Il dr.
de Saint-Maclou gli succedette nel 1883, data nella quale fondò il Bureau
Médical, nella sua struttura ufficiale e permanente.

Il dr.Boissarie, altra figura importante di Lourdes, gli succederà, alla sua
morte nel 1891, fino alla prima guerra mondiale. È sotto la presidenza del
dr.Boissarie e grazie al suo interessamento personale presso le più alte istituzioni
della Chiesa che Papa Pio X chiederà di “sottoporre a processo ecclesiastico
regolare” le guarigioni più eclatanti, affinché potessero essere,
eventualmente, riconosciute come miracoli. Allora la Chiesa disponeva già
di una “griglia di criteri” di ordine medico/religioso per il riconoscimento
miracoloso di fatti straordinari, come guarigioni inesplicabili, criteri stabiliti
nel 1734 da un autorevole ecclesiastico, che stava per diventare Papa Benedetto XIV:
il Cardinale Prospero Lambertini. Questi criteri, destinati a certificare la santità
di un servo della Chiesa, in vista di un processo di beatificazione o di canonizzazione,
quindi in un contesto giuridico, furono adottati anche per i casi di guarigione a
Lourdes. E allora i dottori de Saint-Maclou, che oltretutto era anche Dottore in
teologia, e Gustave Boissarie, che furono i primi due responsabili del Servizio Medico
di Lourdes, seguirono tutte le raccomandazioni canoniche di Benedetto XIV, al fine
di evitare ogni sbaglio.

Quali sono i criteri medici e religiosi in tema di guarigioni miracolose?
A questo punto, a me pare opportuno rilevare, più dettagliatamente, il ruolo
essenziale giocato dal Cardinale Prospero Lambertini, il futuro Papa Benedetto XIV
(1740), nella formulazione dei criteri medici e religiosi applicabili alle guarigioni
invocate durante la celebrazione di processi canonici o cause di beatificazione (1734):
peraltro tali criteri sono diventati, nel tempo, ancor più restrittivi e severi.



I CRITERI DELLA CHIESA



Da: De Servorum Beatificatione et Beatorum Canonizatione (liber IV, Cap.
VIII, n° 2), con Commentari fino alla fine del Cap. – Autore: Cardinale Prospero
Lambertini, futuro Papa Benedetto XIV, 1734.



1.” Primum est, ut morbus sit gravis, et vel impossibilis, vel curatu difficilis
” –
Bisogna, in primo luogo, che la malattia sia grave, incurabile, o difficoltosa
a trattarsi.

2.” Secundum, ut morbus, qui depellitur, non sit in ultima parte status,
ita ut non multo post declinare debeat ” –
In secondo luogo bisogna che
la malattia vinta non sia all’ultimo stadio o al punto da poter guarire spontaneamente.

3.” Tertium, ut nulla fuerint adhibita medicamenta, vel, si fuerint adhibita,
certum sit, ea non profuisse ” –

In terzo luogo occorre che nessun farmaco sia stato impiegato, o, se impiegato,
che ne sia stata accertata la mancanza di effetti.

4.” Quartum, ut sanatio sit subita, et momentanea ” – In quarto
luogo bisogna che la guarigione avvenga all’improvviso ed istantaneamente.

5.” Quintum, ut sanatio sit perfecta, non manca, aut concisa ”
In quinto luogo è necessario che la guarigione sia perfetta, e non difettosa
o parziale.

6.” Sextum, ut nulla notatu digna evacuatio, seu crisis praecedat temporibus
debitis, et cum causa; si enim ita accidat, tunc vero prodigiosa sanatio dicenda
non erit, sed vel ex toto, vel ex parte naturalis “
In sesto luogo bisogna
che ogni escrezione o crisi degne di nota siano avvenute a tempo debito, ragionevolmente
in dipendenza di una causa accertata, precedentemente alla guarigione; in tale eventualità
la guarigione non sarebbe da considerare prodigiosa, ma piuttosto, totalmente o parzialmente
naturale.

7.” Ultimum, ut sublatus morbus non redeat ”
– Per ultimo bisogna
che la malattia debellata non si riproduca. Prima di tutto è fondamentale
che si tratti di una malattia seria, grave nella sua prognosi, incurabile o con un
trattamento aleatorio così aveva scritto l’autore.



Pertanto i nostri colleghi del tempo, e più ancora i loro successori, andando
ancora più lontano del Cardinale Lambertini, esigevano che la malattia fosse
perfettamente identificata, con dei sintomi oggettivi e degli adeguati esami strumentali!
Questo escludeva tutte le malattie mentali; bisognava, evidentemente, poter provare
la malattia. Oggi, si è notevolmente ampliato il campo degli accertamenti
complementari che rendono sempre più complessa la formulazione di una diagnosi,
in ragione stessa dei “falsi positivi” o dei “falsi negativi”
che noi osserviamo ogni tanto negli esami di laboratorio o sulle immagini ecografiche
o radiologiche. Va da sé che la malattia non doveva esser stata trattata,
oppure che si fosse dimostrata resistente ad ogni terapia ritenuta efficace. Questo
criterio, facile da rispettare nel diciottesimo secolo, in cui la farmacopea era
molto limitata, è oggigiorno molto più difficile da dimostrare. Noi
disponiamo, infatti, di molecole e di procedimenti molto più sofisticati ed
efficaci! Come escludere che non abbiano avuto alcun ruolo?



Ma il criterio successivo, quello che è sempre stato il più spettacolare,
è quello di una guarigione istantanea. Del resto noi ci accontentiamo, spesso,
di parlare di una eccezionale rapidità, piuttosto che di una istantaneità,
perché ciò richiede sempre un certo tempo, variabile, secondo le lesioni
iniziali. L’importante sta in questo recupero funzionale stupefacente, accompagnato
ad una cicatrizzazione tessutale accelerata. La guarigione è di conseguenza
“perfetta”, lasciando tuttavia sempre una cicatrice, la traccia indelebile
delle lesioni inconfutabili. Infine, la guarigione deve essere definitiva. Da questo
una sorveglianza prolungata, un controllo fastidioso, ma sempre collegiale, al fine
di essere ben certi, nella trasparenza di una discussione aperta a tutti i medici,
chiunque essi siano, credenti o increduli, che nessuna recidiva si sia presentata.
Finché tutte queste condizioni non si sono verificate, non si può parlare
di guarigione di Lourdes, d’altronde se quegli stessi criteri erano richiesti dalla
Chiesa Cattolica di Roma per beatificare i Servi di Dio e per canonizzare i suoi
Beati, a ben maggior ragione essi dovevano essere applicati nel caso dell’Immacolata
Concezione!

Nel 1948 Mons. Théas, Vescovo di Tarbes e Lourdes, volle fornire norme ed
indicazioni supplementari, ancor più chiare, precise e logiche in materia
dì riconoscimento delle guarigioni, ai medici dell’Ufficio delle Constatazioni,
considerando tre criteri fondamentali

a) C’era veramente
malattia?

b) Vi è guarigione vera?

c) Di questa guarigione esiste una spiegazione naturale?

Nello stesso tempo,
mentre la medicina diventa scientifica, sotto la presidenza del prof. Leuret veniva
istituito nel 1947 il Comitato Medico Nazionale, costituito da specialisti universitari,
affinché un controllo più rigoroso ed indipendente garantisca meglio
la fondatezza delle conclusioni, Comitato che diventerà Internazionale (CMIL)
nel 1954, acquisendo così ancora maggior autorevolezza ed una dimensione universale.
Attualmente il Comitato Medico Internazionale di Lourdes (CMIL) ha sede a
Parigi, è presieduto da mons.Jacques Perrier, Vescovo di Tarbes e Lourdes,
e dal prof. Jean-Luis Armand-Laroche di Parigi; è costituito da 25 membri,
tra luminari di fama internazionale, professori universitari e medici particolarmente
esperti e qualificati, provenienti da diversi paesi del mondo. L’Italia è
rappresentata da tre membri; oltre al sottoscritto, fanno parte del CMIL il prof.
Fausto Santeusanio
, Direttore della Cattedra di Endocrinologia presso l’Università
di Perugia ed il prof. Graziano Pretto, Direttore del Dipartimento di ORL
dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Ogni dossier
medico completo, accuratamente redatto dal Medico Responsabile del Servizio Medico
competente, dopo essere stato verificato ed accettato dal Bureau Médical,
attualmente presieduto dal dott. Patrick Theiller, viene presentato al CMIL, che
si riunisce annualmente a Parigi o a Lourdes. Alla stregua di una corte d’appello,
il CMIL conferma o invalida la posizione presa dal Bureau Médical in “prima
istanza”, dopo aver attentamente esaminato e valutato i vari dossier; se il
caso lo richiede, può ricorrere ad eventuali consulenze o pareri di esperti
esterni altamente qualificati. Attualmente il CMIL sta seguendo due casi molto interessanti
e che potrebbero avere degli sviluppi importanti. Per poter prendere in considerazione
la constatazione di una guarigione devono sussistere le premesse di questi due aspetti
fondamentali che vanno comunque ben distinti:

1. il fatto anormale: è il fenomeno stesso della guarigione, che si
caratterizza per essere assolutamente inaspettato ed inspiegato, rispetto alle previsioni
mediche abituali, ai dati della letteratura scientifica e che sarà oggetto
di un’inchiesta medica approfondita;

2. il segno: che invita a credere nell’intervento speciale di Dio per mezzo
di nostra Signora di Lourdes, intervento che deve essere riconosciuto dalla Chiesa,
sulla base della parola della persona guarita. Ma a questo punto dobbiamo anche precisare:

a) la definizione di miracolo: è un evento straordinario ed eccezionale, non
spiegabile con le attuali conoscenze scientifiche;

b) le caratteristiche del miracolo: è un evento improvviso o di eccezionale
rapidità, permanente senza recidive, valutabili con metodologia scientifica
ed interdisciplinare: biologia, medicina legale, teologia, ecc.;

c) il contesto in cui avviene il miracolo: epoca storica, documentazione ed iconografia,
collocazione nella religione cattolica e non in altre fedi e/o culture, ecc.; d)
l’autorità che dichiara il miracolo: dopo il parere favorevole del CMIL (Comité
Médical International de Lourdes) è l’ordinario ecclesiastico della
diocesi di provenienza o altro autorevole esponente della Chiesa.

Dopo il 1977, in seguito alla proposta di Mons.Donze (recentemente scomparso) di
esplicitare le regole stabilite da Benedetto XIV alla luce delle più attuali
innovazioni scientifico-tecnologiche, veniva istituita una griglia di 16 quesiti,
messa a punto dal CMIL, griglia che, tra l’altro, introduce la necessità di
escludere ogni componente psicopatica, cosi come tutti gli stati patologici e manifestazioni
soggettive (e quindi non verificabili), tenendo così conto solo delle osservazioni
di guarigione da affezioni gravi e dimostrabili, le sole ad essere considerate “scientificamente
inesplicabili”.



E quindi, la relazione medica potrà concludersi a favore di una guarigione
“certa e medicalmente inspiegabile”, solo quando:

1) siano stabilite preventivamente ed in modo perfetto la diagnostica e la veridicità
della malattia;

2) la prognosi sia stabilita a termine o fatale a breve scadenza;

3) la guarigione sia improvvisa, senza convalescenza, del tutto completa e definitiva;

4) il trattamento prescritto non possa essere giudicato alla base della guarigione
o comunque propiziatorio della guarigione stessa
.



Questi criteri sono ancora in uso ai nostri giorni, tanto sono logici, precisi e
pertinenti. Essi stabiliscono, senza dubbio, in modo veritiero, il profilo tipo della
guarigione inaspettata e hanno reso, di fatto, impossibile ogni obiezione di una
qualsiasi mancanza di rigore scientifico da parte dei medici del Bureau e del CMIL.
Il rigore dei Medici di Lourdes, la cui meticolosità nel corso degli anni
è stata, volta a volta, indirizzata sui caratteri di subitaneità delle
guarigioni, sulla relativa efficacia delle cure praticate, sulle prove oggettive
della malattia riscontrata, o sulla durata più o meno lunga (a seconda della
malattia) del periodo di osservazione, è sempre stato ineccepibile ed apprezzato
da tutte le Commissioni Canoniche Diocesane chiamate a pronunciarsi. È stato
il rispetto di questi criteri ad avvalorare la serietà e l’obiettività
dell’ex Bureau des Constatations e, attualmente, continua a guidare il Comité
Médical International de Lourdes, le cui conclusioni rappresentano, da sempre,
un indispensabile riscontro peritale che dà inizio e motivazione a tutti gli
ulteriori giudizi canonici necessari per riconoscere i veri Miracoli tra le migliaia
di guarigioni attribuite alla intercessione della Nostra Signora di Lourdes.



C’è un avvenire scientifico per le guarigioni prodigiose di Lourdes?
Questo interrogativo posto da un medico, che è stato nominato da poco membro
del Comitato Medico Internazionale, potrebbe sembrare un po’ provocatorio, eppure
è una domanda che gli viene spesso rivolta da amici, colleghi, uomini di cultura,
giornalisti Ö A questa domanda, si possono dare diverse risposte. Una di queste consiste
nell’osservare che la conoscenza scientifica è ancora lontana dall’averci
rivelato tutti i suoi segreti. La chimica molecolare, la genetica, i neuro trasmettitori,
per non citarne che alcuni, sono in pieno sviluppo e ci rivelano, ogni giorno, nuovi
misteri, nuove ed inedite prospettive fino a pochi anni fa impensabili. Tuttavia,
ancora oggi, noi non abbiamo trovato delle spiegazioni scientificamente valide, anche
per le primissime guarigioni miracolose! Inoltre, le guarigioni di Lourdes sono un
campo di studi eccezionale, nei differenti piani di analisi di questi fatti fuori
dal comune. Esistono ancora molte malattie fisiche per le quali non si conoscono
terapie efficaci, che si tratti di alcune affezioni neurologiche, come la sclerosi
multipla, o che si tratti di tutte le sequele neuro-motorie post-traumatiche, così
frequenti ai giorni nostri; che si tratti anche di affezioni meglio curate di un
tempo, come alcune malattie infettive particolari o patologie oncologiche: in tutti
i casi si arriva ad un punto in cui la medicina “abbassa le braccia” e
si decide a riconoscere di essere ormai impotente… e non è mai facile, per
un medico, ammetterlo! Il Bureau Médical di Lourdes ha registrato l’anno scorso
il passaggio di 3794 operatori sanitari, di cui 2162 medici (518 sono i nuovi, iscritti
per la prima volta all’AMIL- Associazione Medica Internazionale di Lourdes) e, tra
questi, più di un terzo sono italiani. Ed i medici sono molto importanti per
le guarigioni di Lourdes, perché essi devono conciliare le esigenze della
ragione con quelle del cuore, in quanto il loro ruolo e funzione è di non
eccedere in un eccessivo positivismo, così come anche di fare tutto il possibile
per escludere ogni possibile spiegazione scientifica. È la stessa fede ad
esigere che la scienza si esprima sulla veridicità e verificabilità
di questi segni, anche se spetta poi sempre alla Chiesa darne il significato, miracoloso
o no. Il dr. Boissarie amava ripetere: “La storia di Lourdes è stata
scritta dai medici!”
. E questa parola profetica pervade ancora oggi ogni
medico, ogni ammalato, ogni pellegrino presente a Lourdes; sono la serietà
della medicina, la lealtà ed il rigore da essa dimostrati, a costituire il
fondamento essenziale per la credibilità del Santuario stesso. Come affermava
Padre Francois Varillon, un gesuita francese scomparso alla fine degli anni ’70:
“non spetta alla religione stabilire che l’acqua gela a zero gradi, né
che la somma degli angoli di un triangolo è uguale a centottanta gradi, ma
non spetta nemmeno alla scienza affermare se Dio interviene nelle nostre vite”.




Franco Balzaretti

Vice Presidente Nazionale – Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI) Membre
du Comité Médical International de Lourdes (CMIL)






testo tratto da:
http://www.leadershipmedica.com/